Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Troppa competizione fra comunita' terapeutiche

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Le comunita' di recupero per tossicodipendenti si fanno concorrenza tra loro. "Di certo non mancano i tossicodipendenti, piuttosto mancano i soldi per mantenerli" e "purtroppo sta emergendo sempre di piu' il problema della concorrenza tra le comunita'". A dirlo e' Vittorio Lenzi, vicepresidente della coop sociale "Il sorriso" che gestisce l'omonima comunita' di recupero Fontanelice, in provincia di Bologna. E che dice, senza mezzi termini: "C'e' una sorta di lotta per accaparrarsi l'utente, e se si pensa a realta' molto grandi come quella di San Patrignano, che hanno sovvenzioni tali da potersi permettere di non far pagare le rette agli utenti, si intuisce benissimo che per comunita' piu' piccole come la nostra e' sempre piu' difficile riuscire ad andare avanti". In alcuni casi per "strapparsi" utenti "si mercanteggia il prezzo della retta".
Lenzi lo spiega ai consiglieri provinciali di Bologna che si sono recati stamattina in visita alla struttura di Fontanelice, comunita' terapeutica residenziale per tossicodipendenti e alcolisti (comprese le coppie con o senza bambini). Un sopralluogo che si inserisce nel percorso di conoscenza e approfondimento sulla tossicodipendenza iniziato sei mesi fa con la visita alla cooperativa sociale "Il Pettirosso" di Crevalcore. L'intenzione dei consiglieri e' infatti quella di effettuare un giro di verifica di alcune delle strutture presenti sul territorio bolognese, per poi preparare una proposta d'intervento, a seconda delle necessita' e delle problematiche rinvenute durante i sopralluoghi.
Ci sono anche progetti specifici molto interessanti che "Il Sorriso" avrebbe intenzione di portare avanti, ma anche per questi, ovviamente, sono necessari ulteriori fondi: "Gia' da tempo abbiamo avuto richieste di accoglienza per utenti transgender -aggiunge la responsabile generale della comunita', Micaela Ravagli- quello delle persone con problemi di identita' di genere e' finora stato un argomento tabu', anche nelle comunita'. Neppure noi abbiamo mai accolto persone con questo tipo di problematiche, non per questioni etiche o morali, sia chiaro, ma semplicemente perche' impreparati a questo passo". Da qualche tempo pero', continua Ravagli, "abbiamo deciso di accogliere anche i transgender, ed e' nelle nostre intenzioni aprire una sezione apposta per loro. Saremmo i primi in Italia".
La visita dei consiglieri si e' poi conclusa con un giro nelle strutture della comunita', e con la promessa di discutere in modo piu' approfondito gli spunti offerti dall'incontro di oggi. Per avere un quadro dettagliato di quella che sara' una proposta concreta di intervento, si dovra' pero' attendere che il percorso di conoscenza e approfondimento sulla tossicodipendenza sia concluso e che i consiglieri provinciali si confrontino prima anche con l'Osservatorio epidemiologico metropolitano sulle dipendenze patologiche.
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