Italia. Turco: ispezioni dei Nas contro gli spinelli a scuola
Ispezioni dei Nas a tappeto nelle scuole di tutta Italia: questa e' la proposta che il ministro della salute Livia Turco sottoporra' al suo collega di governo Giuseppe Fioroni, titolare del dicastero dell'istruzione.La proposta e' stata annunciata ieri mattina a Milano dallo stesso ministro della salute come una delle strade per arginare l'allarme droga, soprattutto per quanto riguarda lo spaccio, tra gli studenti di licei e istituti tecnici italiani. Allarme che desta sempre piu' preoccupazione dopo che lo scorso 16 maggio un ragazzo di 15anni e' morto in classe per un malore: all'intervallo avrebbe fumato con alcuni compagni uno spinello nel quale, si teme, sia stata inserita una sostanza altamente tossica.
Allarme sorto anche per la vicenda del preside di un liceo di Torino che, con una lettera, ha chiesto ai carabinieri di fare un sopralluogo nella scuola: alcuni dei suoi alunni erano stati male e temeva facessero uso di sostanze stupefacenti. Timori fondati, perche' durante il bliz un ragazzo e stato 'beccato' mentre si preparava uno spinello e in un sottoscala sono stati trovati cinque dosi di hashish. 'Proporro' al ministro Fioroni un'attivita' ispettiva dei Nas nelle scuole', dice convinta Livia Turco prima di lasciare il Tetro Nuovo di Milano, al temine delle celebrazioni per l'80esimo anniversario dell'Avis.
'Ci ho pensato un po' e credo sia utile un'ispezione a tappeto dei Nas', ripete sottolineando la necessita' di un coordinamento con il collega dell'Istruzione. Anche perche' per tutelare i ragazzi 'in preda alle sostanze stupefacenti', non di rado tagliate con sostanze altamente nocive, c'e', inoltre, 'un lavoro educativo da fare ed e' la cosa piu' faticosa ma e' fondamentale'. E poi e' necessario 'combattere i trafficanti.
Abbiamo una legge severissima che colpisce il consumo, ma cio' non serve a nulla. Bisogna, invece, colpire duramente il traffico. E' quello che abbiamo intenzione di fare'.
Quindi per rispondere all'allarme droga nelle scuole e tra gli adolescenti e' fondamentale, come pare dalle parole del ministro, agire su piu' piani. Accanto al Governo, 'le forze dell'ordine - prosegue - facciano fino in fondo la loro parte' cosi' come i presidi, gli insegnanti e i genitori. 'Non e' piu' tollerabile questa diffusione capillare delle sostanze stupefacenti, non possiamo lasciare i nostri ragazzi in preda alle varie droghe. Il mio appello e' l'assunzione di responsabilita' da parte di tutti'.
E ancora il ministro della salute, ritorna a constatare che 'la normativa in vigore sulle dipendenze e' molto dura nei confronti degli stupefacenti, ma purtroppo risulta inefficace'.
'Quindi - conclude il ministro - ciascuno deve fare la sua parte e nello stesso tempo e' necessario cambiare questa normativa che voleva tanto essere severa e che, in realta', ha dato scarsi risultati'.
COMMENTI
No ai Nas nelle scuole, si' al controllo del territorio, alla prevenzione e all' informazione.
E' la posizione dell' Unione italiana genitori. 'La proposta della ministra Turco di inviare i Nas nelle scuole non ci trova d'accordo', perche', spiega in una nota il presidente dell' Unione genitori, Donatella Poselli, 'la scuola non puo' diventare il luogo della repressione e del controllo sui ragazzi ed i loro comportamenti da parte delle forze dell' ordine'.
Per l' Unione genitori 'il problema droga va risolto a monte con prima di tutto una preventiva e capillare informazione a tutti gli studenti, a partire dalle scuole medie, sugli effetti che le sostanze stupefacenti hanno sulla loro salute. Ben venga il controllo dei Nas ma sul territorio: le forze dell' ordine devono intervenire per reprimere lo spaccio nei luoghi maggiormente frequentati dai ragazzi' e cio' 'fuori dalle scuole, discoteche, palestre, ecc.'.
Dichiarazione di Donatella Poretti della Rosa nel Pugno:
La proposta del ministro della Salute, Livia Turco, di sguinzagliare i Nas dei Carabinieri nelle scuole per individuare quei ragazzi che si fanno uno spinello, e' pericolosa e sintomatica. Pericolosa perche' non mi risulta che sia un reato farsi uno spinello, per cui se si mobilitano le forze dell'ordine per scovare chi se lo fa, non posso che leggerlo come il preambolo ad una modifica della normativa in questo senso... e' questo che vuole la Turco? Non basta il divieto di fumo (qualunque tipo) che vige in tutte le scuole come in tutti i locali pubblici? Pericolosa perche' non mi risulta che le politiche proibizioniste siano appaganti. Anzi. I risultati sono sempre l'aumento di cio' che si intendeva combattere/estirpare. Questo vale per le piantagioni di sostanze, per le raffinerie piccole e grandi, per l'ordine pubblico nelle citta', per la disincentivazione dei consumi. Non sono io a sostenerlo ma i numeri di qualunque Paese al mondo, Italia inclusa. Sintomatica perche', dopo il fallimento dell'aumento della dose minima (perche' ci devono essere le dosi minime consentite?), questa sarebbe l'unica iniziativa del Governo in una materia che, nel programma elettorale, era previsto dovesse essere modificata in direzione non-punizionista. Il contrario, quindi. A conferma che, allo stato dei fatti, il nostro Governo e' quello che sta attuando e inasprendo la legge Fini-Giovanardi approvata dal Governo precedente con la forte opposizione di chi oggi guida il nostro Paese. Non solo, ma ci stiamo anche sorbendo i preannunci del ministro degli Affari Sociali, Paolo Ferrero, che non va mai oltre, mentre le proposte di riforma depositate, come quella Boato di cui sono co-firmataria, non vengono mai messe all'ordine del giorno.
"Fioroni accolga la proposta del Ministro Turco e si avvii un`operazione seria di ricognizione nelle scuole rispetto a presenze indesiderate e indesiderabili che arrivano a fornire ai ragazzi non solo sostanze stupefacenti ma spesso anche impure che compromettono, a volte definitivamente, la vita dei nostri giovani". Lo dichiara Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia, per la quale "se finora c`è stata tolleranza soprattutto rispetto alle cosiddette droghe leggere, si cominci a far sentire a chi continua a spacciare droga nelle scuole superiori italiane il fiato sul collo della presenza istituzionale. La scuola è un bene di tutti ma è soprattutto il luogo in cui i giovani devono trovare opportunità e sostegno per la propria crescita. Non possiamo per questo accettare che, al contrario, diventi un luogo in cui è facile perdersi e inseguire falsi miti".
"I carabinieri nelle scuole gia' ci vanno. Il controllo e' previsto. Sia fuori che dentro". E' quanto afferma il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, al 'Messaggero'.
"Non ho aspettato le dichiarazioni del ministro della Salute per decidere le misure di contrasto alla diffusione degli stupefacenti -dice Fioroni a 'Repubblica'- A settembre i dirigenti scolastici avranno nuove direttive", afferma e sottolinea che "se la situazione dovesse rivelarsi grave arriveranno gli ispettori del ministero. Solo dopo un'attenta analisi della situazione -averte Fioroni- si potra' passare a misure piu' drastiche".
Il ministro dice quindi che nelle scuole "da tre mesi e' scattato un piano contro gli abusi" e "a proposito di regole -aggiunge- mi sono arrivate piu' di 150 foto di studenti che fumano all'interno degli edifici scolastici, in barba ai cartelli con la scritta divieto di fumo. Se non si possono fumare le sigarette -dice Fioroni- ci mancherebbe che si tollerassero gli spinelli. A questo punto devono essere i presidi -sottolinea- a intervenire e far applicare le sanzioni".
"Non puo' esserci un potere assoluto dei Nas. L'intervento va concordato con preside e docenti perche' la funzione educativa e' delicata e non va compromessa". Lo dice al 'Corriere della Sera' l'ex ministro dell'Istruzione, Luigi Berlinguer, commentando al proposta del ministro della Salute Livia Turco e sostenendo che "bisogna prima di tutto parlare con i ragazzi. Che non hanno bisogno della paternale -avverte- Va loro spiegato cosa e' sbagliato, cosa e' contro la legge, vanno rispettati, informati.
Altrimenti e' meglio lasciar perdere -dice- Non servono arresti ne' criminalizzazioni".
"Finalmente il ministro Turco ed il ministro Fioroni si rendono conto che la droga circola tranquillamente nelle scuole (e nelle universita'?). Peccato che ci doveva scappare una disgrazia. Non pensiamo che i carabinieri siano l'unica risposta, soprattutto se estemporanea, ad un problema cosi' serio come la diffusione e lo spaccio di sostanze stupefacenti all'interno delle scuole italiane. La risposta del governo Prodi ci sembra schizofrenica perche' un giorno propone l'innalzamento della quantita' minima consentita di cannabis, il giorno dopo propone i NAS dentro le scuole, nella stessa maggioranza poi c'e' chi ancora sostiene la liberalizzazione di tutte le droghe e chi, come il ministro Amato, vuole fare i test antidopoing preesami". Lo afferma Beatrice Lorenzin, coordinatore dei giovani di Forza Italia, che aggiunge: "La questione per noi giovani di Forza Italia e' molto seria, riguarda innanzitutto una vera campagna di prevenzione che passi attraverso la cultura della responsabilita' e soprattutto la sconfitta della cultura della normalizzazione dell'uso di droga, imperante negli ultimi decenni nel nostro paese, attraverso un rafforzamento del ruolo dell'istituzione scolastica e un sostegno concreto alle famiglie. Per questo il 26 giugno, in occasione della Giornata Mondiale contro la droga, i giovani di Forza Italia organizzeranno una serie di iniziative in tutto il paese per sensibilizzare ragazzi e genitori ad un corretto e sano stile di vita senza droga e alcool".
Il Codacons e l'Associazione per la difesa dei diritti civili della scuola si oppongono fermamente alla proposta del Ministro della Salute Turco di inviare i carabinieri dei Nas nelle scuole.
"Esistono già ferree leggi in tal senso, ed esiste chi deve farle rispettare", afferma per conto delle due associazioni l'avvocato Carlo Rienzi in un comunicato. "Se si vuole lottare contro fumo e droga nelle scuole, i docenti che vedono fumare uno studente all'interno delle strutture scolastiche devono necessariamente proporne la sospensione. Non solo. Gli istituti scolastici devono approvare a inizio anno, in sede di collegio dei docenti e dei genitori, un regolamento interno che preveda il divieto assoluto di fumo e l'applicazione automatica della sospensione per chi lo viola, assegnando ad almeno tre docenti il compito di ispezioni e controlli".
"I Nas e le forze dell'ordine semmai - prosegue Rienzi - devono operare fuori e davanti le scuole, e concentrare gli sforzi contro gli spacciatori, che tutti sanno dove e come operano".
"Dopo il raddoppio delle dosi massime di cannabis consentite per uso personale volute da questo Governo, e annullato grazie al ricorso del Codacons al Tar del Lazio, proporre ora un eccesso opposto - e cioè l'invio dei Nas contro gli spinelli a scuola - ci sembra un comportamento schizofrenico e incomprensibile".
"E' facilmente intuibile che cosa sarebbe accaduto nel Paese se la proposta Turco di inviare i Nas nelle scuole a caccia di droga l'avesse fatta il centrodestra... Ma comunque, il ministro della salute ha il merito di aver scoperto la verita': la droga fa male". Lo dice Francesco Storace, senatore di Alleanza nazionale ed ex ministro della Salute.
"Ora- avverte Storace rivolto a Livia Turco- ci spieghi come fa a considerare un diritto drogarsi e non un delitto contro se stessi, contro la propria famiglia, contro la societa'".
"La proposta lanciata dal Ministro Livia Turco circa la possibilita' di utilizzare i Nas per effettuare controlli antidroga nelle scuole e' molto positiva e mi auguro che il Ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni la accolga quanto prima". Lo auspica Silvana Mura deputata di Idv, secondo la quale "le notizie delle ultime settimane hanno evidenziato come in alcuni istituti scolastici i ragazzi non solo introducono sostanze stupefacenti, ma in piu' di un caso le consumano lungo i corridoi, nei bagni e, come mostrano alcuni filmati anche in classe".
"E' inammissibile che una istituzione che deve preparare i giovani al futuro, come la scuola, possano circolare abbastanza liberamente sostanze che rischiano di metterne fortemente a rischio la salute. Le ispezioni dei Nas all'interno delle scuole possono essere molto utili a limitare questo fenomeno ed e' per questo che riteniamo si dovrebbe procedere quanto prima gia' a partire dall'inizio del prossimo anno scolastico. Non si tratta affatto di militarizzare le scuole ma di tutelare al meglio la salute dei ragazzi", conclude Mura.
"Io non so cosa pensare. Mi sembra una proposta non so quanto meditata, mi pare non molto, probabilmente impraticabile, parole in liberta'... Sono rimasta senza parole. Io penso che responsabilita' vuol dire fare proposte che siano intanto praticabili, e poi in linea con un qualche principio che uno ha in testa. Mi pare che questa manchi di entrambi i requisiti". Lo ha detto Emma Bonino, intervistata da Radio Radicale sulla proposta di Livia Turco sui Nas nelle scuole.
"Al ministro Turco suggeriamo la proposta di svolgere le lezioni scolastiche direttamente nelle caserme dei carabinieri". Questo il commento ironico di Francesco Mosca, segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti. "Volendo- conclude il giovane dirigente Mosca- i professori potrebbero essere sostituiti dai marescialli".
'Il Ministro Turco sembra finalmente svegliarsi dal torpore 'antiproibizionista' e prendere coscienza della gravita' sociale della droga'. Lo afferma il leader di Alternativa Sociale, Alessandra Mussolini, che condivide la proposta del Ministro della Salute di inviare i Nas nelle scuole per i controlli contro la droga. 'La proposta fu fatta qualche giorno fa da me e dall'On. Casini - precisa la Mussolini - all'indomani della morte del quindicenne della provincia di Milano dopo avere fumato uno spinello. Quindi, accolgo con il massimo favore questa iniziativa del Ministro che e' in linea con la proposta fatta da AS. Ora bisogna andare avanti e mettere mano al codice penale, prevedendo espressamente che chi si droga commette un reato grave'.
"Livia Turco e' veramente una persona tempestiva. Bisognera' informarla che tra qualche giorno le scuole chiudono. Dove li fara' questi controlli?". Questo e' quanto si domanda il deputato di An, Maurizio Gasparri, sulla proposta del ministro della Salute di mandare i carabinieri nelle scuole.
"Quando eravamo nel pieno dell'anno scolastico- continua Gasparri- ha proposto il raddoppio della quantita' di cannabis che a suo avviso poteva legalmente circolare. Ora condivido questa ipotesi e sono fautore da tempo di una politica di prevenzione nei confronti della droga, ma Livia Turco dovrebbe essere piu' coerente". No quindi, per Gasparri a "proporre piu' droga per tutti un giorno, e poi piu' carabinieri nelle scuole quando chiudono: sembra- sottolinea l'ex ministro delle Comunicazioni- che stia giocando con un problema serio".
Necessario sarebbe, invece, "rinunciare alle proposte di archiviare la legge vigente sulla droga e impegnarsi per applicarla con maggiore determinazione, oltreche' a sostenere di piu' le comunita' come quella di don Gelmini, che rappresentano le uniche risposte serie nella lotta alla droga a differenza della disastrosa azione dei Sert- conclude Gasparri- che sono soltanto un luogo di promozione della tossicodipendenza".
"Il governo si chiarisca le idee. Al ministro Turco dico che se c'e' una svolta in senso rigorista, siamo disponibili a lavorare con il governo". Lo afferma il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, a margine di un convegno alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
"Non e' possibile- insiste- un giorno elevare la soglia di cannabis per uso personale, e il giorno dopo proporre le ispezioni nelle scuole".
Secondo Casini, il tema "e' terribilmente serio per il futuro dei nostri figli, la linea del rigore e' giusta e va perseguita con coerenza e serieta'. Drogarsi e' illecito. A Turco chiedo coerenza".
"La proposta Turco e' condivisibile perche' si muove nella giusta direzione del ripristino dei principi di autorita' e di legalita' negli istituti scolastici ove permangono gli effetti disastrosi prodotti dagli anni '70".
Cosi' Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia commenta la proposta del ministro della Salute di inviare i Nas nelle scuole per controllare il consumo di stupefacenti.
"Altri atti sono necessari in questo senso -continua Sacconi- per sottolineare che la lunga 'ricreazione e' finita', che e' suonata la campanella e si ritorna al riconoscimento del merito e del demerito nell'insegnamento come nello studio, al potere gerarchico e alla connessa responsabilita' dei dirigenti scolastici, al rispetto assoluto di ciascuna persona- conclude il senatore forzista- qualunque sia il ruolo, il sesso, la razza, il credo".
"Su un tema delicato come la droga le ironie non servono. Se il ministro Turco ora si ravvede io dico meglio tardi che mai. La droga e' uno di quegli argomenti su cui le forze politiche devono sforzarsi per approdare a un terreno di confronto sereno e costruttivo".
Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.
'Piuttosto che inviare i Nas negli istituti, bisogna combattere i grandi trafficanti di droga e, nel contempo, rafforzare il ruolo di controllo sociale proprio della famiglia e della scuola, lavorando sempre piu' in termini di prevenzione'. Cosi' il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli commenta la proposta del ministro della Salute Livia Turco.
'Attivare apposite ispezioni dei Carabinieri nelle scuole rischierebbe di alimentare la voglia di trasgredire e di lanciare un messaggio diseducativo: i controlli - ha osservato - vanno si' svolti, ma come in qualsiasi altro luogo'. Secondo il capogruppo verde, 'nelle scuole devono andare professori e studenti: la repressione va fatta nei confronti dei trafficanti di droga, non certo militarizzando gli istituti scolastici. E' bene riflettere, invece - ha concluso Bonelli - su come far sempre piu' comprendere ai giovani che l'uso della droga danneggia la loro vita'.
"La distinzione tra le droghe leggere e pesanti e' un'elemento importante per avere un piano di realta', averlo rimosso sta provocando danni enormi". Questo e' quanto afferma Francesco Piobbichi, responsabile politiche sociali del Prc sui danni provocati, secondo lui, dalla legge Fini-Giovanardi.
Quella contro la cannabis, per Piobbichi e' "una campagna emotiva, che si inserisce nel tentativo di spostare le questioni sociali in questioni di ordine pubblico e nella quale purtroppo anche i politici dell'Unione sono caduti incautamente con dichiarazioni che sembrano inserirsi piu' nella logica repressiva della legge Fini che rispetto al programma che hanno sottoscritto con il popolo che li ha eletti". Per il responsabile politiche sociali del Prc quella del precedente governo e' "una legge scritta da incompetenti che hanno addirittura reso la cocaina piu' tollerata della cannabis come quantita' minima nelle tabelle, le sostanze hanno differenti pericolosita', averle messe indistintamente tutte sullo stesso piano ha fatto si che oggi per i nostri ragazzi farsi una sigaretta con la cocaina- conclude Piobbichi- e' la stessa cosa che farsi uno spinello".
"Viste le reazioni, se il ministro Turco non vuole trovarsi in sintonia solo con la destra, ritiri immediatamente la proposta di inviare i Nas nelle scuole". Questo e' quanto afferma il deputato Verde Paolo Cento, sottosegretario all'Economia spiegando che "non c'e' infatti alcun bisogno di rincorrere la destra sul terreno del proibizionismo e dell'intervento di polizia e carabinieri negli istituti scolastici".
L'invito di Cento e', invece, quello di "abrogare rapidamente la Fini-Giovanardi e potenziare le strutture di prevenzione e informazione, lasciando la scuola a insegnanti genitori e studenti e la repressione dello spaccio sul territorio alle forze dell'ordine- conclude il sottosegretario all'Economia- senza alcuna confusione di ruoli".
I Nas nelle scuole? "Mi auguro che il ministro si ravveda" su questo provvedimento. Laura Bianconi,senatrice e capo gruppo di Forza Italia in Commissione Igiene e Sanità a palazzo Madama, "il clima impazzito ha effetti negativi anche sul Governo".
"Ormai - dice Bianconi - assistiamo a ministri che rilasciano puntualmente dichiarazioni contraddittorie con quanto affermato solo poco tempo prima, uno degli ultimi casi è quello che vede coinvolta il Ministro Turco, passata dal sostenere che per combattere la droga non servono le forme repressive tanto da aumentare l'uso detenibile di cannabis e invece dopo i recenti fatti di cronaca che hanno ancora una volta dimostrato come la cannabis, lo stupefacente più usato dai giovani, sia una droga a tutti gli effetti in grado di portare alla morte, ha cambiato idea".
"Sono sbalordita dalla decisione repressiva del Ministro che ha deciso di inviare i carabinieri dei Nas nelle scuole con tanto di cani anti-droga per frugare tra gli zaini dei ragazzi. Mi auguro - precisa - che il ministro si ravveda e non porti avanti questo assurdo provvedimento che da tempo dovrebbe invece essere utilizzato davanti alle scuole e alle discoteche, ma all'interno dell'istituto scolastico assolutamente no. Esistono - aggiunge - dei regolamenti e delle leggi ben precise che vietano il fumo e l'uso di droghe nelle scuole, quindi spetta a tutto il corpo insegnante verificare che questo non accada, altrimenti è prevista la sospensione automatica per chi viola le leggi".
"Forse - conclude la senatrice - invece che inutili ispezioni sarebbe più saggio, come ha sottolineato anche il Min. Fioroni, che il Governo sostenesse le scuole e i genitori per combattere questo dilagante problema della droga, che coinvolge ragazzi sempre più giovani, con azioni più coerenti e migliori modelli sociali".
L'intervento dei Nas a scuola per evitare l'uso di droghe da parte dei ragazzi? "Deve rimanere un caso eccezionale, e deve essere sempre concertato con l'autorita' scolastica". Ne e' convinto il "capo" dei presidi italiani, Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi(Anp), quella che raccoglie il maggior numero di dirigenti.
Secondo Rembado, infatti, "l'azione fondamentale per tenere lontani i giovani dalla droga e' quella di informazione ed educazione alla salute fatta ad opera di docenti e di personale qualificato che l'istituto puo' anche reperire all'esterno in collaborazione, ad esempio, con le Asl".
"Solo in casi eccezionali e, comunque, previa concertazione con le autorita' scolastiche- continua- puo' essere usato l'intervento dei Nas". Il presidente dei presidi e' perentorio: "non deve trattarsi di interventi a tappeto. Non serve un piano nazionale deciso dall'esterno e non condiviso con le scuole".
"Invitiamo il ministro della Sanita', Livia Turco, a farsi accompagnare dal sindaco Veltroni in una passeggiata per Roma. In questo modo si potra' facilmente render conto di come il problema del consumo di droga fra giovani e giovanissimi sia dilagante nella Capitale". Lo dichiara in una nota Giancarlo Miele, coordinatore di Forza Italia Giovani del Lazio.
"Dalle piazze di Trastevere a quelle di San Lorenzo, da Villa Ada a Villa Borghese a Villa Balestra- continua l'esponente azzurro- il ministro potra' constatare come a Roma il consumo indisturbato di droga sia realta'. E' inaccettabile che il ministro, artefice di una politica antidroga assurda e contraddittoria, utilizzi in modo schizofrenico slogan come 'consumo zero'. Le ricordiamo- conclude Miele- che e' suo il provvedimento che aumenta le quantita' di droga consentita e che la situazione attuale si e' determinata a causa del messaggio 'normalizzatore' rispetto al consumo della droga di cui per anni si e' fatta portavoce la sinistra irresponsabile e postsessantottina".
L'iniziativa del Ministro Livia Turco di inviare nelle scuole i Nas dei Carabinieri per i controlli antidroga 'e' opportuna e condivisibile. Per ottenere qualche risultato serio e' pero' necessario dilatare il quadro degli interventi, altrimenti destinato a restare simbolico'. Lo ha affermato l'ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano (An).
'Le unita' che compongono i Nas sono poche centinaia - ha spiegato Mantovano - svolgono vari compiti e non si occupano solo di droga. Quand'anche fossero impegnate tutte, ed e' materialmente impossibile, il loro intervento riguarderebbe un numero di scuole assai ristretto. Sarebbe utile immaginare un piano complessivo di prevenzione, che coinvolga le Regioni, gli enti territoriali, le strutture che si occupano del recupero e la realta' scolastica, che punti al coinvolgimento delle famiglie e favorisca, per fare un esempio fra i tanti, la presenza davanti alle scuole, in occasione dell'inizio e della fine delle lezioni, di volontari che svolgano una sorveglianza mirata. E' ovvio che ogni iniziativa di questo tipo ha senso se parte dal presupposto che ogni droga fa male, e che quindi non ha senso distinguere fra stupefacenti cosiddetti 'leggeri' e 'pesanti''.
"Occorre ripristinare l'antica tradizione della Croce rossa italiana giovanile. In ogni scuola vogliamo che ci siano giovani iscritti alla Croce rossa per farne i 'pionieri' della diffusione dell'educazione sanitaria in favore della collettivita'". E' quanto ha proposto, durante l'incontro sul tema della droga che si e' tenuto negli scorsi giorni a Corigliano Calabro, il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra. Nel corso della giornata di studio e' emerso, infatti, come l'approccio della scuola contro il rischio droga deve necessariamente tener conto che oggi e' piu' difficile identificare preventivamente chi ne fa uso, perche' il fenomeno sta diffondendosi anche tra gli 'insospettabili', fa sapere la Croce rossa. Secondo quanto riportato da una recente ricerca, piu' dell'80% di chi, tra i ragazzi, fa uso di droga, vive, infatti, in una famiglia 'tradizionale' e oltre il 50% ha una istruzione superiore. "E' necessario combattere qualsiasi forma di discriminazione ai danni dei tossicodipendenti, attuando nei loro confronti un approccio umano ed umanitario- spiega Barra- l'interesse dello Stato e' quello di conoscere realmente i tossicomani in modo da differenziare l'intervento terapeutico secondo le obiettive possibilita' di reazione della persona colpita da questa condizione".
'Condividiamo la proposta del Ministro Turco dei controlli nelle scuole, il ministro sarebbe piu' credibile pero' se facesse autocritica rispetto al precedente suo decreto sull'uso personale. Al Ministro Fioroni chiediamo di non fare una campagna di sensibilizzazione che usi frasi politicamente insignificanti quali 'l'utilizzo di sostanze stupefacenti e' patologico e non fisiologico', sia piu' diretto affermi con decisione che 'drogarsi e spacciare droga e' sempre un reato, che la droga fa male e che di droga si muore'. E' quanto si legge in una nota dei Giovani dell'Udc.
Su droghe e consumi giovanili 'il governo ha ormai perso la bussola': e' l'opinione della presidente di Forum Droghe Susanna Ronconi, che parla di 'un mix impressionante di improvvisazione, pressappochismo ondivago, incompetenza e neo autoritarismo che si e' impossessato dei nostri governanti'.
Il riferimento e' all'iniziativa del ministro della salute Livia Turco, che vuole inviare i Nas nelle scuole per controllare i consumi di droga. 'Ma come si fa - sostiene Ronconi, ex membro della Consulta nazionale sulle tossicodipendenze - ad avere nel proprio programma politico l'abrogazione di una legge repressiva e dannosa come la Fini-Giovanardi e al contempo sostenere "l'educazione chimica" del kit alla milanese e quella olfattiva dei cani antidroga? E poi, quando i cani e i kit hanno fatto il loro mestiere, che si fa? Si punisce, si sospende, si fa perdere l'anno scolastico?
Come si fa a credere davvero che un fenomeno di massa, sociale e culturale assai piu' e ben prima che "patologico", come il consumo di marijuana tra i giovani si possa gestire all'insegna del controllo di polizia?'.
'Il governo - aggiunge - e' allo sbando, il dialogo con quelli come noi che su questo lavorano da decenni a questo punto e' seriamente a rischio'. 'O l'azione educativa e di promozione del benessere dei giovani parte dai loro comportamenti reali, dalle loro culture, ne tiene conto e con esse entra in dialogo - conclude Ronconi - aiutandoli a evitare e minimizzare i potenziali rischi, oppure si continua a vagheggiare di un mondo a consumo zero, dove nessun adolescente sperimenta, prova, rischia e dove l'imperativo morale della societa' adulta sa solo parlare attraverso Nas e cani nelle scuole'.
'Annunciare il blitz dei Nas prima di averli mandati e' un chiaro assist a spacciatori e consumatori. La Turco invece di spot, alle derive antiproibizioniste dia uno stop'. Lo dice Luca Volonte', presidente dei deputati dell'Udc.
'Sono gli incredibili effetti voluti dall'annuncio elettoralistico di un ministro da sempre paladino del 'libero cannabis' - aggiunge - Cento, Radicali e Comunisti si plachino, le parole della Turco non avranno purtroppo nessun seguito. La paladina del cannabis libero - conclude il capogruppo centrista - dovrebbe dimettersi per il suo malesempio e il palese aiuto ancora una volta dato a spacciatori e consumatori'.
"E' giusto che il governo si preoccupi di assumere iniziative, occorre saggezza, intelligenza e attenzione a questo problema". Lo dichiara il segretario dei Ds Piero Fassino a margine di un convegno organizzato dalla fondazione Monte dei Paschi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla proposta del ministro della Salute Livia Turco di inviare i Nas nelle scuole.
"E' necessario- spiega- assumere iniziative per contrastare questo fenomeno, con strumenti che convincano i giovani a non fare quelle scelte".
"E' un'iniziativa realizzabile a patto che non sia imposta dall'alto, ma concertata con gli studenti e le famiglie". Cosi', a margine della conferenza stampa di presentazione della premiazione dei progetti sulla sicurezza stradale realizzati dagli alunni delle scuole di Ravenna, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Michele Panicali commenta la proposta del ministro Livia Turco di mandare i gruppi Nas dei Carabinieri in tutte le scuole d'Italia per effettuare controlli antidroga. La proposta, analizza, "va affrontata e studiata in tutti i suoi aspetti prima di partire, ma e' dalle famiglie che deve partire la richiesta".
Nessuna imposizione dunque, ma una decisione partecipata, questo l'auspicio di Panicali, che torna anche sul problema personale, ribadendo le carenze d'organico per il prossimo anno.
Se fosse confermato quello attuale, "saremmo in grande sofferenza, ma gli organici si fanno intorno al 10 luglio", per cui e' ancora presto. Di certo per ora c'e' l'aumento della popolazione scolastica, e una situazione pesante che caratterizza tanto la provincia quanto il Comune di Ravenna, in particolar modo per quanto riguarda il tempo pieno e prolungato: "Una richiesta questa che e' anche di tipo sociale", sottolinea Panicali. La situazione dunque non e' cambiata rispetto a qualche tempo fa, ma la speranza e' che a luglio sia deciso un aumento del personale per la scuola dell'obbligo.
'Il ministro Turco deve fare pace con la sua mentalita'. Alcuni mesi fa voleva aumentare la quantita' di cannabis da considerare consumo personale, ora e' di colpo diventata iperproibizionista'. Lo afferma il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini, presidente della commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, a proposito della proposta del ministro della Salute di inviare i Nas nelle scuole come prevenzione sul consumo della droga.
'La confusione nel governo regna sovrana - aggiunge Tomassini - Io credo che l'unico atto veramente responsabile non siano le misure da Stato di Polizia, ma che i parlamentari, gli amministratori e le istituzioni tutte diano l'esempio creando regole precise e sottoponendosi ai test di valutazione preventiva'.
"La proposta del ministro Turco di mandare nelle scuole i Nas e i cani antidroga mette in evidenza la sua contraddittorieta': da una parte vuole liberalizzare la droga e dall'altra propone i cani davanti alle scuole". Con queste parole l'assessore alla Salute del Comune di Milano, Carla De Albertis commenta l'idea lanciata ieri dal ministro della Salute.
"E' un'idea in stile De Albertis - ha detto l'assessore oggi a Milano, a margine della presentazione della 'Settimana della salute' - Anch'io stavo gia' lavorando a un'iniziativa simile. Ritengo che la battaglia contro la droga debba essere davvero forte e comune, e per questo accolgo con gioia l'iniziativa, purche' si dica di no alle altre". L'assessore ha infine sottolineato il successo riscosso dal kit antidroga, proposto gratuitamente alle famiglie milanesi nell'ambito di un progetto lanciato dal Comune e dal Consiglio di Zona 6. "Sono contenta - ha concluso De Albertis - che il progetto del mio kit del quale si e' tanto parlato abbia lanciato un sasso nello stagno. Finalmente si e' incominciato a discutere del problema e a cercare provvedimenti concreti contro la droga".
"La proposta del ministro Turco e' sbagliata e lontana dalla lettera e dallo spirito del programma dell'Unione". Cosi' Roberta Fantozzi, responsabile politiche sociali della segreteria nazionale Prc.
"Da settimane- aggiunge Fantozzi- non si fa altro che costruire un clima generale che prospetta, come unica soluzione, ai problemi e alle emergenze sociali, un inasprimento delle logiche repressive". Laddove occorrerebbe, invece, secondo la rappresentante di Rifondazione, "dare risposte al disagio che c'e' in termini di contrasto alla precarieta', ricostruzione di prospettive di futuro, aumento di consapevolezza delle persone".
Si abroghi la legge Fini-Giovanardi, chiede Fantozzi, "la cui evidente inefficacia nel contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti, non e' altro che la conseguenza di un'impostazione che confonde droghe leggere e pesanti e fa della repressione lo strumento principale di intervento".
La scuola, sottolinea la responsabile politiche sociali, deve diventare "luogo di informazione scientifica sulle sostanze e la loro diversa pericolosita'". Bisogna intanto investire "piu' in generale in positivo sulle giovani generazioni", creando "luoghi di socialita' e comunicazione fra le persone".
"Non ci si puo' permettere un ministro schizofrenico". Cosi' afferma il senatore della Lega Nord Piergiorgio Stiffoni.
Stiffoni ricorda che "fu proprio questo ministro" a mettere mano sulla Fini-Giovanardi.
"Prima raddoppia l'uso della droga- conclude Stiffoni- poi vuole testare i ragazzi a scuola: forse il ministro ha bisogno di un lavoro meno stressante. Vada a casa".
'Il Ministro della Salute Livia Turco ha espresso preoccupazione per la diffusione della tossicodipendenza tra gli adolescenti. La preoccupazione e' condivisa, e' nostra. Ma la droga non si combatte certo con i Nas nelle scuole'.
Lo afferma la senatrice del Pdci Maria Pellegatta, Vicepresidente della Commissione istruzione, sottolineando che 'la funzione delle forze dell'ordine e' assai importante per colpire il flagello e l'affare dello spaccio e del traffico di morte. Presidiare militarmente le scuole non e' invece un deterrente: lo dimostra l'esperienza di chi quotidianamente e da molti anni agisce sul fronte della lotta alla droga'.
Secondo Pellegatta 'occorre un paziente lavoro di prevenzione, raccordando le Asl e gli istituti scolastici con interventi di contrasto del disagio e di lotta ai messaggi consumistici cui gli adolescenti sono sottoposti. La scuola deve essere un luogo protetto e privilegiato della lotta alla diffusione della droga e dell'educazione alla legalita'. Confusi e generici inviti alla repressione, che, ribadisco, deve essere ferrea nei confronti del mercato della droga -conclude- fanno solo male'.
La Consulta sulle Dipendenze istituita presso il ministero della Salute non ha mai discusso di 'proposte choc' come quella attribuita dalla stampa alla ministro per la Salute Livia Turco, cioe' di inviare i Nas nelle scuole per contrastare il consumo e lo spaccio di droghe. E' per questo che il presidente della storica associazione di volontariato in carcere Antigone, Patrizio Gonnella, ha annunciato alla ministro, in una lettera aperta che, se dovesse essere confermato quanto preannunciato dai media, lui dovra' rinunciare alla sua partecipazione in qualita' di membro al gruppo di lavoro ministeriale sulle dipendenze.
'Non so fino a che punto vi sia stata una forzatura giornalistica - scrive Gonnella -. So che si tratta di una proposta che nulla ha a che fare con la prevenzione e sposta l'asse culturale e operativo tutto sul piano della repressione'. Chiunque oggi si occupa di tossicodipendenze, continua Gonnella 'sa perfettamente che non saranno i carabinieri ne' i cani anti-droga a dissuadere stili di vita giovanili'. Anzi, con iniziative di questo genere, secondo Gonnella 'si creera' un'ulteriore frattura sociale tra la vita reale e la vita politica. Inoltre si trasformera' la scuola in uno strano e ibrido luogo dove le ragazze e i ragazzi avranno paura ad andare'.
"Puo' essere utile partire da una commissione di inchiesta coraggiosa, che intercetti i termini del disagio giovanile, cosi' come oggi si manifesta nella triplice interfaccia con i luoghi del tempo libero, la scuola e la famiglia". E' questa la 'contro-proposta' delle due senatrici teodem Emanuela Baio Dossi e Paola Binetti all'idea del ministero della Salute.
"Il consumo di droga cresce- spiegano le due senatrici- si diversifica, interessa fasce sempre piu' giovani che non sempre trovano negli adulti i maestri di cui avrebbero bisogno, nemmeno a scuola. Eppure proprio dalla scuola si ricomincia per dire no ad un processo che sembra aver assunto un carattere di irreversibilita'". I ministri Fioroni e Turco, per Binetti e Baio, contrastano il processo "mettendo in gioco tutte le risorse di cui dispongono e ricorrendo anche a strumenti di controllo poco abituali nella scuola, non sempre e non del tutto condivisibili, ma si percepisce una preoccupazione crescente che e' stata decisamente sottovalutata nei mesi precedenti".
Il ministro Mastella afferma che oggi non avrebbe certamente firmato il Ddl sul raddoppio della dose minima". Per le due senatrici teodem "oggi circola piu' facilmente la droga non nelle scuole, ma nei pub, nelle discoteche, in quei luoghi di aggregazioni giovanile in cui fa presa una certa cultura della diversione trasgressiva: e' in questi luoghi e intorno a questi luoghi che vorremmo vedere attivato un servizio di vigilanza e di controllo esigente ed efficace". A scuola invece "dovrebbe prevalere la cultura della formazione-informazione, scevra da ideologismi che enfatizzando il diritto all'autodeterminazione lo spogliano del necessario senso di responsabilita' verso se stessi e verso gli altri".
Occorre, infine, "prendere in esame- concludono Baio e Binetti- le politiche di prevenzione ancorandole strettamente alle politiche familiari e alle politiche di educazione alla salute, per un coinvolgimento sempre piu' consapevole dei giovani nei loro progetti di vita".
"La scuola italiana ha bisogno piu' di psicologi che di carabinieri". Questo l'appello dell'Ordine degli psicologi della Lombardia, lanciato oggi all'universita' Cattolica di Milano durante il convegno 'Psicologia e scuola: forme d'intervento e prospettive future'. Gli specialisti si sono detti contrari alle ispezioni anti-droga dei Nas negli istituti scolastici della penisola.
"A nostro avviso - ha commentato Enrico Molinari, presidente dell'Ordine lombardo - inserire i Nas a scuola e' un po' come chiudere il serraglio quando le mucche sono gia' scappate. Ci pare triste che in un Paese con circa 8 milioni di studenti si pensi solo a misure repressive, quando invece sono disponibili risorse per la prevenzione quali appunto la psicologia scolastica".
L'Ordine lombardo degli psicologi, riferisce una nota, ha rilevato che sui circa 10 mila iscritti il 17,5% si occupa o si e' preparato a occuparsi di psicologia nella scuola.
"Il nostro compito e' far si' che questo ruolo possa essere esercitato, oltre che con competenza - ha sottolineato Molinari - anche con dignita' e con il giusto riconoscimento sociale ed economico: e' quanto stiamo cercando di fare in Lombardia, ed e' quanto si sta facendo a Roma al Consiglio nazionale. Di fatto sta nascendo, e in certi luoghi e' gia' nato, uno psicologo che non e' piu' soltanto 'scolastico' o 'dell'apprendimento', ma e' anche psicologo della comunita' o di base, che sa lavorare in rete ed essere corresponsabile, con gli insegnanti, dell'affascinate compito di far si' che bambini, ragazzi e giovani diventino cittadini adulti capaci di lavorare e di amare, e a loro volta di essere responsabili delle generazioni future", ha concluso il presidente.
Al convegno milanese e' intervenuto in teleconferenza anche il sottosegretario al ministero della Pubblica istruzione, Letizia De Torre, che ha ribadito la necessita' che lo psicologo scolastico lavori, oltre che per e con gli allievi, anche insieme agli insegnanti e ai genitori, in una prospettiva di intervento di rete.
'Reputo incredibile che in questo Paese, in tema di droghe, non vi sia uno stralcio di autocritica sui risultati fallimentari registrati dalla legge Fini-Giovanardi, approvata oltre un anno fa, che si sta dimostrando pericolosa quanto inefficace. Al contrario, assistiamo ad un profluvio di dichiarazioni e interventi in liberta': dal test antidroga alle famiglie, all'esercito nelle scuole. Provvedimenti che non hanno altro scopo se non quello di raggranellare qualche consenso sulla pelle di milioni di giovani e meno giovani'. Lo dichiara Daniele Farina, vice presidente della commissione Giustizia alla Camera.
'E' assai verosimile che se le politiche sugli stupefacenti, avessero al centro la prevenzione, l'informazione e le politiche di riduzione del danno, piuttosto che l'attuale confusa, dilettantesca proibizione - conclude Farina - Dario Erba morto il 16 maggio scorso a Cusano Milanino oggi sarebbe vivo'.
"Prima, con il suo famigerato decreto per fortuna cassato dal Tar, ha trasmesso ai nostri giovani il seguente, devastante messaggio: "Ragazzi, spinellatevi pure a volontà: il governo, cioè lo Stato, benedice e approva". Ora vuole mandare i Nas nelle scuole a fare ispezioni anti-droga. E' il caso che Livia Turco faccia pace con se stessa". Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di AN per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito.
"Prima, con il suo scellerato decreto 'più canne per tutti', grazie a Dio cancellato dal Tar, - continua Pedrizzi - ha incentivato il consumo di droga tra gli studenti e ne ha facilitato lo spaccio davanti alle scuole. Ora vuole inviare i Nas negli istituti scolastici a fare ispezioni anti-spacciatori.
E' il caso che Livia Turco si metta d'accordo con se stessa".
"Prima vuole smantellare la legge Fini anti-droga e anti-spaccio, lanciando ai nostri figli il segnale secondo cui ci sono le droghe "leggere", cioè buone e innocue, utili magari a socializzare e ricrearsi, - aggiunge il dirigente di AN - e poi vuole mandare i Nas nelle scuole a combattere la droga e lo spaccio. E' il caso che Livia Turco scelga: o ministro dello Spinello Libero o ministro della Salute. Le due cariche -conclude Pedrizzi- sono antitetiche, inconciliabili e incompatibili".
"Tra test antidoping di Amato, kit antidroga per famiglie della Moratti e Nas in classe della Turco, manca solo piu' la proposta dei carabinieri a cavallo contro i bulli". La proposta del ministro Turco decisamente non incontra il plauso della Rete degli studenti (Reds) che definisce "sconcertanti" le sue affermazioni e chiede che "si interrompa la campagna di criminalizzazione degli studenti, che tende a dipingere le scuole come un luogo pericoloso e infestato da chissa' quali emergenze sociali". Per la Reds, del resto, i dati sui consumi di droghe parlano chiaro: per quanto concerne quelle leggere "sono stabili da ormai diversi anni, benche' il grado di severita' con cui lo spaccio viene punito sia aumentato in maniera considerevole rendendo, qui si', emergenziale, il livello di segnalazioni, arresti e procedimenti contro minori".
I dati a riguardo dei consumi di droghe pesanti sono invece "considerevolmente aumentati a favore di cocaina e droghe chimiche" ma, in questo campo,, dicono dalla Reds "non solo le pene non sono aumentate, ma non se ne parla perche' questo tipo di sostanza non circola dentro alle scuole, ma in altri luoghi della socialita'".
Gli studenti, dunque, si chiedono "che senso abbia trattare fenomeni sociali ormai decisamente radicati in ogni luogo e presso ogni generazione come una questione emergenziale di tipo criminale, insultando ancora una volta l'autonomia delle scuole, l'autorita' di insegnanti e presidi e screditandone il ruolo educativo". La Reds apprende "con sollievo" "la non condivisione da parte del ministro Fioroni della proposta" e chiede "urgentemente" un tavolo interministeriale che coinvolga le associazioni di studenti, insegnanti e genitori per discutere di un piano sulla prevenzione efficace e capillare.
"Siamo favorevoli alla tolleranza zero su tutti i tipi di droga". Ad affermarlo, in una nota, e' Maria Rita Munizzi, presidente del Movimento italiano genitori (Moige), che dunque approva la proposta del ministro della Salute Livia Turco: ispezioni antidroga dei Nas nelle scuole superiori.
"Contro questa piaga - sottolinea - il controllo e' un momento importante. Ci sono luoghi, come la scuola, in cui i minori passano molto tempo e in cui il controllo dei genitori e' impossibile o comunque non sufficiente. Se ci sono problemi a far rispettare certe norme e' bene che la scuola si rivolga anche alle forze dell'ordine".
"L'iniziativa, che come hanno dimostrato numerosi casi di cronaca risponde a un'esigenza reale - aggiunge Munizzi - e' in linea con un concetto di tutela della salute condivisibile. E' giusto partire dalla scuola per richiamare i giovani alla legalita' e dare loro un messaggio chiaro: ci sono luoghi nei quali non si puo' transigere in alcun modo verso atteggiamenti illegali o dannosi. E' positivo poi - conclude - che ci sia accordo con il ministro dell'Istruzione Fioroni perche' le sinergie sono fondamentali. In tal senso auspichiamo che si apra al piu' preso un tavolo che comprenda anche i genitori, che rimangono i maggiori responsabili dell'educazione e della salute dei figli e che meritano, quindi, maggiore ascolto".
'Non e' la scuola a dover essere militarizzata, ma la societa' a dover essere bonificata. Non e' la scuola ad essere allo sbando, ma e' la societa' ad essere allo sballo. Sono fuori dagli Istituti le cause e le condizioni del malessere giovanile. E sono fuori e ben conosciuti anche i luoghi, purtroppo normali, dello spaccio e del consumo della droga. Se poi entra nelle aule e' perche' ormai troppe barriere e dighe sono state fatte cadere. Ma non e' dalla scuola e in questo modo che bisogna partire'. E' quanto si legge in una dichiarazione di Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola. 'Davanti alle scuole - secondo Scrima- non ha senso mettere un cartello di pericolo con la scritta: 'Attenzione droga'; dovrebbe invece esserci un cartello con scritto: 'Attenti qui ci sono ragazzi e giovani con quel senso della vita che fuori avete gia' dato loro'. Se fuori non c'e' il senso e il valore della vita, ma della morte, la scuola non puo' fare miracoli. Preoccuparsi e intervenire sul fenomeno anche dentro le aule e' giusto, ma attenzione a non ripetere la storiella dell'ubriaco che cercava sotto un lampione le chiavi di casa smarrite. Sapeva che non le aveva smarrite li', ma li' almeno ci vedeva. Cosi' e' per la scuola, un luogo sotto i riflettori, ma non e' li' che si perdono i giovani. Questa iniziativa - secondo il segretario di Cisl Scuola- rischia di mostrare solo un cane che abbaia, non a promuovere azioni capaci di mordere realmente il problema. Puo' forse servire a mettersi in pace la coscienza dicendo: 'anche questo l'abbiamo fatto; che cosa possiamo fare di piu?'. E invece bisogna fare di piu' e di diverso.
Di fronte ai disagi giovanili non bisogna fermarsi ai sintomi, ma andare alle cause. La scuola va presidiata con strumenti educativi non con misure di polizia. Poi, quello che la scuola puo' fare dipende essenzialmente dalla credibilita' di cui la si circonda e dai mezzi che le si mettono a disposizione per un lavoro ordinario e non emergenziale. Ma per questo la societa' e la politica sembrano sorde e sicuramente tirchie. Se gli insegnanti vengono costantemente delegittimati dalla societa' e lasciati soli dalla politica, non e' poi con i carabinieri che si risolvono i problemi.
'Partiamo col dare alla scuola - per l'esponente della Cisl Scuola - le condizioni e gli strumenti ordinari per il suo lavoro educativo; cosi' potremmo anche sperare di poter affrontare delle sfide straordinarie. Ma fin che abbiamo insegnanti svalutati, delegittimati, socialmente marginali, non risolveremo i problemi della scuola e dei giovani. In via ordinaria non potranno essere i carabinieri a dare salute alla scuola, ma sara' solo l'ordinaria salute della scuola a poter ridare speranza ai giovani e alla societa''.
"Si prende finalmente atto che un sacco di droga circola nelle scuole, ed e' doveroso da parte delle Istituzioni proporre soluzioni adeguate alla gravita' della situazione. Dobbiamo offrire alla scuola strumenti in grado di prevenire il consumo di stupefacenti da parte degli studenti, quanto meno durante l'orario scolastico": e' quanto sottolinea in una nota Andrea Muccioli, responsabile della comunita di San Patrigano, a proposito della proposta di inviare i Nas nelle scuole per ispezioni anti-droga.
"Gli interventi che vanno in questa direzione - afferma Andrea Muccioli - appartengono al campo della prevenzione, non certo a quelli della "repressione", della proibizione o della persecuzione della liberta' individuale. Tenere la droga fuori dalle mura delle scuole, significa garantire il diritto allo studio e fare in modo che i docenti possano esercitare pienamente la loro funzione educativa. Concordo quindi con ogni iniziativa vada in questa direzione. Devo pero' sottolineare, come la proposta del Ministro Turco di aumentare controlli e presenze delle forze dell'ordine all'interno degli istituti scolastici, sia in contraddizione con alcune scelte operate del ministro della Salute negli ultimi mesi. Penso al decreto legge, fortunatamente bocciato dal TAR, con cui si voleva innalzare le quantita' di hashish e marijuana detenibili da parte dei giovani. Aumento che avrebbe consentito di tenersi in tasca venti o trenta "spinelli", numero che supera abbondantemente i limiti dello spaccio. Problema grave sia sul piano del messaggio culturale inviato ai ragazzi, che su quelli del rispetto delle leggi e delle norme, visto che dentro la scuola non abbiamo solamente a che fare con problemi di consumo, ma anche con quelli di cessione e di spaccio di droga.
E penso anche alle numerose proposte di depenalizzazione dell'uso di cannabis. Quindi, ben venga la posizione espressa dal ministro Turco. Auspico pero' una maggior coerenza tra le sue differenti iniziative. L'educazione, infatti, e' fatta di messaggi chiari e univoci. Altrimenti anche la piu' motivata e ragionevole delle proibizioni, rischia di diventare solamente repressione".
Il Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca) boccia le proposte del ministro della Salute. "Non abbiamo trovato nelle prese di posizione politiche e negli articoli che si sono rincorsi in queste settimane- sottolinea Riccardo de Facci, responsabile tossicodipendenze del Cnca- ne' il tentativo di comprendere il senso di eventi drammatici e di consumi diffusi, ne' impegni precisi per investimenti certi e urgenti sulle domande educative che tali fatti pongono in maniera forte e ineludibile. Abbiamo trovato, quasi sempre, la via breve del controllo, della repressione, delle soluzioni piu' facili ma anche piu' inefficaci". Da anni, sottolinea il rappresentante Cnca, "chiediamo alla politica un'attenzione diversa sulla diffusione delle sostanze e sui contesti in cui vengono consumate". Secondo De Facci, il dibattito che si e' aperto sugli eventi di queste ultime settimane "rischia di schiacciare fenomeni complessi e articolati su messaggi semplificanti e sensazionalistici, che non permettono di capire cosa sta accadendo sia nelle scuole sia tra i giovani".
Del tutto diverse le strade proposte dalle Cnca, sottolinea de Facci, che chiedono "alla politica, alla scuola, alle famiglie, al terzo settore di contribuire a definire, in tempi brevissimi, un piano nazionale di prevenzione e salute che coinvolga adolescenti e giovani nelle scuole e nei luoghi informali e del divertimento". Il governo, invita De Facci, "prenda posizione subito in favore di questa proposta, disponendo i necessari stanziamenti di spesa. I soldi ci sono. E dinanzi agli ingenti guadagni che le mafie ottengono dal business degli stupefacenti, allo Stato chiediamo non messaggi allarmistici, ma assunzioni di responsabilita' che si traducono in impegni rilevanti e concreti".
Le parole del ministro della Salute, Livia Turco vengono percepite dal deputato del Prc e neurospichiatra infantile, Luigi Cancrini più come il "grido di una mamma" che come le parole di un esponente di Governo, mentre l'esponente del Prc spiega di essere pienamente in linea con la posizione del ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni secondo il quale "devono essere i singoli presidi semmai a decidere" e comunque per ora non se ne parla.
"Sinceramente - afferma Cancrini - non ho capito la proposta del ministro Turco e non capisco il senso delle ispezioni dei Nas.
Cosa dovrebbero controllare: i ragazzi? Le aule? Le strutture?
Ecco perchè mi sembra che il ministro sia stata spinta a dire quello che ha detto più da una ragione emozionale che di governo". Inoltre il prof. Cancrini sottolinea come "se si vuole veramente tenere i giovani lontani dalla droga bisogna averli dalla nostra parte. E questo non accade facendoli controllare dai Nas".
Cancrini, dunque, ritiene l'esternazione del ministro Turco "strana" anche alla luce del fatto che "se ci fosse davvero il problema della droga nelle scuole e quindi fosse necessario un controllo, forse sarebbe meglio farlo senza tutte queste polemiche e magari senza neanche annunciarlo ufficialmente. Io sono convinto - aggiunge - che non esista il problema droga nelle scuole ma piuttosto esiste la realtà di alcuni singoli ragazzi che ne fanno uso per i quali non sono le ispezioni dei Nas a poter risolvere il problema".
"Per me - conclude - è proprio una proposta insensata e incongruente che urta contro difficoltà insuperabili. E' una proposta che, se messa in atto, alla fine produrrebbe più effetti negativi che altro".
"Come al solito, tutti parlano di droga senza sapere di cosa parlano. Gia' oggi i carabinieri effettuano regolarmente servizi davanti alle scuole e dentro le scuole per reprimere i fenomeni di spaccio, anche con l'ausilio di cani antidroga".
A dirlo e' il senatore dell'Udc Carlo Giovanardi che aggiunge: "la proposta del ministro Turco che i carabinieri dei Nas facciano conferenze nelle scuole per mettere in guardia i giovani dai pericoli del consumo di droga, cosi' come potrebbero farlo medici e tossicologi, va nella direzione giusta ma non vedo in essa nulla di particolarmente clamoroso, a meno che qualcuno non pensi, come la Regione Emilia Romagna, che si possa consigliare ai giovani di consumare droga tenendo conto della sua qualita' per ridurre il danno del consumo".
"La proposta del Ministro Turco sui controlli dei Carabinieri negli istituti scolastici è l'ennesima contraddizione di un Governo che prima lancia messaggi fuorvianti e demagogici per rincorrere il consenso elettorale, e che poi quando si accorge che la droga è per l'opinione pubblica un problema da risolvere, cambia rotta repentinamente. Non è credibile un Esecutivo che da una parte considera repressiva la legge Fini, chiede l'innalzamento delle soglie di detenzione della cannabis ad uso personale, delegittima le comunità di recupero e dall'altra propone l'intervento dei Nas nelle scuole". Lo afferma in una nota Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera.
"Piuttosto che proporre la mobilitazione delle forze dell'Ordine in 'assetto anti-sommossa', sarebbe certamente più produttivo istituire all'interno delle scuole dei centri di ascolto gestiti da quelle comunità terapeutiche e di accoglienza che lottano quotidianamente contro la una delle piaghe sociali più gravi del nostro tempo. Occorre far confrontare i giovani con chi, nonostante mille sofferenze, ha sconfitto la tossicodipendenza, perché questo tipo di esperienze e testimonianze sono il miglior deterrente possibile rispetto all'utilizzo di sostanze stupefacenti. La droga si può sconfiggere con la prevenzione e il sostegno, non proponendo un giorno le stanze del buco e i controlli dei Nas il giorno seguente", conclude Giorgia Meloni
"La proposta del ministro Livia Turco dimostra la schizofrenia di un governo che prima fa del termine 'liberalizzazione' una bandiera, poi da buon dissociato mentale segue la via del proibizionismo piu' radicale. Questo esecutivo deve dire una volta per tutte qual e' la sua strategia in materia di droga". Lo afferma Michele Pigliucci, responsabile nazionale di Azione studentesca. "Se il ministro della Salute ha davvero intenzione di sconfiggere la tossicodipendenza- aggiunge la leader di As- si adoperi affinche' vengano potenziate e rafforzate quelle strutture, come le comunita' terapeutiche, che sono riuscite a vincere questa guerra, puntando sulla prevenzione e l'informazione".
Azione studentesca, dice Pigliucci, "e' sempre stata contraria all'uso di cannabis e sostanze stupefacenti, ma non ha mai criminalizzato chi ne fa uso". La sinistra, invece, conclude la responsabile del movimento, "che considera repressiva la legge Fini e chiede l'innalzamento delle soglie di detenzione ad uso personale ora vorrebbe l'intervento dei Nas proiettando le sue contraddizioni sull'intera comunita' studentesca. Questo non e' accettabile".
"Mi dispiace dirlo, perche' stimo Livia Turco e ho fin qui condiviso tutte le sue iniziative in materia di tossicodipendenza, ma stavolta non sono proprio d'accordo". Lo afferma in una nota Carlo Leoni (Sinistra Democratica), vicepresidente della Camera.
"L'idea di impegnare dentro le scuole il Nucleo specializzato dei Carabinieri alla ricerca di sostanze stupefacenti - aggiunge - eventualmente detenute dai ragazzi cozza il principio dell'autonomia scolastica e, in particolare, con le responsabilita' dei presidi. Produce di fatto un'idea di criminalizzazione del mondo studentesco, non raggiungendo per altro l'obiettivo dichiarato, giacche' com'e' noto i centri di spaccio sono pressoche' sempre esterni alle scuole".
"Le scuole - conclude Leoni - debbono essere il luogo privilegiato per l'educazione alla legalita' e per la piu' corretta informazione sui danni che possono derivare dall'uso delle droghe.
Non altro".
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