Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Trieste. Rinviata a gennaio udienza ex capo della Mobile

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Schermaglie procedurali, eccezioni e richieste contrapposte: si e' svolta in questi termini ieri, al Tribunale di Trieste, l'udienza convocata dal Gip, Massimo Tommassini, nella forma dell'incidente probatorio in merito all'inchiesta che ha portato all'arresto per favoreggiamento e corruzione dell'ex capo della Mobile di Trieste e Gorizia, C.L., e di altre tre persone che invece sono state arrestate per spaccio di droga.
Il previsto confronto tra L., ora agli arresti domiciliari dopo la detenzione nel carcere di Santa Maria Capua a Vetere (Caserta), e D.D., il testimone chiave dell'inchiesta della Procura di Trieste, non c'e' stato. Il Gip ha rinviato al 7 gennaio 2008 l'incidente probatorio, accogliendo la richiesta in questo senso dei difensori di L., che avevano eccepito in particolare sulla mancata disponibilita' di una serie di atti trasmessi dalla Procura. 'Finora -ha spiegato l'avvocato Giorgio Borean, che assieme a Riccardo Seibold difende l'ex capo della Mobile- non abbiamo ancora avuto, ad esempio, le trascrizioni integrali delle intercettazioni telefoniche, ma solo stralci estrapolati in chiave accusatoria. Se un domani Deste si avvalesse della facolta' di non rispondere, una volta fatto l'incidente probatorio, cio' pregiudicherebbe i diritti della difesa, perche' non disporremmo degli stessi mezzi, delle stesse carte.
Ci siamo richiamati dunque anche ai principi costituzionali del giusto processo, su quali debbano essere i poteri che la difesa ha in un incidente probatorio'.
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