Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Trento. Dibattito su aspetti medici e giuridici dell'eutanasia

U.E. - ITALIA
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'Decisioni di fine vita in una societa' tecnologica. Complessita', problemi, orizzonti': e' questo il titolo di un confronto per giornalisti e operatori della comunicazione svoltosi questa mattina nell' aula Magna dell' Istituto Artigianelli a Trento su iniziativa di NetOne, organismo emanazione del movimento dei Focolari.
Il seminario e' stato aperto da due relazioni di carattere medico e bioetico, la prima tenuta da Margherita Brusa, bioeticista della Fondazione Lanza di Padova, la seconda da Alberto Marsilio, medico veneziano, membro del gruppo di studio 'La cura alla fine della vita' della Societa' Italiana di Geriatria e Gerontologia. Le successive due relazioni hanno affrontato il tema da una prospettiva giuridica, e sono state tenute da Andrea Nicolussi, ordinario di Istituzioni di diritto privato dell'Universita' Cattolica di Milano e neo-designato membro del Comitato per la Bioetica, e da Monica Baggia, avvocato del Foro di Trento.
Il tema della fine della vita, diventato di grande attualita' in questo periodo soprattutto in relazione alla vicenda di Piergiorgio Welby, e' stato affrontato dai relatori nelle sue varie articolazioni, che tradiscono l' estrema complessita' della questione. Ci si e' interrogati sulla differenza tra eutanasia attiva e passiva, sull' accanimento terapeutico, sui diritti soggettivi e sugli aspetti penali. Questa tematica e' diventata di drammatica attualita' negli ultimi decenni, hanno sottolineato i relatori medici, da quando cioe' la morte ha cominciato a non essere piu' quel fatto naturale che e' stata finora nella storia dell' umanita' e a dipendere sempre piu' dalla tecnologia. Solo con l' avvento di strumenti tecnici sempre piu' sofisticati per tenere in vita l' individuo si e' arrivati a parlare di 'accanimento terapeutico'.
I due giuristi hanno parlato del diritto alla vita e alla morte, della vita come bene indisponibile, del diritto al suicidio ma non all' omicidio, e si sono addentrati in complesse distinzioni giuridiche. In particolare l' avvocato Baggia ha spiegato che il codice penale italiano punisce l' 'omicidio del consenziente' (cioe' l' aiutare qualcuno a morire), specie se la persona e' inferma di mente o in condizioni di deficienza psichica, e anche l' 'istigazione o aiuto al suicidio'. Per la revisione di queste norme ci sono gia' vari progetti di legge.
Dopo il dibattito, ha concluso l' incontro il dottor Alberto Marsilio, che ha indicato nella relazione medico-paziente, basata sul concetto del 'prendersi cura della persona e non solo del curare la malattia', la strada per affrontare seriamente il problema, puntando su una cultura dell' accompagnamento della persona verso il momento della morte.
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