Italia. Toscana. Consiglio regionale respinge mozione Cdl per ripristinare sostegno a Dichiarazione etica
La mozione presentata dalla Casa delle libertà che chiedeva il "ripristino del sostegno dell'Italia alla Dichiarazione etica, sottoscritta a livello europeo il 28 novembre 2005, contro i finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali" è stata respinta dal Consiglio regionale. Hanno votato contro Ds, Rc, Ci e Verdi, mentre si è astenuta la Margherita.
La mozione, illustrata in aula dalla consigliera Stefania Fuscagni (FI), chiedeva inoltre alla Giunta di "impegnarsi, in tutte le sedi, a rinnovare la tradizionale contrarietà del nostro Paese alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e a sostenere, con iniziative e finanziamenti, la ricerca su nuove linee di cellule staminali adulte; a richiamare il Governo al rispetto della volontà espressa dagli elettori nel referendum del 12-13 giugno 2005, non procedendo alla revisione delle vigenti disposizioni della legge n. 40 del 2004 in materia di ricerca clinica sulle cellule staminali embrionali".
Per la consigliera Rosanna Pugnalini (Ds), l'aver ritirato l'adesione alla Dichiarazione etica "sottoscritta dal precedente Governo e, mai discussa in nessuna sede, è un atto positivo che ha tolto il nostro Paese da un'evidente difficoltà". Pugnalini ha quindi ricordato che insieme all'Italia, anche Germania e Lussemburgo "hanno cambiato fronte". "La decisione di ritirare la firma non modifica la nostra legislazione. Oggi la legge 40 è legge dello Stato e come tale deve essere applicata. Se ci saranno proposte di modifica, il Parlamento è la sede naturale per affrontarle". Il consigliere socialista, Giancarlo Tei, ha motivato il suo voto contrario perché la parte della mozione che si riferisce all'uso delle cellule staminali embrionali, a suo parere, non è veritiera. Il documento affermava che "scoperte recenti testimoniano l'importanza della ricerca condotta sulle cellule staminali adulte, dimostrando nel contempo l'inutilità, se non addirittura la pericolosità, delle cellule staminali ricavate da embrioni".
La mozione, illustrata in aula dalla consigliera Stefania Fuscagni (FI), chiedeva inoltre alla Giunta di "impegnarsi, in tutte le sedi, a rinnovare la tradizionale contrarietà del nostro Paese alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e a sostenere, con iniziative e finanziamenti, la ricerca su nuove linee di cellule staminali adulte; a richiamare il Governo al rispetto della volontà espressa dagli elettori nel referendum del 12-13 giugno 2005, non procedendo alla revisione delle vigenti disposizioni della legge n. 40 del 2004 in materia di ricerca clinica sulle cellule staminali embrionali".
Per la consigliera Rosanna Pugnalini (Ds), l'aver ritirato l'adesione alla Dichiarazione etica "sottoscritta dal precedente Governo e, mai discussa in nessuna sede, è un atto positivo che ha tolto il nostro Paese da un'evidente difficoltà". Pugnalini ha quindi ricordato che insieme all'Italia, anche Germania e Lussemburgo "hanno cambiato fronte". "La decisione di ritirare la firma non modifica la nostra legislazione. Oggi la legge 40 è legge dello Stato e come tale deve essere applicata. Se ci saranno proposte di modifica, il Parlamento è la sede naturale per affrontarle". Il consigliere socialista, Giancarlo Tei, ha motivato il suo voto contrario perché la parte della mozione che si riferisce all'uso delle cellule staminali embrionali, a suo parere, non è veritiera. Il documento affermava che "scoperte recenti testimoniano l'importanza della ricerca condotta sulle cellule staminali adulte, dimostrando nel contempo l'inutilità, se non addirittura la pericolosità, delle cellule staminali ricavate da embrioni".
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