Italia. Torino. Aggressioni a Parco Stura, Radicali: il Comune non ha fatto niente per impedirle
Dopo aver appreso dai quotidiani locali che sono stati denunciati i primi cinque "giustizieri" che organizzavano ronde notturne per picchiare con spranghe le persone tossicodipendenti a Parco Stura (Tossic Park), Domenico Massano (giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:"60 giorni di prognosi, clavicole, mascelle, setti nasali rotti e molte altre lesioni di ogni genere: questi i frutti delle azioni di giovani squadristi ai danni dei cittadini tossicodipendenti a Parco Stura. Questo bilancio poteva essere anche peggiore se non si fosse intervenuti tempestivamente per interrompere questa violenza organizzata che si è sviluppata nel silenzio e nell'assenza di interventi ed iniziative capaci di prevenire tale deriva "squadrista", purtroppo facilmente prevedibile.
E' preoccupante dover constatare che l'allarme provocato dai gravi pestaggi che si erano verificati nella stessa zona nel mese di febbraio 2007, non abbia spinto il Comune ad attivarsi per definire una strategia di intervento capace di prevenire il ripetersi di tale situazione. Oggi a distanza di un anno ci ritroviamo ad affrontare gli stessi problemi, i cui presupposti si sono sviluppati in un clima di intolleranza e nel silenzio delle istituzioni. Come abbiamo denunciato da alcune settimane se le uniche iniziative attivate sono di carattere repressivo sortiranno l'unico effetto di costringere le persone tossicodipendenti a situazioni di pericolo e di marginalità sempre più estreme.
Occorrono politiche integrate capaci di governare la difficile situazione che si è creata a Parco Stura e che si sta ripetendo in altre zone della città. Occorrono alternative concrete e concertate declinabili in interventi capaci di mediare tra le esigenze dei residenti e i bisogni dei cittadini tossicodipendenti che, vogliamo ribadirlo con forza, non sono una categoria astratta, ma sono persone reali, concrete, persone che ci sono qui ed ora, che non possono essere nascoste sotto un campo da golf, dietro ad iniziative cultural ricreative o "trasferite" in massa altrove.
Recentemente il Consiglio Comunale ha bocciato la mozione Grimaldi che si proponeva di affrontare in modo articolato il fenomeno delle tossicodipendenze a Torino, proponendo tra le altre cose la sperimentazione di una sala del consumo, un servizio di riduzione del danno che da oltre vent'anni nelle 72 esperienze europee in cui è attivo rappresenta un'iniziativa capace di mediare tra i bisogni dei cittadini tossicodipendenti e dell'intero contesto cittadino, garantendo i diritti ed aumentando la sicurezza di tutti, nessuno escluso.
Sui tavoli della IV commissione del Comune è ancora ferma la petizione popolare presentata dall'Associazione radicale Adelaide Aglietta, da Forum Droghe e da Malega 9, che, grazie alle firme di oltre mille cittadini, richiede l'istituzione di almeno una sala del consumo a Torino. Ripartire da questa petizione vorrebbe dire dar voce ad un'altra cittadinanza, una cittadinanza capace di fare proposte e di impegnarsi nella costruzione di una città capace di politiche inclusive che restituiscano maggiore sicurezza a tutti, nessuno escluso.
Invitiamo il Consiglio Comunale di Torino, il Sindaco Chiamparino ed il Prefetto Giosuè Marino ad assumersi l'impegno di andare oltre facili proclami e/o iniziative estemporanee di carattere esclusivamente repressivo, definendo politiche idonee ad affrontare adeguatamente il fenomeno delle tossicodipendenze a Torino, perché i tristi e preoccupanti episodi di questi giorni non si ripetano mai più."
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