Italia. Tribunale di Gela: coltivare marijuana non e' reato se e' per uso personale
Per il tribunale di Gela, oltre al prezzemolo e al basilico, e' possibile coltivare in casa anche marijuana, in modica quantita', senza incorrere negli strali della legge, se della droga s'intende fare un uso personale.
L'ha deciso con una sentenza unica in Sicilia il giudice per l'udienza preliminare, Simone Silvestri, che, accogliendo la tesi dell'avvocato Carmelo Brentino, del foro di Gela, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un imputato, Antonio Diego Cassara', di 35 anni, accusato di coltivazione e detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio.
L'uomo fu arrestato il 6 agosto dello scorso anno dalla guardia di Finanza che lo sorprese a coltivare due piantine di marijuana, dell'altezza di un metro, nel balcone della sua abitazione. Durante la successiva perquisizione domiciliare, le fiamme gialle rinvennero altri 60 grammi di droga, di analoga qualita', gia' essiccata, e 331 semi della stessa pianta.
Nell'udienza di convalida, il Gip, Antonio Fiorentino, dispose, nei confronti di Cassara' anche la misura cautelare del divieto di dimora nelle province di Enna, Ragusa e Agrigento. Misura cautelare che pero' il tribunale del riesame revoco', non ravvisandone le esigenze.
Nell'udienza preliminare odierna, il Pm Antonella Serio ha chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato, mentre l'avvocato Brentino ha reclamato una sentenza di non luogo a procedere perche' "il fatto non costituisce reato, in quanto la sostanza stupefacente era coltivata per uso personale". Il Gup, Simone Silvestri, accogliendo la tesi della difesa, ha disposto il non luogo a procedere e la scarcerazione.
L'ha deciso con una sentenza unica in Sicilia il giudice per l'udienza preliminare, Simone Silvestri, che, accogliendo la tesi dell'avvocato Carmelo Brentino, del foro di Gela, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un imputato, Antonio Diego Cassara', di 35 anni, accusato di coltivazione e detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio.
L'uomo fu arrestato il 6 agosto dello scorso anno dalla guardia di Finanza che lo sorprese a coltivare due piantine di marijuana, dell'altezza di un metro, nel balcone della sua abitazione. Durante la successiva perquisizione domiciliare, le fiamme gialle rinvennero altri 60 grammi di droga, di analoga qualita', gia' essiccata, e 331 semi della stessa pianta.
Nell'udienza di convalida, il Gip, Antonio Fiorentino, dispose, nei confronti di Cassara' anche la misura cautelare del divieto di dimora nelle province di Enna, Ragusa e Agrigento. Misura cautelare che pero' il tribunale del riesame revoco', non ravvisandone le esigenze.
Nell'udienza preliminare odierna, il Pm Antonella Serio ha chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato, mentre l'avvocato Brentino ha reclamato una sentenza di non luogo a procedere perche' "il fatto non costituisce reato, in quanto la sostanza stupefacente era coltivata per uso personale". Il Gup, Simone Silvestri, accogliendo la tesi della difesa, ha disposto il non luogo a procedere e la scarcerazione.
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