Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Toscana. Legge regionale sulle droghe

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Alcuni esponenti del centrosinistra toscano, hanno promosso una proposta di legge regionale sulle tossicodipendenze. La proposta e' stata presentata stamattina dai consiglieri Filippo Fossati dei DS, Federico Galli della Margherita, Pieraldo Ciucchi dello Sdi, Fabio Roggiolani dei Verdi e Nino Frosini del Pdci. Alla presentazione sono intervenuti anche Don Armando Zappolini, vicepresidente nazionale del Cnca, Giuliano Giorgetti della Cgil toscana e Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e presidente di "Forum Droghe".
La proposta dei consiglieri di Toscana Democratica individua quindi nella "forte integrazione esistente tra i servizi pubblici e terzo settore il modello di intervento più appropriato" e prevede "politiche socio-sanitarie complessive, tese a una riduzione generalizzata dell'uso delle sostanze, legali e illegali, e/o alla riduzione dei rischi correlati all'uso". Inoltre e' prevista una piu' precisa e aggiornata definizione delle diverse patologie e comportamenti correlati all'uso delle sostanze, individua nelle comunita' locali "il luogo privilegiato per gli interventi di inclusione sociale e di riduzione del danno", si "valorizzano le specifiche capacita' di intervento delle organizzazioni del privato sociale, del volontariato organizzato e dei gruppi di auto-mutuo aiuto", il cosiddetto "terzo settore", che avra' anche propri rappresentanti nei due comitati previsti dalla proposta di legge: il "Comitato delle dipendenze patologiche" (da istituire in ogni Asl) e il "Comitato di coordinamento regionale per le dipendenze patologiche".
"La recente sentenza della Cassazione -ha detto Fossati- ci da' ragione e ci incoraggia a continuare sulla strada della promozione della cultura della salute, della prevenzione, della riduzione del danno, del rifiuto di ogni criminalizzazione del consumo di droghe. La Toscana avra' presto una legge quadro che organizzera' tutti gli interventi e la rete di integrazione tra servizio pubblico e privato sociale. La Toscana, insomma, nella sua autonomia anche in questo campo si organizza da se'. Dopo il decreto Fini ci siamo mossi unitariamente per mettere in campo un'iniziativa toscana che dicesse chiaramente che c'e' un altro modello di politiche per combattere la diffusione del consumo di sostanze, un modello agli antipodi della ricetta Fini che vuole sbattere in carcere anche i fumatori di spinelli. Per fortuna la Cassazione ha smontato il pilastro principale di quella visione retrograda e proibizionista voluta dalla demagogia inutile e dannosa del vicepremier. In Toscana vogliamo percorsi differenziati per ogni cittadino e vogliamo decidere insieme al privato sociale".
"La nostra proposta di legge -ha detto Federico Gelli che e' anche presidente della Commissione sanita' del Consiglio- vuole offrire uno strumento di riferimento organizzativo, ma anche dettare i principi fondamentali che ispirano la filosofia d'intervento della Regione. Siamo convinti che i profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni sulla qualita' e la quantita' del fenomeno richiedono una risposta differenziata e articolata, tutto il contrario della semplificazione consumo-reato-galera. La nostra proposta e' anche una legge manifesto contro l'azione del Governo".
"E' una legge -ha aggiunto il capogruppo dei Verdi Fabio Roggiolani- che punta al dialogo, alla emersione del problema per lavorare alla riduzione del danno di tutte quelle droghe che si vanno affermando grazie ad un atteggiamento indifferenziato ed indiscriminato cosicche' concentrandosi per fare gli agguati ai coltivatori di qualche pianta di cannabis in giardino ci si distrae dalla vera lotta alle pastiglie da discoteca ormai imperanti che ha segnalato anche le novita' importanti contenute nell'art.3 della proposta e cioe' la definizione delle diverse patologie e modalita' di consumo.
Per Pieraldo Ciucchi "la Toscana si muove su un profilo europeo, cioe' con la priorita' di indicare ricette per la salute ed il benessere dei cittadini. La proposta di legge, riconferma un approccio europeo al problema, ricordando l'evoluzione delle strategie pubbliche di contrasto alle droghe nella gran parte dei Paesi della UE, sempre piu' orientate a ridurre l'ambito di intervento penale e ad ampliare l'area di intervento socio-sanitario; a distinguere fra i modelli di consumo (uso, uso problematico e dipendenze); a considerare la riduzione del danno come un pilastro delle strategie sociosanitarie ogni possibile criminalizzazione promovendo la cultura della salute e del benessere con azioni informative e educative".
Giuliano Giorgetti, della Cgil Toscana, ha commentato positivamente l'iniziativa dei consiglieri regionali di Toscana Democratica: "La riconferma delle politiche di riduzione del danno e' un fatto importante, un'idea-forza che ha ancora tanto da dire in Italia come in Europa".
Padre Armando Zappolini, inoltre, ha sottolineato che la Regione Toscana "e' una delle regioni più sensibili e attente al movimento che si e' prodotto in Italia per contrastare la legge Fini; un provvedimento che si muove nell'ambito di una cultura che vuole marginalizzare e ghettizzare il disagio".
Franco Corleone, infine, ha ricordato che proprio ieri in Senato il centrosinistra ha avanzato una proposta di legge per contrastare il decreto Fini e si e' detto molto preoccupato per la situazione delle carceri, gia' oggi affollate da moltissimi detenuti per motivi legati alla droga, che "rischiano l'esplosione, insieme alla macchina giudiziaria, se il progetto del governo va avanti".
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