Italia. Torino. Promotori mozione narcosale: domani discussione in Consiglio comunale
Lettera aperta del dr. Jarre (Comitato scientifico dell'Osservatorio droghe) al ministro della Salute Livia Turco, al sindaco Sergio Chiamparino e ai consiglieri comunali di Torino: Pensate a chi muore, qui ed ora.Domani, lunedì 26 novembre, i primi firmatari della petizione popolare per l'istituzione di almeno una narcosala a Torino seguiranno dalla tribuna i lavori del Consiglio Comunale (tardo pomeriggio).
I presentatori della petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato:
"Dei 5.000 episodi iniettivi per droga stimabili al giorno a Torino, probabilmente oltre 1.000 si verificano in luoghi aperti, pericolosi, insicuri e nascosti. Come dire 40 all'ora, quasi uno al minuto. Questo accade oggi, accadrà domani, dopodomani e lunedì, il giorno che si voterà a Torino in Consiglio comunale la mozione in discussione su questi temi". Questo è lo scenario a cui il Consiglio comunale di Torino ha la possibilità di porre rimedio, votando a favore dell'apertura sperimentale di una stanza del consumo.
Lo ricorda, in una accorata lettera aperta al ministro Livia Turco, al Sindaco Sergio Chiamparino e ai consiglieri comunali, il Dr. Paolo Jarre, coordinatore nazionale delle nove principali Società Scientifiche ed Associazioni professionali italiane, componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio droghe al Ministero della Solidarietà sociale, 30 anni di esperienza e studio sulle tossicodipendenze.
Ma sulla decisione del Consiglio comunale di Torino sembrano pesare di più gli strali di Antonio Costa, direttore dell'UNODC, agenzia ONU sulle droghe, che sostiene che questi servizi non sono utili e non vanno attivati. La sua lettera al sindaco Chiamparino arriva paradossalmente proprio quando l'Osservatorio europeo sulla droghe lancia il suo allarme, segnalando il preoccupante aumento nei decessi per overdose nell'ultimo anno, e invitando i paesi UE a porvi urgente rimedio. Lo stesso Osservatorio, nel 2004, ha pubblicato un accurato studio sulle 72 narcosale già attive, dimostrando l'evidenza scientificamente fondata della loro utilità, sia per quanto attiene la riduzione delle overdose mortali sia per quanto riguarda il contenimento del consumo di droga "a scena aperta".
Il sindaco deve scegliere: dare credito a Costa, che non ha mai prodotto una riga di evidenze scientifiche nel merito, oppure fare fiducia all'istituto scientifico della UE, che non ha guerre da combattere ma buone politiche da promuovere? Dobbiamo forse ricordare al sindaco che da decenni molti paesi come Olanda, Germania, Svizzera, Australia, Canada, Brasile e Spagna, e la UE stessa - che ha introdotto nelle sue politiche sulle tossicodipendenze il "pilastro" della riduzione del danno - hanno scelto il primato della salute e della sicurezza dei propri cittadini invece che la piatta adesione ideologica ad una politica globale che, proprio nel 2008, si troverà a celebrare il bilancio disastroso dei propri plateali fallimenti? Dobbiamo forse ricordare al sindaco che le oltre 40 città che hanno aperto una stanza del consumo, nonostante gli strali di Costa,, non sono incorsi in alcuna sanzione, perché le Convenzioni internazionali non hanno il potere di censurare ciò che una città o uno stato decidono su servizi e interventi di salute pubblica?
Caro sindaco, invece di augurarti un incontro con Costa "per approfondire", forse ti sarebbe più proficuo un incontro con l'Osservatorio europeo o, magari, con i tanti ricercatori e operatori della tua città (come Paolo Jarre), abituati più di Costa a lavorare sulla base di scienze ed evidenze.
Caro sindaco, domani dovrai scegliere fra l'ideologia perdente e costosa - in termini umani, economici e di civiltà - di Costa o la fondata e ragionevole evidenza della scienza e dell'esperienza e il diritto alla salute e alla sicurezza, di cui sei primo custode.
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