Italia. La Treccani, il Prefetto Soggiu, la droga e il proibizionismo
''Il mondo scientifico, le istituzioni politiche, gli orientamenti di ordine etico sono, nella loro assoluta maggioranza, contrari a ogni forma di liberalizzazione e/o di legalizzazione delle sostanze stupefacenti''. Cosi' si apre la monografia dedicata al tema della 'Droga' nel ''Libro dell'anno 2002'', appena pubblicato dall'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. L'autore dell'articolo e' niente di meno che il commissario straordinario per il Governo per il coordinamento delle politiche antidroga, Pietro Soggiu. ''In nessun Paese trovano indicazione farmacologica ufficiale nella terapia del dolore (ndr: e' proprio di oggi una notizia che dice il contrario .), anzi i derivati della cannabis sono ancora meno efficaci della codeina, che gia' agisce limitatamente sul dolore''. Altri passaggi di questo interessante saggio di proibizionismo possono essere consultati sul sito di clicca qui
"Su un tema così controverso come le politiche sulle droghe, la Treccani avrebbe potuto scegliere un autore meno schierato", commenta l'on. Maurizio Turco, eurodeputato radicale. "Cosa avrebbe dovuto scrivere il Prefetto Piero Soggiu, che il suo impegno ultradecennale e' inutile se non controproducente? Avrebbe dovuto scrivere che l'Onu continua a sfornare delibere per estirpare le droghe dal mondo dal 1946 e che da allora tutti gli indicatori, ma proprio tutti, sono peggiorati? Avrebbe dovuto scrivere che piu' si proibisce, piu' le droghe si diffondono, diventano sempre piu' pericolose e la criminalita' e' sempre piu' ricca, violenta e potente?" si chiede Turco. "Nel merito, peraltro, e' lo stesso Soggiu ad affermare indirettamente che la legalizzazione metterebbe al riparo dalla criminalita' che, tanto per restare nel concreto, grazie alle politiche "antidroga" ha oggi il monopolio planetario della produzione, della trasformazione e del commercio. Se la Treccani avesse voluto fare informazione avrebbe dovuto semplicemente scegliere un altro autore. Evidentemente alla Treccani sono drogati di conformismo e quindi hanno chiesto al commissario antidroga quali sono le migliori politiche sulle droghe. La risposta, scontata, e' arrivata."
"Su un tema così controverso come le politiche sulle droghe, la Treccani avrebbe potuto scegliere un autore meno schierato", commenta l'on. Maurizio Turco, eurodeputato radicale. "Cosa avrebbe dovuto scrivere il Prefetto Piero Soggiu, che il suo impegno ultradecennale e' inutile se non controproducente? Avrebbe dovuto scrivere che l'Onu continua a sfornare delibere per estirpare le droghe dal mondo dal 1946 e che da allora tutti gli indicatori, ma proprio tutti, sono peggiorati? Avrebbe dovuto scrivere che piu' si proibisce, piu' le droghe si diffondono, diventano sempre piu' pericolose e la criminalita' e' sempre piu' ricca, violenta e potente?" si chiede Turco. "Nel merito, peraltro, e' lo stesso Soggiu ad affermare indirettamente che la legalizzazione metterebbe al riparo dalla criminalita' che, tanto per restare nel concreto, grazie alle politiche "antidroga" ha oggi il monopolio planetario della produzione, della trasformazione e del commercio. Se la Treccani avesse voluto fare informazione avrebbe dovuto semplicemente scegliere un altro autore. Evidentemente alla Treccani sono drogati di conformismo e quindi hanno chiesto al commissario antidroga quali sono le migliori politiche sulle droghe. La risposta, scontata, e' arrivata."
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