Italia. Toscana. Allo studio centro antidiscriminazione
Un centro regionale contro le discriminazioni e un tesserino per gli immigrati irregolari che, cosi' come avviene in ambito sanitario, garantisca un'assistenza in casi di particolari emergenze, che siano legate per esempio al freddo o alla fame. Sono due delle proposte contenute nel progetto di legge regionale toscano sull'immigrazione, ancora in fase di studio, illustrato dall'assessore regionale toscano alle politiche sociali, Gianni Salvadori, nell'ambito dell'XII meeting antirazzista "I(r)regolari", che si chiude oggi a Cecina (Livorno).
Nel corso dell'incontro si sono confrontati rappresentanti delle Regioni Toscana, Emilia Romagna, Campania e Friuli Venezia Giulia. "Dalle Regioni - ha detto Salvadori - devono partire proposte per superare la logica dell' attuale legge sull'immigrazione, che ora e' quella dell'ordine pubblico. Il superamento e' richiesto non solo da ragioni umanitarie, ma anche da quelle radicate nella societa', che sono di carattere demografico ed economico".
"Il centro regionale antidiscriminazioni - ha spiegato Salvadori - dovra' avere un carattere autonomo, con gli obiettivi da una parte di monitorare il fenomeno e dall'altra di creare percorsi di sensibilizzazione e di intercultura". Piu' complesso il progetto del tesserino, definito 'Stp sociale' (straniero temporaneamente presente). "Su questo - ha spiegato Salvadori - ci dovra' essere un preventivo raccordo con il livello nazionale. Al momento noi lo consideriamo come un'opzione positiva su cui discutere per affrontare e risolvere direttamente singole emergenze".
Il progetto toscano sull'immigrazione affronta le questioni dei flussi, della scuola, dell'integrazione religiosa, del lavoro, del soggiorno, delle detenzioni alternative.
Diversa ancora, invece, e' la questione sul diritto di voto agli immigrati, che in Toscana e' previsto in un progetto di legge autonomo rispetto a quello oggetto dell'incontro di oggi. Fra i 'consigli' giunti alla Toscana dalle altre regioni - l'Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia hanno gia' una legge sull'immigrazione, mentre in Campania la proposta e' al vaglio del consiglio regionale - c'e' quello giunto da Gianfranco Schiavone, consulente della Regione Friuli Venezia Giulia, di rendere paritario l'accesso ai concorsi pubblici regionali fra abitanti della regione e immigrati regolari.
L'assessore alle politiche sociali dell'Emilia Romagna, Anna Maria D'Apporto, ha ricordato che nella sua regione esiste un programma triennale di attuazione della legge, che indica obiettivi e tempi, mentre il dirigente del settore immigrazione della Regione Campania, Massimo Angrisano, ha sottolineato come anche la legge campana preveda l'autorita' contro le discriminazioni.
"Alla Regione - ha concluso Vincenzo Striano, presidente di Arci Toscana - chiedo di puntare sulla non negoziabilita' di alcuni diritti, legati alla persona piu' che alla cittadinanza, come lotta alla fame, per il lavoro e la casa".
Il meeting, organizzato dall'Arci in collaborazione con la Regione Toscana e gli enti locali, si sarebbe dovuto chiudere con l'intervento del presidente della Regione Toscana Claudio Martini che, all'ultimo momento, ha dovuto rinunciare per motivi di salute.
Nel corso dell'incontro si sono confrontati rappresentanti delle Regioni Toscana, Emilia Romagna, Campania e Friuli Venezia Giulia. "Dalle Regioni - ha detto Salvadori - devono partire proposte per superare la logica dell' attuale legge sull'immigrazione, che ora e' quella dell'ordine pubblico. Il superamento e' richiesto non solo da ragioni umanitarie, ma anche da quelle radicate nella societa', che sono di carattere demografico ed economico".
"Il centro regionale antidiscriminazioni - ha spiegato Salvadori - dovra' avere un carattere autonomo, con gli obiettivi da una parte di monitorare il fenomeno e dall'altra di creare percorsi di sensibilizzazione e di intercultura". Piu' complesso il progetto del tesserino, definito 'Stp sociale' (straniero temporaneamente presente). "Su questo - ha spiegato Salvadori - ci dovra' essere un preventivo raccordo con il livello nazionale. Al momento noi lo consideriamo come un'opzione positiva su cui discutere per affrontare e risolvere direttamente singole emergenze".
Il progetto toscano sull'immigrazione affronta le questioni dei flussi, della scuola, dell'integrazione religiosa, del lavoro, del soggiorno, delle detenzioni alternative.
Diversa ancora, invece, e' la questione sul diritto di voto agli immigrati, che in Toscana e' previsto in un progetto di legge autonomo rispetto a quello oggetto dell'incontro di oggi. Fra i 'consigli' giunti alla Toscana dalle altre regioni - l'Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia hanno gia' una legge sull'immigrazione, mentre in Campania la proposta e' al vaglio del consiglio regionale - c'e' quello giunto da Gianfranco Schiavone, consulente della Regione Friuli Venezia Giulia, di rendere paritario l'accesso ai concorsi pubblici regionali fra abitanti della regione e immigrati regolari.
L'assessore alle politiche sociali dell'Emilia Romagna, Anna Maria D'Apporto, ha ricordato che nella sua regione esiste un programma triennale di attuazione della legge, che indica obiettivi e tempi, mentre il dirigente del settore immigrazione della Regione Campania, Massimo Angrisano, ha sottolineato come anche la legge campana preveda l'autorita' contro le discriminazioni.
"Alla Regione - ha concluso Vincenzo Striano, presidente di Arci Toscana - chiedo di puntare sulla non negoziabilita' di alcuni diritti, legati alla persona piu' che alla cittadinanza, come lotta alla fame, per il lavoro e la casa".
Il meeting, organizzato dall'Arci in collaborazione con la Regione Toscana e gli enti locali, si sarebbe dovuto chiudere con l'intervento del presidente della Regione Toscana Claudio Martini che, all'ultimo momento, ha dovuto rinunciare per motivi di salute.
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