Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Torino. Assistente capo della polizia confessa di aver rapinato immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Guadagnavo normalmente 1.500 euro al mese e mi sono trovato in difficolta' economiche in quanto avevo contratto un prestito per l'acquisto della casa con un mutuo di 500 euro al mese. Inoltre dovevo pagare 300 euro al mese per un prestito': si apre cosi' la confessione di Giuseppe Sofia, l'assistente capo di polizia in servizio a Torino, arrestato sabato insieme a tre colleghi per aver rapinato degli immigrati.
Il testo e' stato inserito nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere depositata oggi dal gip Silvia Bersano Begey. 'Mi rendo perfettamente conto che tutto cio' non giustifica il mio comportamento. Ho cercato, guardandomi intorno, se vi era la possibilita' di guadagnare qualcosa in piu''. Sofia, che secondo gli inquirenti e' la figura centrale della vicenda, ha ammesso che e' stato Giovanni Quarantiello, un suo confidente (anche lui arrestato) a dirgli che 'c'era la possibilita' di entrare in alloggi abitati da extracomunitari e prendere dei soldi'. 'Nel settembre 2006 Quarantiello mi propose un affare, ovvero di visitare un appartamento in corso Unione Sovietica, perche' al sesto piano c'era un alloggio abitato da marocchini clandestini e che probabilmente avremmo potuto trovare del denaro derivante da una vendita di droga o da un'altra attivita' illecita''.
Quel primo colpo, cui prese parte anche l'agente Daniele Di Vercio, frutto' 70 mila euro. Diecimila furono dati al confidente, il resto fu spartito dai due poliziotti in parti uguali. Il bottino della seconda rapina ammonto' a 32 mila euro, ma negli altri casi fu assai piu' modesto: un computer, dei telefonini, delle cinture griffate, un orologio, due collane.
Uno degli assalti, inoltre, non ando' a segno (infatti viene contestata solo la tentata rapina).
Nell'ordinanza si trovano le tracce di due filoni di inchiesta che sta seguendo la procura. Uno riguarda dei casi di denaro ottenuto dai clienti delle prostitute. Si sarebbero verificati almeno dieci episodi. Racconta Sofia che 'e' capitato che, controllando delle auto con persone appartate in alcune zone si sia approfittato della situazione e dell'imbarazzo'. La prima volta, in Lungo Stura Lazio, 'il cliente si mostro' molto agitato per cui ci fece capire che se avessimo chiuso un occhio poteva ricompensarci: cosi' prendemmo il denaro che ci offri', una cifra tra i 50 e i 100 euro'. A questa 'attivita'', che potrebbe essere considerata come una corruzione o addirittura come una concussione, avrebbero preso parte altri due degli agenti arrestati. 'Ovviamente in tutte le occasioni non abbiamo redatto alcun tipo di atto, ne' abbiamo mai riferito ai nostri superiori'.
Il secondo filone riguarda la figura di Quarantiello. Nel corso di una perquisizione, la squadra mobile ha trovato dei documenti che lasciano pensare che l'uomo procurasse dei permessi di soggiorno 'con dichiarazioni di ditte probabilmente fantasma'. Gli inquirenti non escludono che Quarantiello sia stato ricattato -o comunque 'pressato'- da qualcuno e che, quindi, si sia appoggiato a Sofia.
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