Italia. Toscana: ancora dibattito e mozioni sull'uso terapeutico della cannabis
L'approvazione della mozione sulla cannabis terapeutica in Regione Lombardia, continua a far parlare di se' e a provocare una serie di reazioni.
Cosi', il consigliere regionale della Toscana, Fabio Roggiolani, capogruppo dei Verdi, ha depositato una mozione identica "perche' il testo e' frutto di un accordo trasversale, che puo' sottrarre questo atto di civilta' dalla contrapposizione politica". Per Roggiolani infatti "non si tratta di riaprire il contrasto tra proibizionisti e antiproibizionisti, ma di lavorare nella direzione della liberta' terapeutica".
Tuttavia i politici toscani si sono gia' divisi sulla proposta dell'assessore regionale alla Sanita' Enrico Rossi, sull'uso terapeutico della marijuana. "Non vedo la necessita' di dar vita ad una sorta di concorrenzialita' a livello di sperimentazione" dice Alberto Monaci, capogruppo in consiglio regionale per la Margherita, di provenienza popolare. "Credo che le fughe in avanti non giovino. Aspettiamo di conoscere i risultati di ricerche scientifiche attendibili per poi valutare le eventuali iniziative da prendere". Federico Gelli, medico, gia' vice direttore dell'azienda ospedaliera di Pisa, anche lui consigliere regionale della Margherita, e presidente della commissione sanita' e' leggermente piu' pragmatico: "su questo tema piu' di altri, occorre avere un approccio dal punto di vista scientifico. Se la sperimentazione produrra' effetti positivi per certi tipi di malati terminali, allora si potra' pensare ad un'utilizzazione a fini terapeutici regolamentata e controllata". Marco Filippeschi, segretario regionale dei Ds, si dichiara invece nettamente favorevole: "quella dell'assessore Rossi mi sembra una proposta molto ragionevole. Dobbiamo avere posizioni di apertura alla ricerca medica e di rifiuto di ogni concezione aprioristica che risultasse in contrasto con il diritto alla salute. Piuttosto, mi sembra che su questo terreno ci sia una forte contraddizione negli atteggiamenti della destra che preferisce quelli repressivi e che rifiuta un confronto nel merito".
E dal centrodestra arrivano le prime prese di posizione in merito: Forza Italia molto cauta e secco no di Alleanza Nazionale. Lorenzo Zirri, capogruppo forzista in consiglio regionale: "piu' che una mozione come sollecita l'assessore Rossi serve una seria valutazione tecnica. Saremmo contrari ad uso diverso da quello terapeutico, ma per quanto riguarda questo aspetto non e' un problema politico o di schieramenti quanto, piuttosto, scientifico. E a questo livello, non dimentichiamolo, esistono posizioni contrastanti". Achille Totaro, consigliere regionale di An, non ha invece dubbi: "siano contrari alla liberalizzazione di ogni tipo di droga e su questo tema presenteremo una mozione, come del resto An ha fatto in Lombardia dove e' stata approvata assieme alla mozione sull'uso terapeutico della cannabis. Per quanto riguarda questo aspetto potremmo anche discuterne e non scartarlo a priori ma nella mente di molti esponenti della sinistra toscana e' il primo passo verso la liberalizzazione delle droghe. E allora in questa prospettiva il nostro non puo' essere che un no".
Cosi', il consigliere regionale della Toscana, Fabio Roggiolani, capogruppo dei Verdi, ha depositato una mozione identica "perche' il testo e' frutto di un accordo trasversale, che puo' sottrarre questo atto di civilta' dalla contrapposizione politica". Per Roggiolani infatti "non si tratta di riaprire il contrasto tra proibizionisti e antiproibizionisti, ma di lavorare nella direzione della liberta' terapeutica".
Tuttavia i politici toscani si sono gia' divisi sulla proposta dell'assessore regionale alla Sanita' Enrico Rossi, sull'uso terapeutico della marijuana. "Non vedo la necessita' di dar vita ad una sorta di concorrenzialita' a livello di sperimentazione" dice Alberto Monaci, capogruppo in consiglio regionale per la Margherita, di provenienza popolare. "Credo che le fughe in avanti non giovino. Aspettiamo di conoscere i risultati di ricerche scientifiche attendibili per poi valutare le eventuali iniziative da prendere". Federico Gelli, medico, gia' vice direttore dell'azienda ospedaliera di Pisa, anche lui consigliere regionale della Margherita, e presidente della commissione sanita' e' leggermente piu' pragmatico: "su questo tema piu' di altri, occorre avere un approccio dal punto di vista scientifico. Se la sperimentazione produrra' effetti positivi per certi tipi di malati terminali, allora si potra' pensare ad un'utilizzazione a fini terapeutici regolamentata e controllata". Marco Filippeschi, segretario regionale dei Ds, si dichiara invece nettamente favorevole: "quella dell'assessore Rossi mi sembra una proposta molto ragionevole. Dobbiamo avere posizioni di apertura alla ricerca medica e di rifiuto di ogni concezione aprioristica che risultasse in contrasto con il diritto alla salute. Piuttosto, mi sembra che su questo terreno ci sia una forte contraddizione negli atteggiamenti della destra che preferisce quelli repressivi e che rifiuta un confronto nel merito".
E dal centrodestra arrivano le prime prese di posizione in merito: Forza Italia molto cauta e secco no di Alleanza Nazionale. Lorenzo Zirri, capogruppo forzista in consiglio regionale: "piu' che una mozione come sollecita l'assessore Rossi serve una seria valutazione tecnica. Saremmo contrari ad uso diverso da quello terapeutico, ma per quanto riguarda questo aspetto non e' un problema politico o di schieramenti quanto, piuttosto, scientifico. E a questo livello, non dimentichiamolo, esistono posizioni contrastanti". Achille Totaro, consigliere regionale di An, non ha invece dubbi: "siano contrari alla liberalizzazione di ogni tipo di droga e su questo tema presenteremo una mozione, come del resto An ha fatto in Lombardia dove e' stata approvata assieme alla mozione sull'uso terapeutico della cannabis. Per quanto riguarda questo aspetto potremmo anche discuterne e non scartarlo a priori ma nella mente di molti esponenti della sinistra toscana e' il primo passo verso la liberalizzazione delle droghe. E allora in questa prospettiva il nostro non puo' essere che un no".
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