Italia. Tumori e staminali, secondo Veronesi
"Nel carcinoma mammario siamo solo all'inizio dell'era della biologia molecolare e delle terapie mirate . Le loro potenzialita' sono infinite, ma le aspettative che si sono create non saranno soddisfatte in tempi brevi". Lo ha ricordato lo scorso 11 aprile a Milano Umberto Veronesi, a margine della presentazione dello studio Omero, nel quale i ricercatori hanno paragonato tra loro tumori del seno a differente aggressivita'.
"L'incidenza del tumore al seno continua ad aumentare, mentre la mortalita' negli ultimi 15 anni e' cominciata a diminuire in maniera abbastanza accentuata. Il 50% di questo successo e' dovuto al fatto che scopriamo i tumori sempre piu' precocemente; un altro 50% e' dovuto al fatto che le terapie, nel frattempo, sono migliorate". Un successo evidenziato dallo stesso studio Omero, che evidenzia come i risultati terapeutici siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Ma i tumori osservati al sud Italia -hanno commentato gli esperti- sono generalmente ad uno stadio piu' avanzato rispetto a quelli delle pazienti del nord. Un dato che evidenzia come la diagnosi precoce nel sud Italia non sia ancora ottimale.
"Negli ultimi anni -ha continuato Veronesi- si e' passati dal praticare il trattamento massimo tollerato dalla paziente, al trattamento minimo efficace. Un approccio che punta a mirare la paziente e non piu' soltanto le cellule, in modo da utilizzare la chemioterapia soltanto quando necessario. Abbiamo acquisito strumenti biologici molto importanti, che ci dicono molto del processo di trasformazione delle cellule tumorali. Tanto che gli ultimi studi hanno identificato un derivato della vitamina A che ha dato risultati molto interessanti in questo senso".
L'oncologo non ha dimenticato di sottolineare l'importanza della prevenzione e dei controlli periodici, ma ha anche ricordato quali sono le prospettive future: "La scoperta delle cellule staminali tumorali portera' ad una ulteriore rivoluzione nella terapia oncologica. Le potenzialita' della biologia molecolare sono infinite: ormai la strada e' segnata, non si torna piu' indietro. Ora bisogna creare le nuove generazioni dei medici".
"L'incidenza del tumore al seno continua ad aumentare, mentre la mortalita' negli ultimi 15 anni e' cominciata a diminuire in maniera abbastanza accentuata. Il 50% di questo successo e' dovuto al fatto che scopriamo i tumori sempre piu' precocemente; un altro 50% e' dovuto al fatto che le terapie, nel frattempo, sono migliorate". Un successo evidenziato dallo stesso studio Omero, che evidenzia come i risultati terapeutici siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Ma i tumori osservati al sud Italia -hanno commentato gli esperti- sono generalmente ad uno stadio piu' avanzato rispetto a quelli delle pazienti del nord. Un dato che evidenzia come la diagnosi precoce nel sud Italia non sia ancora ottimale.
"Negli ultimi anni -ha continuato Veronesi- si e' passati dal praticare il trattamento massimo tollerato dalla paziente, al trattamento minimo efficace. Un approccio che punta a mirare la paziente e non piu' soltanto le cellule, in modo da utilizzare la chemioterapia soltanto quando necessario. Abbiamo acquisito strumenti biologici molto importanti, che ci dicono molto del processo di trasformazione delle cellule tumorali. Tanto che gli ultimi studi hanno identificato un derivato della vitamina A che ha dato risultati molto interessanti in questo senso".
L'oncologo non ha dimenticato di sottolineare l'importanza della prevenzione e dei controlli periodici, ma ha anche ricordato quali sono le prospettive future: "La scoperta delle cellule staminali tumorali portera' ad una ulteriore rivoluzione nella terapia oncologica. Le potenzialita' della biologia molecolare sono infinite: ormai la strada e' segnata, non si torna piu' indietro. Ora bisogna creare le nuove generazioni dei medici".
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