Italia. Tribunale del malato: in Ddl Turco sono ignorati bambini e anziani
Gia' alla 27esima settimana di gestazione, un bambino e' in grado di provare dolore. Ma piccoli e anziani sono solitamente coloro che meno vengono presi sul serio quando si lamentano. E' quanto e' emerso nel corso del convegno dedicato al "Dolore non necessario", tenutosi a Pisa la scorsa settimana.
Nel simposio, organizzato dal Tribunale per i diritti del malato, medici e psicologi si sono confrontati su come superare l'idea che il dolore sia considerato componente ineliminabile della malattia. Un pregiudizio culturale che fa si' che in Italia si ricorra ancora troppo poco agli analgesici, e non solo nel caso di problemi oncologici e di cure palliative. Numerose le richieste formulate dal Tribunale al ministro della Salute e alle universita'.
In primo luogo, viene chiesto che si realizzi una "campagna nazionale di sensibilizzazione sul tema dolore". Il Tribunale domanda poi che la presenza di strutture e servizi adeguati di terapia del dolore diventi "elemento discriminante" per accedere all'accreditamento nel servizio sanitario nazionale. Altra importante richiesta dell'associazione e' che siano previsti centri e servizi per la terapia del dolore specifici per i bambini, "anche con l'impiego di tecniche non farmacologiche di provata efficacia".
Importante, inoltre, per il Tribunale dei diritti del malato, la centralita' del reparto per le cure palliative (hospice), soprattutto per quanto riguarda l'assistenza in ambito oncologico. Sostegno che deve comprendere la presa in carico del paziente e la sua assistenza, anche a domicilio. A questo proposito, l'associazione ricorda che va ridefinito il piano nazionale per gli hospice, puntando "sul loro potenziamento e sulla multidimensionalita' delle cure palliative domiciliari".
Il Tribunale considera poi "strategica" la formazione degli operatori sanitari e, in primo luogo, quella per i medici di base. E avanza anche la richiesta che "sia reso obbligatorio", all'interno del piano di formazione delle facolta' di Medicina e di Scienze infermieristiche, un corso di terapia del dolore, "con contenuti di eticita' della cura del dolore".
Infine, l'associazione sollecita che si istituisca, "in tempi brevi e in tutte le facolta' di medicina italiane", un master in medicina palliativa e una scuola di specializzazione specifica.
Nel simposio, organizzato dal Tribunale per i diritti del malato, medici e psicologi si sono confrontati su come superare l'idea che il dolore sia considerato componente ineliminabile della malattia. Un pregiudizio culturale che fa si' che in Italia si ricorra ancora troppo poco agli analgesici, e non solo nel caso di problemi oncologici e di cure palliative. Numerose le richieste formulate dal Tribunale al ministro della Salute e alle universita'.
In primo luogo, viene chiesto che si realizzi una "campagna nazionale di sensibilizzazione sul tema dolore". Il Tribunale domanda poi che la presenza di strutture e servizi adeguati di terapia del dolore diventi "elemento discriminante" per accedere all'accreditamento nel servizio sanitario nazionale. Altra importante richiesta dell'associazione e' che siano previsti centri e servizi per la terapia del dolore specifici per i bambini, "anche con l'impiego di tecniche non farmacologiche di provata efficacia".
Importante, inoltre, per il Tribunale dei diritti del malato, la centralita' del reparto per le cure palliative (hospice), soprattutto per quanto riguarda l'assistenza in ambito oncologico. Sostegno che deve comprendere la presa in carico del paziente e la sua assistenza, anche a domicilio. A questo proposito, l'associazione ricorda che va ridefinito il piano nazionale per gli hospice, puntando "sul loro potenziamento e sulla multidimensionalita' delle cure palliative domiciliari".
Il Tribunale considera poi "strategica" la formazione degli operatori sanitari e, in primo luogo, quella per i medici di base. E avanza anche la richiesta che "sia reso obbligatorio", all'interno del piano di formazione delle facolta' di Medicina e di Scienze infermieristiche, un corso di terapia del dolore, "con contenuti di eticita' della cura del dolore".
Infine, l'associazione sollecita che si istituisca, "in tempi brevi e in tutte le facolta' di medicina italiane", un master in medicina palliativa e una scuola di specializzazione specifica.
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