Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Torino. Appello consiglieri comunali: firmare la petizione per la narcosala

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Dichiarazione di Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Alessandro Orsi (Malega9 Produzioni), Franco Cantù (Forum Droghe), i tre presentatori della petizione al Consiglio Comunale di Torino per l'istituzione di una narcosala:
E'necessario accelerare al massimo la raccolta delle firme -ne servono almeno 800, ne abbiamo raccolte già 200 in una settimana- per dare il sostegno dei cittadini alla mozione pro narcosala che ieri ha iniziato il suo difficile cammino nelle commissioni consiliari.
Lanciamo un appello, pertanto, ai cittadini torinesi perché vengano a firmare la nostra petizione domani mattina, dalle 10 alle 13, al banchetto in via Garibaldi, all'altezza del numero civico 14 (in caso di pioggia, saremo sotto i portici di Piazza Castello).
E' l'unico modo per manifestare il proprio apprezzamento per le dichiarazioni odierne del sindaco Chiamparino, che ha confermato il suo SI' convinto, e per manifestare il proprio sdegno per gli attacchi beceri della coppia Gasparri/Giovanardi, che hanno addirittura presentato un esposto alla Procura della Repubblica.
Ribadiamo qui quanto abbiamo scritto anche sulla nostra petizione: la narcosala può essere istituita senza cambiare la legge vigente; l'art. 79 del DPR 309/90 (testo unico sugli stupefacenti) proibisce l'utilizzo di locali a fini di spaccio; tale fattispecie non ha nulla a che spartire con la narcosala, che è una struttura socio-sanitaria per la riduzione del danno. E la legalizzazione delle droghe non c'entra nulla con la narcosala.
Infine, Giovanardi può fare a meno di invocare la centralità del Parlamento; come ministro del governo Berlusconi, Giovanardi fece passare la controriforma sulla droga dentro il decreto-legge sulle Olimpiadi Invernali di Torino, sottraendola alla discussione parlamentare.

PRESIDIO LUNEDI' LEGANORD CONTRO NARCOSALE - Presidio di protesta lunedi' pomeriggio a partire dalle 16,30 davanti a Palazzo Civico a Torino promosso dalla Lega Nord contro la sperimentazione delle 'narcosale', contenuta in una mozione sottoscritta da una ventina di consiglieri comunali di maggioranza. "Non intendiamo far passare un provvedimento aberrante e illegale -sottolinea il capogruppo del Carroccio in Sala Rossa, Mario Carossa- per questo abbiamo deciso di manifestare la nostra contrarieta'". Alla manifestazione, che si terra' in concomitanza con la riunione del Consiglio comunale parteciperanno i vertici piemontesi del Carroccio.

Maurizio Gasparri (An) e Carlo Giovanardi (Udc), coordinatori dell'Intergruppo parlamentare Liberta' dalla droga, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Torino in riferimento all'intenzione dell'amministrazione comunale del capoluogo piemontese di avviare la sperimentazione delle cosiddette narcosale. 'La stampa nazionale ha dato in questi giorni ampio risalto alla proposta dell'amministrazione comunale di Torino di aprire delle cosiddette 'narcosale', nelle quali si vorrebbero somministrare sostanze stupefacenti".
"Il ministro della Salute, Livia Turco, ha 'benedetto' questa ipotesi di sperimentazione, aspramente contestata da vasti settori del Consiglio comunale di Torino e del Parlamento. Vogliamo ricordare alla Procura, ma allo stesso ministro che in Italia e' in vigore la Costituzione Repubblicana che attribuisce al Parlamento il potere legislativo, al governo quello esecutivo e alla magistratura la funzione di controllo. Nessuna sperimentazione contra legem puo' essere pertanto consentita e la magistratura ha il dovere di intervenire nel caso che questo accada".
"Se l'attuale governo intende liberalizzare l'uso della droga, o autorizzare la somministrazione di sostanze stupefacenti in qualsiasi modalita', presenti un disegno di legge in Parlamento e prima di iniziare qualsiasi sperimentazione modifichi la normativa vigente, alla quale anche l'amministrazione comunale di Torino ha il dovere di attenersi. Tanto si espone per le iniziative che la Procura della Repubblica di Torino intendera' eventualmente assumere al riguardo'.

'No chiaro. Puntare su prevenzione, formazione, recupero. Il problema della tossicodipendenza non si affronta con le narcosale perche' il rischio e' che diventino, nello stesso tempo, ghetti che legittimano l'uso della droga e luoghi privilegiati in cui si concentrano potenziali spacciatori. Il no chiaro alla somministrazione di Stato lo avevamo espresso circa un anno fa'. Lo affermano le senatrici dell'Ulivo Emanuela Baio, Capogruppo in Commissione Sanita', e Paola Binetti, che avevano gia' sottolineato l'urgenza di intraprendere un'azione preventiva con interventi il piu' precoce possibili sui giovani, sulle famiglie e nelle scuole. Spiegano Baio e Binetti: 'Alla prevenzione-formazione dovrebbero affiancarsi investimenti seri in tutte le comunita' di recupero, capaci di offrire garanzie umane, scientifiche e soprattutto efficacemente terapeutiche. Il Ministro Turco, con il suo no deciso e decisivo a qualsiasi forma di spaccio e consumo nelle scuole e intorno alla scuola, aveva mostrato sensibilita' e tempestivita' nell'intervento. Il Ministro Fioroni aveva promesso azioni chiare e forti di educazione alla salute e di prevenzione nei confronti di qualunque tossicodipendenza'. 'Vorremmo che si proseguisse su questa strada. Sul piano concreto sembra che le narcosale possano risolvere problemi su cui da decenni si affannano invano a trovare soluzioni il mondo politico, il sistema socio sanitario e tante iniziative di volontariato generoso e competente. Ma non risolvono nulla e corrono il rischio di essere qualcosa di peggio di un buco nell'acqua. Se Veronesi, oncologo di fama, dice che in Svizzera sono utili, Cancrini, noto psichiatra particolarmente attento a questi problemi, parla di angoscia e mancanza di evidenze scientifiche. Entrambi collocati politicamente a sinistra e senza possibilita' di essere intercettati come retrogradi, sono diversi e divisi, come diversa e divisa e' l'opinione pubblica'. Concludono Baio e Binetti: 'La prudenza in questi casi esige di mantenere la massima vigilanza possibile sulla prevenzione e sul recupero attraverso la riabilitazione senza scorciatoie di alcun tipo'.

Dichiarazione di Carla de Albertis (An), assessore al Comune di Milano:
E' indecente la proposta del Comune di Torino di creare delle 'narcosale' per i tossicodipendenti, già idea del ministro Ferrero. Ed è assurdo il placet del ministro Turco.
Dico no alle stanze del buco perché è come offrire una siringa ad un tossicodipendente per potersi drogare.
In materia di droga la sinistra continua ad attentare alla vita dei nostri figli: con le stanze del buco, con il raddoppio della dose lecita di principio attivo di cannabis per uso personale, cercando di abolire la Fini-Giovanardi, con l'idea di comprare oppio in Afghanistan dai terroristi, per arrivare forse a breve alla legalizzazione delle droghe leggere.
La stanza del buco è un suicidio assistito: si vuole nascondere la testa sotto la sabbia, affrontando il recupero vero dei tossicodipendenti.
Rimango fermamente convinta della necessità della prevenzione, del controllo da parte delle famiglie, della lotta feroce allo spaccio e del recupero della persona con un percorso assistito.
Con l'Assessorato alla Salute ho proposto i 'kit antidroga' e ho lanciato più volte appelli diretti alle famiglie recuperandone la centralità nell'educazione dei figli, fornendo un'informativa corretta e scientifica sui danni delle sostanze stupefacenti, nella consapevolezza che tutte le droghe fanno male alla salute, senza distinzioni tra pesanti e leggere.
E' necessario far capire ai ragazzi che drogarsi non è 'normale'.

"Avallare -come fanno i Ministri 'piemontesi' Turco e Ferrero- la demenziale decisione di aprire Narcosale a Torino presa dal sindaco Chiamparino in una citta' in cui in un grande parco pubblico gli spacciatori aggrediscono gli uomini delle Forze dell'Ordine quotidianamente impegnati nella lotta al traffico e allo spaccio, significa ne' piu' ne' meno che il Governo e' impegnato su un fronte diverso, quello della diffusione della cultura della droga". Lo afferma Mario Borghezio, eurodeputato della Lega.

'Ho un'idea pessima di questa iniziativa, ne penso tutto il male possibile'. Lo ha detto l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, interpellato dai giornalisti sulla iniziativa presa dal ministro Turco di sperimentare l'uso controllato dell'eroina in narcosale.
'Questa iniziativa - ha detto ancora Casini - privilegia la cultura della rassegnazione rispetto a quella della vita. C'e' l'idea che dobbiamo convivere con questi fenomeni e che il male minore e' il controllo per chi si droga. Si tratta di una idea coerente con quella che ha portato all'innalzamento della soglia della cannabis e, contemporaneamente a spedire i Nas nelle scuole'.

"Riproporre le narcosale e' da irresponsabili. Invece di puntare sulla prevenzione e dedicarsi concretamente a combattere la droga, adesso il ministro Turco rispolvera una vecchia idea che sostanzialmente va in linea con l'idea che le persone possono continuare pure a fare uso di stupefacenti purche' questo avvenga di nascosto e magari sotto il controllo dello Stato". L'attacco all'ipotesi di sperimentazione delle 'shooting room' a Torino viene da Maurizio Lupi, deputato di Forza Italia.
"E' preoccupante -afferma - che l'esecutivo giochi con temi cosi' delicati e drammatici che riguardano la vita umana e la persona".

"Se Casini ne pensa tutto il male possibile, non e' un caso che il Pdci appoggi questa proposta e ne pensi, al contrario, tutto il bene possibile". Alessandro Pignatiello, esponente della segreteria del Pdci, e' convinto che "le narcosale funzioneranno e dovranno essere solo il punto di inizio della sperimentazione verso la legalizzazione delle droghe leggere".
Secondo Pignatiello, "quando i benpensanti come Casini, Gasparri e Giovanardi, ma anche come le Binetti e le Baio di turno, avranno messo da parte le ideologie, forse si convinceranno che il proibizionismo a nulla serve se non ad alimentare le mafie e ad aumentare l'insicurezza dei cittadini, un tema che dovrebbe essere loro ben caro".

"La prevedibile pioggia di polemiche sulle narcosale suona molto ipocrita". Lo afferma il deputato Verde della commissione Affari sociali Tommaso Pellegrino, secondo il quale "l`avvio della sperimentazione, preceduto da analoghe esperienze europee, è molto interessante. Noi Verdi abbiamo sempre sostenuto l'importanza di questa iniziativa perchè i tossicodipendenti devono essere sostenuti in ogni modo dal servizio pubblico: le polemiche nascono chiaramente dalla logica di stampo proibizionista che vuole spingere ai margini le persone colpite dalla piaga della tossicodipendenza".

'La sperimentazione delle narcosale e' una proposta sensata che garantisce maggiore sicurezza ai cittadini, a partire proprio dai tossicodipendenti'. Daniele Farina, vice presidente della commissione Giustizia alla Camera, saluta con favore la proposta avanzata da venti consiglieri del comune di Torino di dare avvio alla sperimentazione delle cosiddette 'sale del buco'.
'Chi sostiene che le politiche di riduzione del danno siano un incentivo alla droga - accusa Farina - non solo fa demagogia ma dimostra anche una certa ignoranza. A Madrid, Francoforte, Ginevra, Amsterdam, le cosiddette 'stanze del buco' hanno dato grandi risultati dal punto di vista della profilassi e del monitoraggio di un fenomeno che si nutre proprio del silenzio e dell'ipocrisia delle istituzioni. Al posto di critichare la sperimentazione torinese - conclude - il centrodestra dovrebbe interrogarsi sul perche' invece a Milano, dove la giunta Moratti ha sospeso dopo oltre dieci anni il servizio di macchinette per lo scambio di siringhe, i parchi si riempio di droga'.

"Le narcosalas rappresentano un tentativo positivo di contenere i danni dell'eroina, diminuendo il rischio di overdosi e contagio diffusione di Hiv/Aids per i cittadini tossicomani". Marco Cappato, segretario dell'Associazione Coscioni e Marco Perduca, del Partito radicale nonviolento. "I soliti paladini del fanatismo proibizionista- aggiungono- non sono interessati ai risultati, bensi' all'affermazione di dogmi o astratti principi ideologici, anche a costo della vita e della salute di persone in carne e ossa".
Secondo i radicali, "la via maestra da seguire e' l'esempio svizzero di Zurigo, dove da un quindicennio si prescrive e somministra sotto controllo medico ai residenti tossicodipendenti eroina legale". A Zurigo, spiegano, "e' calato il crimine legato alle droghe, sono calate le overdosi e la diffusione dell'Hiv/Aids mentre e' aumentato il tasso di recupero e reinserimento degli eroinomani nella vita sociale e lavorativa della citta'".

'Non ritengo eticamente accettabile che l'amministrazione comunale, che deve pensare innanzitutto alla salute dei cittadini, pieghi la testa e accetti il fatto che alcuni giovani cittadini ricorrano all'eroina e tanto meno che un Comune si prodighi per trovare loro le stanze per l'iniezione della droga. Le stanze del buco non sono una scelta di civilta' ma una rinuncia, una resa di fronte alla droga e allo spaccio'. Questo il commento del Sindaco di Verona Flavio Tosi sulla posizione del Ministro della Salute Livia Turco favorevole all'istituzione a Torino delle cosiddette 'narcosale'.
'Porre il problema delle stanze del buco - aggiunge Tosi - significa sviare l'attenzione dalla reale emergenza droga, costituita principalmente dal consumo di cocaina, cannabis e alcol che sempre di piu' interessa persone minorenni e in giovanissima eta'. Dobbiamo dunque concentrare i nostri sforzi non nel cercare soluzioni 'logistiche' e facilitazioni per chi vuole iniettarsi droga, ma creare condizioni di prevenzione per i nostri giovani, nella consapevolezza che tutte le droghe sono nocive e che e' giusto evitarne l'uso e lo spaccio. Per questo la nostra Amministrazione sta predisponendo, in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze dell'ULSS 20, un piano antidroga per la Citta' di Verona che vedra' sorgere una serie di iniziative centrate fondamentalmente sulla responsabilizzazione dei ragazzi, dei genitori e delle istituzioni deputate alla promozione e al controllo della salute pubblica'.
'Stiamo preparando un provvedimento che impedisca su tutto il territorio comunale l'eventuale attivazione delle cosiddette 'stanze del buco' - conclude Tosi - e invito tutti i colleghi Sindaci a valutare l'inopportunita' di simili iniziative; mi auguro, infine, che il Ministro della Salute Livia Turco riconsideri le sue posizioni in materia che non possono essere minimamente condivise'.

'Siamo contrari alle narcosale. Peraltro, non ve ne e' traccia nel programma dell'Unione e di questa maggioranza'. Lo afferma Sandra Cioffi, deputata dell'Udeur, segretario della commissione Infanzia.
'Le narcosale - aggiunge - non sono uno strumento efficace nelle politiche di riduzione del danno derivante dall'uso della droga. Non ci importa se Aznar in Spagna le ha introdotte o se scienziati, spesso di parte, affermano che l'eroina di Stato fa diminuire i tossicodipendenti. Non rientrano nel nostro modo di lottare contro le droghe'.

"Mi sembra irresponsabile l'idea che o gli eroinomani smettono di drogarsi, oppure, se non ci riescono, tanto vale che lo facciano nel peggiore modo possibile, senza alcuna assistenza sanitaria (magari per strada, nel fango e con una siringa usata), perche' le istituzioni non possono 'collaborare' con il loro vizio". Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e e presidente dei Riformatori liberali.
"Trovo quindi inutile gridare allo scandalo e invece piu' che ragionevole sperimentare misure (come accade da tempo in molti paesi europei) per ridurre il danno connesso al consumo cronico di eroina", dice Della Vedova.
"Evitare la diffusione di malattie trasmissibili, o soccorrere in tempo reale quanti vanno in overdose: questo risponde ad un criterio di responsabilità sanitaria oltre che di solidarietà nei confronti di persone deboli e provate duramente dalla tossicodipendenza". Non sara', conclude, "impedendo a queste persone di avere un'assistenza sanitaria che si contrastera' piu' efficacemente la diffusione dell'eroina, o delle altre droghe pesanti".

Le cosiddette 'stanze del buco' sono 'una soluzione demagogica e diseducativa': lo ha dichiarato il senatore forzista Enzo Ghigo, a margine della tappa del viaggio lungo il Po dell'Universita' della Gastronomia di Pollenzo (Cuneo).
'La teoria della riduzione del danno, con i Sert e le altre iniziative va bene - ha precisa - ma legalizzare addirittura il drogarsi in luoghi appositi mi sembra veramente diseducativo. E' una soluzione demagogica che non serve a niente'.
'Sono convinto - ha aggiunto Ghigo - che si debba aiutare i tossicodipendenti, ma il messaggio legato all'uso della droga deve essere negativo'.
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