Italia. Turco a Chiamparino: per narcosale cambiare prima la legge
No alle narcosale dove i tossicodipendenti arrivano gia' muniti di droga. Lo dice il ministro della Salute, Livia Turco, scrivendo al sindaco di Torino Sergio Chiamparino.Questo il testo della missiva: "Voglio subito dirti che condivido pienamente lo spirito della proposta di sperimentazione delle cosiddette "narcosale", che mi hai comunicato nella tua lettera del 30 ottobre. Ritengo anch'io, infatti, che l'iniziativa potrebbe offrire un valido supporto alle azioni di prevenzione e di contrasto dell'uso di sostanze stupefacenti, nell'ambito delle strategie di riduzione del danno.
Ho sottoposto, pertanto, la questione ai competenti uffici tecnici del Ministero, chiedendo loro di fare una prima valutazione, finalizzata a individuare un possibile percorso per l'avvio di un progetto sperimentale.
Le risposte che ho ricevuto mi segnalano che l'attivazione di una sperimentazione nel senso proposto richiede comunque un intervento di livello legislativo, che - mediante un'apposita disciplina derogatoria rispetto alle previsioni del Testo unico sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990), come recentemente modificato dalla legge Fini-Giovanardi (Legge 49/1996) - ponga sia i tossicodipendenti, sia gli operatori sanitari coinvolti nella sperimentazione stessa al riparo dal rischio di irrogazione delle sanzioni previste dalla norme vigenti e consenta di mantenere l'iniziativa in un ambito di sostanziale rispetto degli impegni che lo Stato ha assunto con le convenzioni internazionali in materia di stupefacenti.
Sono certa che anche Tu, come me, avresti serie perplessità nel realizzare una sperimentazione incentrata sul consumo, in locali controllati, di eroina acquisita dai tossicodipendenti sul mercato illecito e da loro stessi portata nella sala di somministrazione.
Infatti, benché questa fattispecie, come è noto, sia quella già realizzata nelle esperienze di altri Stati, appare difficile superare il disagio che la stessa suscita, sia perché non è idonea a scalfire l'illegalità del mercato delle sostanze, sia perché rende più difficile un efficace controllo sulla quantità e, soprattutto sulla qualità degli stupefacenti assunti, con maggiori rischi per i tossicodipendenti.
Ritengo senz'altro più utile, sotto il profilo sanitario, una sperimentazione - certo più ardua e complessa ma anche ben più significativa - che affidi a personale sanitario specializzato il compito di consegnare in modo controllato l'eroina e poi assistere e monitorare nel tempo il tossicodipendente.
L'impatto di questa soluzione sulla normativa vigente, peraltro, è assai più pesante, a cominciare dalla individuazione delle modalità con cui la struttura sanitaria viene a disporre della sostanza stupefacente. Ma credo che l'importanza della posta in gioco giustifichi un forte impegno da parte delle istituzioni.
Per procedere concretamente sul terreno della fattibilità, si potrebbe istituire un gruppo di lavoro misto fra i tecnici del Ministero e quelli del Comune di Torino e della Regione, che, anche con il sostegno tecnico dell'Istituto Superiore di Sanità, possa, dopo aver approfondito le esperienze straniere, individuare le linee essenziali di una possibile proposta di disciplina della sperimentazione, da sottoporre al legislatore".
CONSIGLIO COMUNALE RINVIA DISCUSSIONE SU NARCOSALE - La Sala Rossa ha votato all'unanimita' il rinvio della discussione sulla mozione con cui una parte dei consiglieri di maggioranza di centrosinistra chiedevano l'istituzione sperimentale, nel capoluogo piemontese, delle cosi' dette narcosale.
A chiedere il rinvio era stato il primo firmatario della mozione, Marco Grimaldi che ha spiegato: "alla luce della lettera inviata dal ministro della Salute, Livia Turco, al sindaco Sergio Chiamparino, si rendeva necessario un rinvio della discussione per poter inserire nella mozione l'emendamento che introduce la somministrazione controllata".
Dichiarazione dei promotori della petizione per l'istituzione di una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega9 Produzioni - Franco Cantù/Forum Droghe):
"Siamo profondamente delusi da una situazione che avevamo ampiamente previsto ma che ci auguravamo non si realizzasse: il gioco dello scaricabarile ha funzionato, la narcosala non si farà . ma la responsabilità non è di nessuno. La narcosala provoca "disagio" al nostro Sindaco ed alla nostra Ministra, questa è la ragione "scientifica" alla base del no alla narcosala. Per la possibilità della sperimentazione del trattamento con eroina serve la modifica della normativa: visto il contesto politico (il centrosinistra non è neppure riuscito ad abrogare la "Fini-Giovanardi"!) . campa cavallo!
Sembra che le 70 narcosale europee spaventino il nostro sindaco ed il nostro ministro; secondo loro, è pericoloso per un operatore sanitario assistere un tossicodipendente che si inietta sostanze di cui non conosce contenuto e quantità . meglio che sia la strada e lo spacciatore ad assisterlo. Meglio abbandonarlo a se stesso, in perfetto stile pilatesco, nascondendosi dietro il "meglio che è nemico del bene".
Alle volte un po' di buon senso sarebbe sufficiente per la salvaguardia della vita e della dignità delle persone. Si è persa una nuova occasione per dimostrare coraggio e responsabilità nell'affrontare il fenomeno della tossicodipendenza. Si è persa una nuova occasione per dimostrare che non si vogliono chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza delle persone, in attesa di un mondo migliore. Si è persa una nuova occasione per dimostrare civiltà e rispetto dei diritti di tutti, nessuno escluso.
Naturalmente, continueremo a seguire l'iter della nostra petizione popolare in Consiglio Comunale, fino in fondo."
'Le leggi vigenti in Italia non consentono l'istituzione delle narcosale, quelle stanze del 'buco' dove consumare droga con l'assistenza delle strutture pubbliche. Lo ha dovuto ammettere tardivamente Livia Turco'. Cosi' in una nota l'on. Maurizio Gasparri di An, commenta la lettera.
'Anche Chiamparino, che aveva avanzato l'illegale proposta a Torino, e' stato sconfitto prima dalla battaglia di An poi dalla verita' delle leggi. Il partito della droga e della morte e' stato messo all'angolo ancora una volta e con esso le follie della Turco. Esprimo soddisfazione per questa ulteriore vittoria, invitiamo i demagoghi a rinunciare a proposte simili e ad applicare la legge Fini-Giovanardi'.
'Bisogna fare prevenzione e recupero con le comunita'. Non propaganda alla droga con Sert, metadone e stanze del buco. Sara' opportuno assumere oltre che iniziative politiche anche iniziative legali e penali contro chi voleva a Torino il Comune spacciatore'.
"Il ministro Turco, in modo del tutto irresponsabile, torna di nuovo a sponsorizzare le narcosale". Lo afferma il vice presidente dei deputati di Forza Italia, Isabella Bertolini, sottolineando che "lo Stato non deve trasformarsi in spacciatore" e che "il governo e "le amministrazioni locali devono investire le proprie risorse in programmi di prevenzione e recupero e non creare spazi nei quali sia permesso drogarsi liberamente. Oggi, fortunatamente- aggiunge- cio' e' vietato dalla legge votata dalla Cdl". Secondo l'esponente azzurra "volere le narcosale significa la resa senza condizioni dello Stato di fronte all'opportunita' di recuperare e curare i tossicodipendenti". Dunque, conclude Bertolini, "e' sbagliato e diseducativo per i nostri giovani far passare il messaggio che se vuoi drogarti il governo ti offre gratis la possibilita' di farlo. Noi diciamo no alle istituzioni che distribuiscono droga e morte. Quindi diciamo no alle pericolose proposte del ministro Turco e del suo governo".
"A qualcuno fa comodo un elettorato di storditi". Gabriella Carlucci, Forza Italia, si rivolge cosi' ai ministri Livia Turco e Paolo Ferrero, "che insistono per la sperimentazione delle stanze della morte".
L'unica assistenza sanitaria per un tossicodipendente "consiste nella disintossicazione biologica dallo stupefacente- afferma- e le narcosale non vanno certo in questa direzione".
Secondo l'azzurra, "l'unica sperimentazione che la Turco puo' proporre e' quella dell'applicazione delle leggi italiane, ben contrarie al suo progetto. Al legislatore, invece, puo' sempre sottoporre le sue dimissioni. Non e' mai troppo tardi".
"Le narcosale sono una iniziativa da sostenere pienamente". Lo afferma Tommaso Pellegrino, deputato Verde della commissione Affari sociali, secondo il quale "l'avvio della sperimentazione che noi Verdi abbiamo sempre sostenuto e' un esempio di intervento e sostegno pubblico alla piaga delle tossicodipendenze". Le critiche, avverte Pellegrino, "sono molto ipocrite, e nascono dal tentativo di nascondere il problema anche a costo di abbandonare le persone colpite a se stesse". La stessa logica, conclude, "con cui la Cdl approvo' in tutta fretta l'attuale legge Fini-Giovanardi che noi siamo pronti a rivedere in parlamento".
"La foga di Chiamparino sulle narcosale e' riuscita a scavalcare addirittura le posizioni in merito del ministro Turco". Lo scrive in una nota il vice capogruppo della Lega alla Camera, e segretario nazionale della Lega Nord Piemonte, Roberto Cota. "Quello che proprio non si capisce- continua- e' perche' Chiamparino faccia tutto questo, visto che i problemi dei cittadini torinesi mi pare siano ben altri".
La Lega Nord, conclude, "continua a ribadire la propria assoluta contrarieta' al progetto narcosale".
"Parlare di narcosale e' abbietto. Significa consentire e permettere il consumo di droga in strutture pubbliche e far passare il concetto che l'utilizzo di sostanze psicotrope e' consentito dallo Stato". Lo afferma Luca Bellotti, deputato di An.
"Nessun medico puo' pensare di legittimare il consumo di droga", secondo Bellotti: "Si vieta di fumare nei locali pubblici e si predispongono ambienti dove e' possibile assumere droga?". E conclude: "Mi appello alla coscienza dei colleghi parlamentari di sinistra che esercitano la professione medica: chiariscano se intendono prediligere la disciplina di partito al giuramento d'Ippocrate".
Nei prossimi giorni ci sara' un'interrogazione al ministro della Salute Livia Turco sulle narcosale. L'ha annunciata il deputato della Rosa nel Pugno Bruno Mellano.
'Settantadue esperienze europee e la consapevolezza che l'apertura di una narcosala sarebbe compatibile con l'attuale legislazione proibizionista italiana, non e' bastata - sostiene Mellano - per il ministro Turco ha prevalso il 'disagio' personale e le 'serie perplessita' nel realizzare una sperimentazione incentrata sul consumo'. Il ministro, con la sua lettera a Chiamparino, propone ipocritamente una futuribile sperimentazione di somministrazione controllata dell'eroina, che prevede la modifica della legge Fini Giovanardi, rinunciando ad attuare uno strumento concreto ed immediatamente di riduzione del danno'.
'Nei prossimi giorni - conclude il deputato - preparero' un'interrogazione al ministro: sara' divertente sentire dalla voce di Livia Turco che non vuole le stanze del buco per un disagio personale ma le andrebbe bene la somministrazione controllata di eroina!'.
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