Italia. Toscana: cala lo spaccio
Diminuiscono furti e rapine -ma non i borseggi, soprattutto nelle citta' con maggiori presenze turistiche- e diminuiscono anche i reati piu' tipicamente connessi alla cosiddetta "illegalita' di strada", cioe' allo spaccio di stupefacenti e alla prostituzione. Questi alcuni degli aspetti che emergono dalla comunicazione sullo stato della sicurezza in Toscana, presentata in occasione dell'ultima seduta della giunta regionale, dal vicepresidente Federico Gelli.Calano inoltre, in maniera sensibile, le denunce per truffa, dopo anni di intensa crescita, ma non quelle per lesioni che anzi fanno registrare un sensibile incremento, cosi' come i fenomeni delittuosi connessi all'ambiente e, con un rilievo particolare nel contesto nazionale, al patrimonio artistico.
Non diminuisce, invece, la percezione del rischio criminalita', che i cittadini toscani avvertono sempre di piu', anche se in misura piu' contenuta rispetto ai dati nazionali.
"E' un quadro sorprendentemente positivo per quanto riguarda la diminuzione di alcuni reati che destano un forte allarme sociale -ha osservato Gelli-, ma certo non tale da farci dormire sugli allori. Piuttosto da questi dati possiamo trarre nuovi stimoli e motivazioni per continuare la forte collaborazione gia' avviata da tempo con gli enti locali e gli organi dello Stato, sulle politiche di prevenzione, su un grande investimento nella formazione delle forze di polizia municipali e provinciali".
La comunicazione del vicepresidente ha utilizzato dati forniti dalle prefetture toscane aggiornati al primo settembre del 2004. In estrema sintesi, ecco i piu' significativi nell' ambito dei quasi 62 mila reati oggetto di denuncia nel primo semestre 2004, in rapporto allo stesso periodo del 2003. Per quanto riguarda la cosiddetta "criminalita' diffusa" diminuiscono del 13,6% le rapine; del 21,5% i furti in appartamento e del 27% gli scippi. Crescono dell'8,7% i borseggi. Risultano in netto calo i reati connessi alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti (-17,8%) e quelli connessi allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione (-79,8%).
Crescono invece le denunce legate a reati ambientali: connesse ad esempio all'abusivismo edilizio, attivita' estrattive e smaltimento dei rifiuti, e l'incidenza dei crimini collegati al patrimonio artistico e archeologico (in numero assoluto si tratta di solo 45 reati, pari pero' all'8% di quelli commessi sul territorio nazionale).
Tra il 2003 e il 2004 si e' registrata una crescita consistente delle denunce nelle province di Pisa (+44,1%) e di Massa Carrara (+37,7%) e di Grosseto (+11,4%), Pistoia (+9,7%) e Prato (+9,4%). "Incrementi -puntualizza Gelli- che comunque vanno analizzati con attenzione, perche' possono riferirsi sia a una maggiore frequenza dei reati che a una maggiore propensione alla denuncia". Scippi e borseggi trovano il loro picco nella provincia di Firenze, a Prato svettano i furti di autoveicoli e si registra il maggior numero di rapine negli uffici postali, Siena ha il primato delle rapine in banca. Negli anni, in ogni caso, il divario fra le province piu' sicure (Siena e Arezzo) e quelle con un livello piu' alto di esposizione al rischio (Firenze e Prato) si e' andato nettamente riducendo: nel 1998 i valori erano tre volte superiori, ora sono solo due volte".
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