Italia. Torino. Promotori petizione narcosala scrivono a Chiamparino
Oggi, i promotori della petizione popolare per una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno inoltrato al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino (e per conoscenza a tutti i consiglieri ed assessori comunali) una lettera aperta (vedi sotto), in cui, tra l'altro, chiedono di poter essere ricevuti dal primo cittadino per potergli illustrare personalmente la loro iniziativa.I tre promotori hanno così spiegato il significato della lettera aperta:
"Dopo aver letto sui giornali stralci delle ultime dichiarazioni del Sindaco Chiamparino, da cui emergeva il rischio di confusione fra il servizio socio-sanitario della "sala del consumo" ed il trattamento sanitario con eroina, abbiamo ritenuto necessario ed urgente ribadire, nero su bianco, alcuni punti da cui riteniamo non si possa prescindere, pena la confusione e il rischio di finire fuori strada:
1) Le "sale del consumo" (o narcosale) sono luoghi protetti e igienicamente garantiti, per l'assunzione di sostanze psicoattive che il cittadino consumatore si procura all'esterno e che assume all'interno della struttura, con l'assistenza di personale sanitario professionale, formato allo scopo. Sono una concreta iniziativa di riduzione del danno e sono parte di una più ampia rete di servizi, non in contrasto bensì in continuità, in sinergia, con gli altri interventi di prevenzione e di cura delle dipendenze, al fine di raggiungere il più alto numero possibile di tossicodipendenti, in particolare quella fascia di tossicodipendenti più marginale e difficilmente agganciabile con altri tipi di servizi. Sono un servizio che tutela sia il cittadino tossicodipendente, limitando il rischio di morte per overdose e di contrarre malattie infettive, sia gli altri cittadini, limitando l'impatto sociale provocato dall'uso di sostanze in strada (abbandono di siringhe ed altro materiale, problemi di sicurezza e di ordine pubblico). Sono attive già da tempo in altri paesi europei (Germania, Spagna, Svizzera, Olanda, .), dove hanno contribuito a migliorare la qualità della vita sia dei consumatori sia dei quartieri cittadini coinvolti nel consumo di sostanze illegali, ed in molti casi sono state l'occasione per l'aggancio e l'avvio di percorsi di distacco dalle droghe del tossicodipendente.
2) La somministrazione controllata del farmaco eroina (trattamento con eroina) è un servizio di tipologia strettamente sanitaria che nulla ha a che vedere con le narcosale, tanto è vero che, in tutta Europa, i luoghi dove sono situate quest'ultime sono diversi da quelli dove è somministrata l'eroina sotto controllo medico (e il rapporto quantitativo fra narcosale e trattamenti con eroina è di 10 a 1). Inoltre, se la somministrazione controllata di eroina richiederebbe, quantomeno, la definizione di un protocollo sperimentale a livello nazionale, l'attivazione del servizio socio-sanitario della "sala del consumo" è, invece, attuabile con la legge vigente. L'art. 79 del DPR 309/90 non vieta l'attivazione di una "sala del consumo", servizio socio-sanitario di riduzione del danno, parte integrante di quella che comunemente viene definita come la "politica dei quattro pilastri" per il contrasto alle dipendenze (lotta al narcotraffico, prevenzione, cura e riabilitazione, riduzione del danno).
Nella nostra lettera aperta, ricordiamo, infine, al nostro Sindaco che le condizioni politiche per attuare le "stanze del consumo" sono attualmente le migliori possibili, difficilmente ripetibili in futuro: i due ministri competenti in materia (Paolo Ferrero/Solidarietà Sociale e Livia Turco/Salute) hanno espresso pubblicamente la loro approvazione; l'Assessore regionale alla Sanità è dello stesso avviso; è possibile raggiungere sulla mozione presentata in Consiglio Comunale da ben venti esponenti della maggioranza il necessario consenso. Occorre, però, agire subito, senza rinvii, senza tentennamenti e, soprattutto, senza creare inutili confusioni che potrebbero rivelarsi controproducenti. Se non ora quando?"
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LETTERA APERTA AL SINDACO DI TORINO, SERGIO CHIAMPARINO
Signor Sindaco,
intendiamo, innanzitutto, informarla che lunedì 29 ottobre abbiamo depositato presso gli uffici comunali una petizione popolare rivolta al Consiglio Comunale per l'istituzione nella città di Torino di almeno una "sala del consumo", corredata dalle firme di un migliaio di cittadini torinesi.
A tale proposito, dopo aver letto sui giornali notizie relative a sue dichiarazioni, da cui emergeva il rischio di confusione fra il servizio socio-sanitario della "sala del consumo" ed il trattamento sanitario con eroina, ci permettiamo di precisare quanto segue:
1) Le Sale del consumo (altrimenti dette "narcosale", "sale da iniezione", .) sono luoghi protetti e igienicamente garantiti, per l'assunzione di sostanze psicoattive (che il consumatore si procura all'esterno); sono ambienti gestiti da uno staff sanitario professionale, formato allo scopo, e sono parte di una più ampia rete di servizi, al fine di raggiungere il più alto numero possibile di tossicodipendenti, in particolare quella fascia di tossicodipendenti più marginale e difficilmente agganciabile con altri tipi di servizi. Sono dei servizi di bassa soglia, ovvero di accesso semplice, immediato e diretto, dove i cittadini che consumano droghe per via endovenosa possono evitare:
. la morte per overdose, grazie a un soccorso immediato con l'utilizzo di farmaci salvavita e con l'intervento di personale specializzato per tali situazioni di emergenza;
. le sieroconversioni da HIV (Aids) e HCV (Epatite C), utilizzando materiale sterile e monouso, che sarà immediatamente distrutto dopo l'uso;
. endocarditi, ulcere, piaghe, lesioni cutanee anche croniche ed infezioni provocate spesso dalle pessime condizioni igieniche dei luoghi di assunzione, da modalità di consumo non informate e consapevoli e dall'uso promiscuo di siringhe e altro materiale utilizzato per iniezioni.
Sono una concreta iniziativa di riduzione del danno, non in contrasto bensì in continuità, in sinergia, con gli altri interventi di prevenzione e di cura delle dipendenze: chi frequenta le sale del consumo può trovare servizi interni atti a migliorare le condizioni di una vita di strada sempre più sommersa ed emarginata, con pochi mezzi, a rischio di atti di violenza, perdita della salute e quant'altro. Può trovare: infermeria, colloqui con medici, relazioni socio-educative e riabilitative con educatori e psicologi, con l'ulteriore opportunità di accedere ad una vasta rete di servizi che comprende: dormitori, sportelli legali, docce, lavanderie, guardaroba, mense, drop-in, sert, centri crisi, comunità terapeutiche, aziende ospedaliere.
All'interno delle sale del consumo, équipes miste, composte da diverse figure professionali socio-sanitarie, instaurano rapporti cosiddetti "deboli" (non immediatamente trattamentali) con i pazienti del servizio, per acquisire nel tempo un buon grado di fiducia, senza che essi si sentano giudicati, e lasciando a loro la decisione del se e quando abbandonare il consumo di sostanze stupefacenti. A questo punto la sala del consumo, in rete con gli altri servizi sul territorio, potrà innescare un percorso che l'utente sentirà più suo, meno imposto, orientandosi verso una maggior stabilità e consapevolezza nel consumo, magari fino a decidere di abbandonare la sostanza e di intraprendere il cammino verso l'astinenza.
Dunque, una tutela ed un miglioramento della vita sociale ed individuale, nella prospettiva di quella riacquisizione di fiducia e autostima personale necessaria ed indispensabile per il cambiamento dello stile di vita.
2) La somministrazione controllata del farmaco eroina (trattamento con eroina) è un servizio di alta soglia (ovvero con criteri rigidi e selettivi di accesso), di tipologia strettamente sanitaria, che rientra negli interventi di cura e non di riduzione del danno relativamente alle tossicodipendenze e nulla ha a che vedere con il servizio sopra citato.
Dove esiste la somministrazione "controllata" (lo dice l'appellativo stesso) il profilo di chi può accedere a tale servizio deve corrispondere a regole ben precise (es.: età avanzata, diversi programmi terapeutici falliti, deficit dello stato di salute, riconoscimento clinico dello stato di cronicizzazione della tossicodipendenza, .). Il monitoraggio degli utenti è costante e rigoroso; chi arriva ai servizi di somministrazione controllata sono coloro che vivono una vita già fortemente debilitata dal precedente uso/abuso di sostanze stupefacenti.
Inoltre, se la somministrazione controllata di eroina richiederebbe, quantomeno, la definizione di un protocollo sperimentale a livello nazionale, l'attivazione del servizio socio-sanitario della "sala del consumo" è, invece, attuabile con la legge vigente. L'art. 79 del DPR 309/90 non vieta l'attivazione di una "sala del consumo", servizio socio-sanitario di riduzione del danno, parte integrante di quella che comunemente viene definita come la politica dei quattro pilastri per il contrasto alle dipendenze (lotta al narcotraffico, prevenzione, cura e riabilitazione, riduzione del danno).
Infine, signor Sindaco, converrà con noi sul fatto che le condizioni politiche per attuare le "stanze del consumo" sono attualmente le migliori possibili, difficilmente ripetibili in futuro: i due ministri competenti in materia (Paolo Ferrero/Solidarietà Sociale e Livia Turco/Salute) hanno espresso pubblicamente la loro approvazione; l'Assessore regionale alla Sanità è dello stesso avviso; è possibile raggiungere sulla mozione presentata in Consiglio Comunale da ben venti esponenti della sua maggioranza il necessario consenso. Occorre, però, agire subito, senza rinvii, senza tentennamenti. Se non ora quando?
Saremmo lieti se Lei, sulla base di queste considerazioni, ci concedesse un appuntamento per poter approfondire le questioni esposte. In attesa di un cortese cenno di riscontro, Le rivolgiamo distinti saluti.
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