Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Torna Antigone

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Torna "Antigone" vent'anni dopo. Per fare ancora critica del sistema penale e penitenziario e parlare di legislazione emergenziale, come negli anni Ottanta quando la rivista fu fondata, ma confrontarsi oggi con altre leggi in Italia - dalla ex-Cirielli alla legittima difesa, dall'ultimo decreto sulla droga alla mancata amnistia - e con una emergenza terrorismo ormai esplosa su scala mondiale. A presentare oggi il primo numero della nuova serie - centrato sul tema 'Emergenze e liberta'' e corredato da un cd con i nove numeri della vecchia rivista - alcuni dei fondatori di allora come Mauro Palma e Luigi Manconi, il direttore Claudio Sarzotti, il presidente dell'associazione Antigone Patrizio Gonnella e un gruppo di esperti e giuristi. "Oltre che con un' escalation di recenti provvedimenti in materia penale - ha osservato Gonnella - il filo rosso della riflessione di questi ultimi vent'anni si lega anche con un' emergenza mondializzata che produce fenomeni come Guantanamo e nuove norme di sicurezza sovranazionali". E proprio su queste ultime si sofferma Mauro Palma nel suo contributo, significativamente intitolato 'Diritto opaco'. "Nel dibattito legato all'ultimo provvedimento antiterrorismo di Blair - ha osservato oggi Palma - viene considerato come una vittoria il fatto che la custodia di polizia nel Regno Unito possa durare, prima di una formale imputazione, 28 giorni invece dei 90 inizialmente previsti. E questo mentre in Spagna una persona può rimanere detenuta fino a 13 giorni senza che ne siano informati né l'autorità giudiziaria né la difesa". Norme in evidente contrasto con i principi normalmente applicati nei sistemi giuridici occidentali, ma che stabiliscono - ha evidenziato, una pericolosa "equazione tra l'efficacia della misura e la sua opacità, come se la trasparenza e la tutela dei diritti rendessero l'azione meno incisiva". Una questione che si aggiunge - ha detto ancora il rappresentante italiano presso il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa - a quella dell'immigrazione e delle espulsioni, quando accade che una persona allontanata dal territorio di un paese europeo finisca vittima di regimi che nessuna garanzia offrono proprio sul piano della tutela dei diritti umani. Mentre anche in Occidente, ha aggiunto, si stanno facendo strada teorie che riabilitano le torture "purché siano utili - ha osservato - e non letali". "Ciò di cui alla fondazione della rivista discutevamo - ha osservato da parte sua Manconi, responsabile dei diritti civili dei Ds, che nel nuovo numero ripropone identico l'editoriale di allora - è diventato parte integrante del nostro sistema di norme e garanzie, con la logica dell'emergenza mutata ormai forma di governo". Un processo compiutosi progressivamente, ha osservato, tramite la sollecitazione e mobilitazione del senso comune intorno ai vari temi di allarme sociale, e la "organizzazione delle ansie comuni in elementi normativi". Processi sui quali Manconi ha invitato anche la sinistra a riflettere, mentre Roberto Giachetti della Margherita non ha lesinato critiche ai Ds e al suo stesso partito sul tema del mancato varo, nei giorni scorsi, dell'amnistia. Al centro dell'attenzione anche la ex-Cirielli, che per il docente di diritto penitenziario Massimo Pavarini rischia di aumentare la popolazione carceraria anche di 10 mila detenuti l'anno, e che concentra tutta l'azione repressiva, ha rilevato il docente di Sociologia del diritto Giuseppe Mosconi, "sulle fasce deboli della popolazione reclusa, riservando tutte le garanzie a chi si può permettere un buon avvocato di fiducia".
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