Italia. Torino. Chiamparino: rivedere legge sulla droga
"Occorre che il Parlamento affronti al questione della legislazione sulla lotta alla droga". L'appello e' del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che oggi nel corso del consiglio comunale e' intervenuto per riferire sul caso dello spacciatore africano annegato nel torrente Stura, venerdi' scorso, mentre cercava di fuggire ad un'operazione antidroga delle forze dell'ordine."Cio' che e' accaduto e' sicuramente un fatto che intristisce e addolora, ma l'operato delle forze dell'ordine e' stato ineccepibile. Non possiamo permettere che qualcuno trasformi un'area della citta' in una zona franca per tossicodipendenti. La vicenda della scorsa settimana non e' frutto di passivita' e rinuncia da parte nostra, ma di contrasto".
Secondo Chiamparino e' fondamentale rivedere la legislazione sulla lotta alla droga. "Se il Parlamento affrontasse questa situazione tenendo conto dei cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni, potremmo ricevere strumenti per colpire piu' a fondo organizzazioni e spacciatori. Io partirei dalla distinzione tra le droghe, non mi avventurerei a parlare di legalizzazione, ma si potrebbe far cambiamenti a livello di sanzioni, in base alla pericolosita' delle sostanze".
L'intervento in Sala Rossa del primo cittadino torinese era stato richiesto dall'Udc e da Andrea Giorgis, capogruppo dell'Ulivo.
'Non c'e' emergenza sicurezza in citta'. Torino non ha una situazione peggiore di altre citta' italiane. Continueremo a chiedere il potenziamento delle forze dell'ordine, ma con questa consapevolezza'. Chiamparino ha, pero', denunciato il problema derivante dalla carenza degli agenti in citta' quando sono in corso le partite di calcio allo stadio: 'al sabato pomeriggio quando si giocano le partite di calcio a Porta Palazzo c'e' un significativo aumento dell'attivita' legata allo spaccio di stupefacenti. Il problema si ripresenta ogni volta che c'e' una competizione allo stadio'.
In merito al problema dello spaccio di droga nella zona di corso Giulio Cesare, ai bordi del torrente Stura, l'assessore alla Polizia municipale Beppe Borgogno ha dichiarato: 'dall'inizio del 2006, e con particolare intensita' negli ultimi mesi, i vigili urbani hanno effettuato nell'area di corso Giulio Cesare e a bordo del tram della linea 4 che transita nella zona, 140 servizi, con 840 unita'. Sono 46 le persone arrestate, 13 quelle denunciate e 42 i fermi effettuati'.
"Io vorrei che l'Italia e alcuni Paesi europei facessero di piu' sul fronte della lotta alla droga". Lo ha detto oggi a Torino Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell' ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, commentando i recenti scontri avvenuti a Torino tra spacciatori e forze dell'ordine e la morte di un pusher.
"La politica di prevenzione la sensibilizzazione nelle scuole, nei luoghi di culto, nei luoghi di lavoro, nelle discoteche e cosi' via e' assolutamente inadeguata. Una volta lanciai un messaggio che poi fu visto come una provocazione. E cioe' che ciascuna societa' ha il grado di tossicodipendenza che si merita. Ma le societa' che si impegnano di piu' riescono ad ottenere risultati".
Costa, in particolare, ha portato l'esempio emerso in un recentissimo studio promosso dall'Onu. "Il Paese che al mondo e' riuscito a controllare meglio il problema della droga e' la Svezia. Ha tassi di tossicodipendenza che sono una frazione di quelli italiani e francesi. La Svezia ha fatto una politica di forte impegno della societa' sul fronte della prevenzione e per questo motivo vogliamo portare questo modello all'attenzione di tutti. Un altro Paese che sta facendo molto bene e' il Giappone".
Antonio Maria Costa ha partecipato alla cerimonia di conferimento delle borse di studio che la Compagnia di San Paolo e la Fondazione dell'Avvocatura Torinese Fulvio Croce hanno sostenuto a favore degli studenti piu' meritevoli e provenienti da paesi in via di sviluppo nell'ambito del "Master in organizzazioni internazionali, diritto internazionale penale e prevenzione del crimine" promosso dall'Universita' di Torino e dall' Unicri. In serata Costa incontrera' l' assessore regionale alla sanita' Mario Valpreda. "Sara' un colloquio tra vecchi compagni di scuola, ma non e' escluso che si possa parlare anche di una collaborazione tra l' Onu e il Piemonte sul fronte della lotta alla droga".
Bruno Mellano, deputato Rosa nel Pugno, e Silvio Viale della direzione nazionale Rnp hanno dichiarato quanto segue:
Non ci stiamo alle proteste, perbeniste e ipocrite, di chi scopre, da un giorno all'altro, che a Torino ci sono zone completamente in mano agli spacciatori. Sono quelle lungo la Stura ma si spaccia tranquillamente anche in pieno centro, sotto la casa del sindaco Chiamparino, in piazza Vittorio Veneto. Ora che c'è scappato il morto (forse due), vai con la grande retata, per rassicurare l'opinione pubblica; in attesa di nuove morti, nuove violenze e vecchi razzismi.
La sinistra di governo sconta, a Torino come a Napoli come a Roma, la sua totale non volontà di affrontare il nodo del proibizionismo su alcune droghe, che consegna ogni giorno centinaia di migliaia di cittadini tossicodipendenti (quelli che anche il "servizio pubblico" della RAI regionale ha definito razzisticamente "i tossici") nelle mani della criminalità.
Il sindaco Chiamparino se la cava a buon mercato auspicando che le leggi sulle tossicodipendenze e sull'immigrazione siano cambiate; ma a livello locale non ha fatto nulla sul fronte della riduzione del danno.
Dieci anni fa, il 10 settembre 1996, il Consiglio Comunale di Torino approvò un ordine del giorno (Palma, Viale e altri) per nuove politiche sulle tossicodipendenze, mai concretizzato dalle amministrazioni, tutte rigorosamente di centro-sinistra, che si sono succedute da allora.
L'odg impegnava l'amministrazione comunale a "lavorare al più presto (anche, laddove i vincoli della legislazione lo imponessero, a titolo di semplice prefigurazione) ad un progetto sulla Città e le droghe che consenta a Torino di proporsi - con il concorso delle competenze, dei saperi e delle esperienze che la Città offre - come laboratorio dell'innovazione e della riforma anche sui temi delle politiche sulle droghe".
L'odg parlava, per esempio, della necessità di istituire "narcosalas" in cui i tossicodipendenti possano almeno assumere le sostanze stupefacenti comprate sul mercato criminale in condizioni sanitarie dignitose, tali da scongiurare le overdosi. Nell'estate 2002, di fronte all'escalation delle morti per overdose, il sindaco Chiamparino si dichiarò favorevole a quest'iniziativa; poi, di fronte all'alzata di scudi della Margherita, fece dietro-front.
Sarebbe interessante sapere se nel nuovo Consiglio Comunale ci sia qualcuno disposto a rinunciare alle lacrime di coccodrillo e al gioco dello scaricabarile per cercare di attuare almeno in parte quell'ordine del giorno, sempre attuale (purtroppo!).
Sarebbe interessante sapere se i ministri piemontesi competenti, Ferrero e Turco, dopo le promettenti dichiarazioni di questi mesi, passeranno ai fatti, presentando leggi e/o decreti di modifica della legge "Fini-Giovanardi" sulle tossicodipendenze.
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