Italia. Tribunale Milano: trasporti gratis anche per invalidi stranieri
Anche gli stranieri, come gli italiani, hanno diritto a circolare gratuitamente sui mezzi pubblici, se in possesso dei requisiti di invalidita' e di reddito. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che, accogliendo un ricorso del Servizio immigrati della Cisl milanese, ha dichiarato discriminatorio il carattere della delibera della Regione Lombardia che considerava la cittadinanza italiana quale "requisito indispensabile per il rilascio delle tessere agevolate di circolazione sui mezzi pubblici regionali".
Il pronunciamento del giudice fa seguito ad una precedente ordinanza del Tar della Lombardia che, sempre su ricorso della Cisl, nel novembre del 2004 aveva ordinato di "rilasciare la tessera gratuita di circolazione su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale" a due immigrati regolari (un uomo marocchino e una donna del Salvador), entrambi invalidi civili, che non avevano piu' potuto rinnovarla a seguito della delibera varata dal Pirellone.
Il Tribunale ha anche condannato "la Regione Lombardia al risarcimento del danno non patrimoniale subito dai ricorrenti, in conseguenza di tale comportamento" per un importo di 2.500 euro ciascuno.
"Siamo soddisfatti -spiega il responsabile del Servizio immigrati del sindacato, Maurizio Bove- se una persona e' invalida e ha grossi problemi economici deve avere diritto alla tessera gratuita, indipendentemente dal colore della pelle. Oltretutto non dimentichiamo che stiamo parlando di immigrati regolari, che pagano le tasse. Non esistono invalidi di serie A e di serie B".
"La delibera della Regione -osservano Tatiana Biagioni e Silvia Balestra, gli avvocati che hanno curato il ricorso- viola la Costituzione italiana e la stessa legge Bossi-Fini che all'articolo 41 dice che i titolari di carta di soggiorno sono equiparati ai cittadini italiani ai fini della fruizione delle provvidenze e delle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale, incluse quelle per gli invalidi civili".
Il pronunciamento del giudice fa seguito ad una precedente ordinanza del Tar della Lombardia che, sempre su ricorso della Cisl, nel novembre del 2004 aveva ordinato di "rilasciare la tessera gratuita di circolazione su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale" a due immigrati regolari (un uomo marocchino e una donna del Salvador), entrambi invalidi civili, che non avevano piu' potuto rinnovarla a seguito della delibera varata dal Pirellone.
Il Tribunale ha anche condannato "la Regione Lombardia al risarcimento del danno non patrimoniale subito dai ricorrenti, in conseguenza di tale comportamento" per un importo di 2.500 euro ciascuno.
"Siamo soddisfatti -spiega il responsabile del Servizio immigrati del sindacato, Maurizio Bove- se una persona e' invalida e ha grossi problemi economici deve avere diritto alla tessera gratuita, indipendentemente dal colore della pelle. Oltretutto non dimentichiamo che stiamo parlando di immigrati regolari, che pagano le tasse. Non esistono invalidi di serie A e di serie B".
"La delibera della Regione -osservano Tatiana Biagioni e Silvia Balestra, gli avvocati che hanno curato il ricorso- viola la Costituzione italiana e la stessa legge Bossi-Fini che all'articolo 41 dice che i titolari di carta di soggiorno sono equiparati ai cittadini italiani ai fini della fruizione delle provvidenze e delle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale, incluse quelle per gli invalidi civili".
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