Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Torino. Radicali: prefetto Marino ricordi che la repressione non puo' essere l'unico intervento

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Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta):
Il nuovo prefetto si propone di ripercorre le strade vecchie con cui si è affrontato e si continua ad affrontare il fenomeno della tossicodipendenza a Parco stura: reprimere e ripulire. Questo binomio che sino ad oggi si è rivelato fallimentare come strategia elettiva ed esclusiva di intervento, sembra voler ridurre le persone tossicodipendenti, che quotidianamente vivono nel dramma di questo luogo, alla stregua di rifiuti umani da ripulire o di delinquenti cronici da internare.
Ricordiamo che anche queste persone sono cittadini di cui ci si deve occupare definendo ed attuando politiche inclusive, capaci di governare un fenomeno complesso, quello della tossicodipendenza, che troppo spesso viene ridotto a problema risolvibile esclusivamente con interventi di tipo repressivo. A livello internazionale si è ormai affermata la politica dei quattro pilastri per il contrasto alle dipendenze: lotta al narcotraffico, prevenzione, cura e riabilitazione e riduzione del danno. Un intervento di "polizia" come quello proposto dal Prefetto se non viene accompagnato da politiche sociali capaci di offrire alternative, capaci di governare il fenomeno della tossicodipendenza, non avrà altro esito che spostare altrove il problema, creando nuovi ghetti, nuovi contesti capaci solo di ridurre le persone tossicodipendenti in condizioni di marginalità e deprivazione sempre più estreme.
E' preoccupante che questa linea d'azione venga proposta subito dopo la bocciatura in Consiglio comunale della mozione che proponeva la sperimentazione di almeno una sala del consumo a Torino, un'iniziativa di riduzione del danno che avrebbe rappresentato una buona mediazione tra i bisogni dei cittadini residenti, permettendo il recupero e la tutela degli spazi urbani, ed i bisogni dei cittadini tossicodipendenti offrendo loro un'alternativa alla situazione di degrado e pericolo cui sono costantemente esposti.
Invitiamo il Prefetto, se vuole affrontare realmente il problema e non semplicemente spostarlo altrove per riaffrontarlo in seguito, a discutere delle possibilità di intervento oltre che con il questore ed i responsabili dell'Arma, anche con i servizi socio sanitari, in particolare con quelli di riduzione del danno, e di confrontarsi con altre esperienze europee, come quella di Francoforte, in cui la strada concertata tra forze di polizia e servizi socio sanitari ha permesso la realizzazione di sale del consumo e di nuovi servizi di riduzione del danno che hanno reso possibile interventi efficaci ed inclusivi, capaci di ripondere ai bisogni di tutti, nessuno escluso.
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