Italia. Turco: prima di Welby vivevo eutanasia come tabu'
'Piergiorgio Welby e la sua vicenda mi hanno messo in crisi come persona. Mi e' dispiaciuto non incontrarlo perche' prima di lui vivevo il tema dell'eutanasia come un tabu''. Lo ha detto il ministro della Salute Livia Turco, in un dibattito pubblico organizzato dalla rivista Micromega a Palazzo Valentini a Roma su 'eutanasia: un diritto civile?'.
'Le tesi di Piergiorgio, le sue argomentazioni e le sue prese di posizione, insieme alla sua morte mi hanno spiazzata.
Io lo chiamo il 'paradosso Welby': invece di trasmettermi un messaggio di morte, mi ha trasmesso quello della forza della vita, facendomi riflettere sulla normalita' della morte. Occorre pero' distinguere i due piani, quello che sono tenuta a fare come ministro e quello che vivo come persona. Sul piano politico per non archiviare la vicenda Welby ho gia' le idee chiare. Sul piano personale voglio continuare a riflettere e ad avere dubbi'.
Per la Turco, 'bisogna proporre al dibattito pubblico e poi a quello politico un tema non ancora affrontato, urgente, per declinare politiche concrete: il tema della convivenza con la malattia, che deve significare dignita'. La salute e' ancora troppo spesso considerata come guarigione, mentre se non affrontiamo il tema della convivenza con la malattia si rischia di perdere il principio di equita', accentuando le diseguaglianze'.
'Abbiamo un articolo sulla liberta' di cura, l'articolo 32 della Costituzione, ma non una legislazione che lo renda operativo'. 'La Costituzione e' sacra ma e' stata pensata in un tempo in cui il diritto alla salute non prevedeva la convivenza con la malattia. Per questo c'e' bisogno di una legge che renda operativa questa liberta' di scelta, che definisca l'ambito di questa liberta' e l'ambito di intervento del medico'.
'Le tesi di Piergiorgio, le sue argomentazioni e le sue prese di posizione, insieme alla sua morte mi hanno spiazzata.
Io lo chiamo il 'paradosso Welby': invece di trasmettermi un messaggio di morte, mi ha trasmesso quello della forza della vita, facendomi riflettere sulla normalita' della morte. Occorre pero' distinguere i due piani, quello che sono tenuta a fare come ministro e quello che vivo come persona. Sul piano politico per non archiviare la vicenda Welby ho gia' le idee chiare. Sul piano personale voglio continuare a riflettere e ad avere dubbi'.
Per la Turco, 'bisogna proporre al dibattito pubblico e poi a quello politico un tema non ancora affrontato, urgente, per declinare politiche concrete: il tema della convivenza con la malattia, che deve significare dignita'. La salute e' ancora troppo spesso considerata come guarigione, mentre se non affrontiamo il tema della convivenza con la malattia si rischia di perdere il principio di equita', accentuando le diseguaglianze'.
'Abbiamo un articolo sulla liberta' di cura, l'articolo 32 della Costituzione, ma non una legislazione che lo renda operativo'. 'La Costituzione e' sacra ma e' stata pensata in un tempo in cui il diritto alla salute non prevedeva la convivenza con la malattia. Per questo c'e' bisogno di una legge che renda operativa questa liberta' di scelta, che definisca l'ambito di questa liberta' e l'ambito di intervento del medico'.
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