Italia. Turco: niente ricorso al Consiglio di Stato, subito modifiche alla legge
La sentenza del Tar accelera i tempi politici per la modifica della legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Se ne dice certa il ministro della Salute, Livia Turco che, dopo aver incassato le polemiche che sono piovute sul suo decreto (bocciato dal Tribunale Amministrativo del Lazio) passa al contrattacco. In un'intervista a Repubblica spiega infatti che "se era illegittimo il mio decreto che fissava le quantità massime che fanno scattare le sanzioni penali, sulle basi della Fini-Giovanardi, altrettanto lo era per quello approvato dal governo Berlusconi".Insomma, per il ministro la sentenza del Tar "colpisce al cuore" i principi della legge targata Cdl. Ma la Turco guarda subito avanti e spiega che ora il compito del Governo "è accelerare al massimo la stesura e la presentazione del disegno di legge che modifica la Fini-Giovanardi, un provvedimento che si è mostrato inutile per contrastare il consumo delle sostanze stupefacenti".
Una priorità, questa, che assieme ad una campagna di informazione e sensibilizzazione rende "superfluo" anche il ricorso al Consiglio di Stato che una settimana fa il ministro annunciò. E tornando così in vigore le tabelle fissate dalla Commissione Storace (contenute nel decreto firmato da Berlusconi e Castelli) "sarà allora il giudice a stabilire caso per caso se un determinato quantitativo di sostanza stupefacente può essere considerato consumo personale o spaccio".
E in una nota del ministero della Salute diramata ieri sera, si legge: 'Nelle motivazioni della sentenza trova piena conferma l'ipotesi gia' prospettata dal Ministro della Salute secondo la quale debba ritenersi illegittimo anche il precedente decreto dell'11 aprile del 2006, firmato dai Ministri Berlusconi quale Ministro ad interim della Salute e Castelli quale Ministro della Giustizia, che per primo stabiliva i quantitativi massimi detenibili ad uso personale'.
Secondo il ministero nei due casi (quello relativo al provvedimento Turco del 18 novembre 2006 e il precedente dell'11 aprile 200 Berlusconi), dalla sentenza 'si evince infatti che il procedimento seguito e' stato identico anche se ha portato all'individuazione di diversi valori di riferimento; per di piu' il provvedimento dell' aprile 2006 ha costituito e costituisce la base di origine dell'iniziativa governativa, sulla cui scia si e' poi collocato il successivo provvedimento'.
'Molti altri aspetti della sentenza del TAR appaiono non condivisibili, ma l' affermazione che pone sullo stesso piano, ai fini della valutazione della legittimita', i due decreti ministeriali dell' aprile e dell'agosto 2006, risulta perfettamente coerente. Come immediata conseguenza di cio' e' opportuno, in attesa di ogni altra decisione, considerare anche la necessita' dell| annullamento d| ufficio del decreto Berlusconi/Castelli, che il TAR, pur rilevandone l'illegittimita', non ha potuto annullare autonomamente perche' non oggetto del ricorso presentato alla sua attenzione'.
FERRERO ANNUNCIA RICORSO POI CAMBIA IDEA - Se poco dopo il deposito della sentenza del Tar il ministro Paolo Ferrero, con delega sulla politica sulle droghe, aveva annunciato il ricorso del Governo al Consiglio di Stato, in tarda serata ha fatto marcia indietro nel corso della trasmissione su La7 'Otto e mezzo'. "Il governo non intende ricorrere al Consiglio di stato contro la sentenza del Tar che ha annullato il decreto Turco sulla cannabis, ma annullera' il decreto del precedente governo che fissava le quantita' massime di droga detenibili senza incorrere in sanzioni penali".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti