Italia. Toscana. Sfiducia al presidente commissione Sanita' perche' favorevole alle narcosalas. FI: solo un pretesto
Le cosiddette 'stanze del buco' dividono Toscana Democratica, ovvero la coalizione di governo regionale. Ds, Margherita e Sdi chiedono le dimissioni di Fabio Roggiolani, Verdi, da presidente della commissione sanita' per le "accelerazioni", non concordate, sull' iter della proposta di legge toscana. A difesa di Roggiolani si schierano il suo capogruppo Mario Lupi e Luciano Ghelli, del Pdci, che chiedono un "chiarimento politico".Secondo Lupi e Ghelli la sfiducia a Roggiolani e' "un fatto gravissimo che non ha precedenti". "Senza nessuna discussione preliminare - dicono - Ds, Margherita e Sdi, costituitisi in 'direttorio', manifestano un atto di dissenso verso l'esponente di un partito, che fa parte legittimamente della maggioranza, in modo assolutamente plateale e provocatorio".
Sottolineando che "un direttorio non puo' gestire la politica di Toscana democratica", Verdi e Pdci chiedono l'intervento del presidente Claudio Martini e una riunione urgente di tutta la coalizione.
Sul caso interviene anche Antonio Bacchi, coordinatore regionale della Rosa nel pugno, che difende Roggiolani e la proposta di legge mentre Pieraldo Ciucchi, capogruppo Sdi e anche tra i firmatari della pdl, sottolinea che "i socialisti vogliono l'approvazione della legge, ma nel rispetto di tutte le sensibilita' della maggioranza" e polemizza con Bacchi che "denota di non saper distinguere tra il merito politico e il merito istituzionale".
Paolo Cocchi, capogruppo Ds, senza entrare nel merito della pdl, ritiene che le dimissioni di Roggiolani sarebbero una scelta corretta. "Non e' stato eletto dal popolo in tale carica ma dalla sua maggioranza politica". Sulla spaccatura che sembra aperta in seno a Toscana Democratica, Cocchi getta acqua sul fuoco. "L'episodio deve essere circoscritto e non lo ritengo pericoloso per la tenuta della coalizione". La prova del nove sara' nelle prossime settimane, quando il consiglio regionale affrontera' il nodo del Piano regionale di sviluppo e l'eventuale ingresso di Rifondazione in maggioranza. "Vogliono fare una giunta monocolore? La facciano come presidente della commissione non rappresento la maggioranza ma l'intero consiglio e non intendo dimettermi".
"Toscana democratica, questo il contenitore usato dal centrosinistra per presentarsi agli elettori toscani, e' andato definitivamente in pezzi e la maggioranza del centrosinistra e' piombata in una drammatica spirale istituzionale stile prima repubblica". Lo affermano, in una nota, il portavoce della Casa delle liberta' in consiglio regionale Alessandro Antichi e i presidenti dei gruppi consiliari di Forza Italia, Maurizio Dinelli, di Alleanza nazionale, Maurizio Bianconi e dell'Udc, Marco Carraresi dopo la sfiducia a Roggiolani.
"Le istituzioni regionali subiscono i contraccolpi della politica-partitocratica del centrosinistra, tutta impegnata in prove di forza tra il futuro Partito Democratico (Ds, Margherita e Sdi) e l'ala della vera sinistra comunista e radicale (Rc, Pdci e Verdi)".
"Dopo la defenestrazione dell'assessore regionale Marco Montemagni, sfiduciato dal capogruppo del suo stesso partito (Comunisti Italiani) - sottolineano - assistiamo all'uscita di scena di un altro assessore regionale, Mariella Zoppi, Ds, costretta ad andarsene a causa delle fibrillazioni tra i partiti della maggioranza".
"Intanto il piano di indirizzo territoriale, presentato dall'assessore Riccardo Conti, ha registrato la vivace contestazione della sinistra comunista, anche perche' potrebbe costituire un'ipotesi di ripresa e rilancio della Toscana salutata con favore dal centrodestra - continuano - e risale a pochi giorni fa la clamorosa spaccatura sul caso D'Elia tra Ds, Margherita e Sdi da una parte, e la sinistra radicale dall'altra".
L'altra opposizione toscana, Rifondazione comunista, si schiera intanto con Fabio Roggiolani, presidente della commissione sanita' ed esponente dei Verdi. Per il consigliere Luca Ciabatti "e' sconcertante questo utilizzo delle stanze del buco. Se c'e' un problema all'interno della maggioranza - sottolinea - lo risolvano senza criticare Roggiolani che sull'iter della proposta di legge si e' sempre comportato correttamente".
"La motivazione ufficiale e' solo un pretesto. La defenestrazione del presidente Roggiolani rientra in un preciso progetto politico, in quella serie di richieste che erano gia' state messe sul tavolo della maggioranza dal partito di Rutelli". Cosi' la vicepresidente della commissione Sanita' del Consiglio regionale della Toscana, Anna Maria Celesti (Fi) commenta la sfiducia politica Roggiolani.
"La Margherita evidentemente non si sente incisiva in Giunta e in Consiglio Regionale sulle scelte di Martini e stringe il laccio per riavere, come nella precedente legislatura, la presidenza della Commissione Sanita', come gia' aveva nella precedente legislatura, il cui capitolo di spesa rappresenta il 67% del bilancio regionale pari a circa 5.800 milioni di euro; e cosi', con un blitz pretestuoso, in accordo con i Ds, tenta di rovesciare un'esponente dei Verdi".
"La conferma che si tratta dell'ennesima crisi del centrosinistra toscano viene dalle dichiarazioni del segretario della Commissione Sanita' Filippo Fossati, importante esponente dei Ds nel settore della sanita'. Infatti, lo stesso Fossati, in questi giorni sulla stampa, ha rivendicato, con orgoglio, di essere il primo firmatario di questa proposta di legge, causa di tanto terremoto, insieme a Roggiolani e di considerare innovativa la realizzazione delle 'stanze del buco'".
"Perche' allora viene sfiduciato solo Roggiolani e non si chiedono le dimissioni a Fossati che condivide con Roggiolani la stessa posizione e lo stesso obiettivo nella lotta contro la droga? Evidentemente a Martini e alla Margherita serviva un pretesto".
"Esprimo la mia solidarieta' a Fabio Roggiolani, colpevole di aver avanzato una proposta laica e di buon senso". Lo ha dichiarato il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. "In questi ultimi anni di governo Berlusconi abbiamo assistito a livello nazionale a un arretramento pericoloso delle politiche del welfare e a svolte autoritarie e repressive in materia di droghe. Roggiolani ha proposto un approccio europeo al problema tossicodipendenza, in nome di politiche di riduzione del danno ampiamente sperimentate pressoche' ovunque nel vecchio continente. I dati di tali sperimentazioni sono peraltro ben noti, incoraggianti e oggetto da anni di studi approfonditi. Non mi pare ne' comprensibile ne' utile rispondere a proposte pragmatiche e civili con anatemi e censure di tipo politico o ideologico".
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