Italia. Turco: quantita' massime di cannabis piu' alte. Ferrero: depenalizzare consumo
E' "mia intenzione elevare, con atto amministrativo, il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all'arresto e al carcere". Lo afferma il ministro della Salute, Livia Turco, nel messaggio inviato al ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, per la Giornata internazionale contro l'uso e il traffico illecito di droga, promossa dalle Nazioni Unite."Sempre con atto amministrativo vorrei rendere piu' agevole la prescrizione di medicinali a base di dronabinol, principio attivo analogo a quello della cannabis, ancora non in commercio in Italia, ma da tempo utilizzati in altri Paesi anche europei, per alleviare le sofferenze di malati affetti da HIV, sclerosi multipla, tumore e altre gravi patologie". Secondo il ministro, dunque, "alcuni interventi correttivi della legge 'Fini-Giovanardi' possano essere operati subito sul piano amministrativo, anche prima della modifica della legge. Fermo restando che e' indispensabile un nuovo intervento per modificare radicalmente alcune previsioni di quella legge, in particolare quelle che equiparano, ai fini delle conseguenze sanzionatorie, il possesso e l'uso di cannabis alle droghe 'pesanti'".
E la Giornata internazionale contro l'uso e il traffico illecito di droga promossa dalle Nazioni Unite, prosegue il ministro, "giunge alla vigilia dell'iniziativa di Governo per la riforma della legge sulla droga varata dal Governo Berlusconi. Il ministero della Salute concorrera' con molta convinzione alla predisposizione del nuovo provvedimento come previsto dal programma dell'Unione".
Ma l'iniziativa in questo campo, sottolinea la Turco, "non si fermera' alle indispensabili modifiche legislative. Con le Regioni, la Pubblica istruzione e il ministero delle Politiche giovanili vogliamo infatti mettere a punto un programma di 'prevenzione primaria' e di 'prevenzione secondaria precoce', ancora poco diffusa nel nostro Paese. I destinatari sono i giovani che presentano iniziali comportamenti di consumo di sostanze stupefacenti (di tipo eccezionale, situazionale o ricreativo)". E' in programma inoltre "la verifica dello stato della rete dei servizi territoriali e delle opportunita' del reinserimento sociale".
"Per questo -prosegue il ministro Turco- intendo anche istituire una Consulta sulle tossicodipendenze con gli operatori del pubblico e del privato, le associazioni familiari e dei consultori per promuovere insieme gli interventi e le politiche necessarie".
Nel suo messaggio Turco annuncia anche anche alcune novita' in fatto di lotta al dolore. Spiega il capo del dicastero della Salute: "Sempre con atto amministrativo, vorrei rendere piu' agevole la prescrizione di medicinali a base di 'Dronabinol' (principio attivo analogo a quello della cannabis), ancora non in commercio in Italia, ma da tempo utilizzati in altri Paesi, anche europei, per alleviare le sofferenze di malati affetti da Hiv, sclerosi multipla, tumore e altre gravi patologie".
"Dividere nettamente il consumo dallo spaccio, combattere le narcomafie, depenalizzare il consumo e togliere le sanzioni amministrative". Questo l'impegno del ministro Paolo Ferrero ribadito a margine del convegno.
Il ministro ha precisato che i quattro pilastri della strategia europea, cioe' cura e riabilitazione, prevenzione, riduzione del danno e lotta al traffico sono punti decisivi che anche l'Italia puo' adottare per andare in sintonia con l'Europa. Il governo -ha detto- e' al lavoro su vari aspetti della questione tossicodipendenze: prima cosa fra tutte, comunque, ha ribadito, e' "separare seccamente droghe leggere e droghe pesanti, perche' finora si e' fatta una gran confusione".
Per questo Ferrero ha detto che sta pensando ad un disegno di legge che punti alla modifica della legge Giovanardi-Fini sulle tossicodipendenze ma che, allo stesso tempo, introduca nuovi elementi rispetto alla precedente legge 309 Iervolino-Vassalli.
Il ministro Ferrero, conversando con i giornalisti, ha poi spiegato che il nuovo ddl dovrebbe avere come impostazione quelli che lui stesso ha definito: "i quattro pilastri: cioe', prevenzione, cura, riduzione del danno e lotta senza quartiere al narcotraffico".
Qualcuno avrebbe dovuto informare il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, che "oggi si celebra la giornata prevista dall' Onu per la lotta alla droga, non quella dei centri sociali per la liberalizzazione della droga". Lo dice il senatore di An Alfredo Mantovano.
"Peccato che il ministro della Solidarieta' sociale abbia dimesso l'intera struttura del Dipartimento antidroga- dice mantovano- se cosi' non avesse fatto, qualcuno lo avrebbe informato". Ferrero, continua, "individua come unica alternativa alla riforma varata dal centrodestra, che comunque va distrutta, la canna e il buco liberi, senza remore per i danni ai diretti interessati e ai terzi". Secondo il senatore, "cancellare perfino le sanzioni amministrative permettera' di guidare l'autobus delle linee urbane dopo essersi 'fatti', e chi se ne importa delle conseguenze". Conclude Mantovano: "Attendiamo che le sue proposte giungano in parlamento, dove prepareremo la dovuta accoglienza alla lobby degli spinelli, cosi' ben rappresentata al Governo oggi, nel giornata Onu della lotta alla droga".
'Messaggio diseducativo del ministro della Salute. Qui non e' solo in gioco il problema del quantitativo di droga ad uso personale, quanto una dannosa cultura permissivistica che viene propagata nei giovani dal Ministro della salute, attraverso un messaggio fortemente diseducativo. Il Ministro Turco, sbagliando, nel giorno sbagliato, danneggia le giovani generazioni offendendo la funzione educatrice delle famiglie, nel quotidiano impegno volto alla formazione dei giovani secondo sani principi". Lo dice il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi. "Ad ogni buon conto, eviti proclami e aggiramenti della legge attraverso atti amministrativi. Il ministro della Salute fa bene ad essere rispettosa del programma dell'Unione, ma farebbe ancora meglio a rispettare in primis la volonta' del Parlamento e delle sue leggi", conclude il parlamentare centrista.
Prima di assumere decisioni in materia di tossicodipendenza e' necessario che il governo si confronti in Parlamento. Lo chiede, in una dichiarazione all'Adnkronos, Carlo Giovanardi, tra gli artefici della legge attualmente in vigore, secondo il quale le affermazioni di oggi del ministro della Salute Livia Turco confermano gli "effetti negativi" dell'"azzeramento e della cancellazione del Dipartimento per la lotta alle droghe presso la presidenza del Consiglio", mentre per quanto riguarda il consumo della cannabis, si tratta di "un ulteriore aiuto alla menzognera campagna di certa sinistra per convincere i giovani che si possono tranquillamente usare droghe leggere senza alcun danno per la salute".
"Le parole della Turco confermano che l'azzeramento e la cancellazione del Dipartimento per la lotta alle droghe presso la presidenza del Consiglio da' i primi effetti negativi, con questa concorrenzialita' che e' sorta tra la Turco e il ministro Ferrero, che si ritengono ambedue titolari di competenze in materia di tossicodipendenze, tanto che la Turco annuncia che formera' una sua consulta".
"In questo quadro credo che sia responsabilita' del governo di venire in Parlamento e confrontarsi nelle commissioni competenti, non soltanto su proposte di modifiche legislative, ma anche su eventuali atti amministrativi che vengano assunti prima di un doveroso approfondimento degli effetti positivi che sta dando la legge in vigore".
"Per questo interverro' domani nella commissione Affari costituzionali dove e' in corso l'audizione del ministro dell'Interno Giuliano Amato, per conoscere qual e' l'orientamento dell'amministrazione dell'Interno, visto che le loro proposte al tempo dell'elaborazione della legge Fini-Giovanardi erano molto piu' severe e repressive di quelle che poi governo e Parlamento hanno elaborato.
"Per quanto riguarda il punto specifico della cannabis oggi affrontato dal ministro Turco elevare ulteriormente il limite non avra' nessun effetto pratico per discriminare fra consumo e spaccio, ma sara' soltanto un ulteriore aiuto alla menzognera campagna portata avanti da certa sinistra per convincere i giovani che si possono tranquillamente usare droghe leggere senza alcun danno per la salute".
"Dimostrano di non avere le idee chiare e di non tener conto dello spirito della legge Fini-Giovanardi" sulla droga. Giuseppe Gargani, responsabile giustizia di Forza Italia, boccia senza riserve la proposta avanzata dal ministro della Salute. "Mi pare che tutto derivi da un'ossessione di essere a tutti i costi protagonisti di vicende che avrebbero bisogno di ben altro buon senso ed equilibrio, dal momento che non riescono a governare il Paese".
"L'annuncio del ministro Livia Turco e' molto positivo. Non era e non e' giusto criminalizzare i consumatori di cannabis, con il rischio di perseguire (e magari sbattere in carcere qualcuno) per il possesso di qualche spinello. O comunque, sempre a causa di sette-otto spinelli, rischiare di subire perquisizioni all'alba, poi un processo, con la prospettiva delle assurde pene previste dalla norma voluta da Giovanardi e soci". Lo afferma in una nota Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani e componente della segreteria della Rosa nel Pugno. "Molto bene, quindi. Fatto questo, poi, occorrera' procedere in una piu' chiara direzione di marcia antiproibizionista, o almeno di riduzione del danno, anche sulle droghe pesanti: gli annunci del ministro Ferrero sono stati positivi e coraggiosi, e mi auguro che ci sia la volonta', dentro e fuori i confini della maggioranza, di sostenerli e supportarli".
"Prendiamo atto che il ministro dell'anti-Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, e quello dell'anti-Salute, Livia Turco, ribadiscono l'intenzione del governo di fare strame della legge Fini anti-droga (non anti-drogato) e anti-spaccio e di tornare ad una politica pro-droga (non pro-drogato) e pro-spaccio. Ed e' paradossale che cio' avvenga proprio in occasione della Giornata mondiale contro la droga. I cattolici dell'Unione, le Binetti, i Bobba, sono d'accordo con Ferrero e con la Turco?". Lo afferma Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito.
"Stando alle parole di Ferrero e della Turco l'esecutivo intende perseguire una politica che faccia ripiombare il nostro Paese nella pratica impossibilita' di punire gli spacciatori,in particolare quelli di cannabis. Una politica che riaffermi il principio secondo cui drogarsi e' lecito, e' legittimo, e' accettabile, e' un diritto di liberta', arrivando ad abolire perfino le sanzioni amministrative per l'uso personale, che diverrebbe cosi' completamente liberalizzato. Una politica che reintroduca la distinzione scientificamente infondata e socialmente nefasta tra droghe innocue e anzi buone, utili a ricrearsi e socializzare, che vanno addirittura legalizzate, e droghe pesanti, il danno delle quali va normalizzato, cronicizzato e non eliminato. Lo sa la Turco che hashish e marijuana sono causa di molti incidenti stradali? Lo sa che attualmente circola cannabis contenente un principio attivo altissimo, tra il 20 e il 22%, simile a quello contenuto, tanto per fare un esempio illuminante, nello spinello fumato da Ruggero Jucker prima di uccidere la fidanzata Alenya? Percio', che gli spinelli siano come un bicchier di vino -conclude Pedrizzi- e' solo una favola, e deleterio e' sottovalutarli e legittimarli: la societa' e lo Stato hanno il dovere di scoraggiarne l'uso, non di incentivarlo".
"La lotta al traffico di droga ed alla tossicodipendenza e' una battaglia di liberta'. Ogni cittadino che esce dalla dipendenza e' una persona che spezza le catene della schiavitu'. Il governo Berlusconi ed il centrodestra hanno dato un contributo determinante nell'azione antidroga. Oggi la sinistra, con proposte che puntano alla depenalizzazione e legate alla politica della riduzione del danno, finisce per contribuire alla creazione di una doppia dipendenza. Faccio mie le parole di Don Gelmini: curare la droga con la droga e come curare i malati di mente riaprendo i manicomi". Lo afferma Antonio Tajani, Presidente dei deputati europei di Forza Italia.
"Stravolgere tutto quello che e' stato fatto fino ad oggi dopo studi approfonditi nella passata legislatura e' la linea scelta evidentemente dal nuovo governo ed anche il ministro Livia Turco non si contraddice mandando un micidiale messaggio ai giovani quando afferma che bisogna elevare il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nello spaccio". Lo afferma Daniela Santanche', responsabile delle donne di Alleanza Nazionale.
"E' una decisione grave con il solito sistema a cui ci ha abituato questo governo dell'effetto annuncio'. Speriamo che anche questa volta in una materia cosi' delicata l'Esecutivo sapra' esprimere una posizione unitaria magari frutto di qualche riunione collegiale. E' chiedere troppo al professor di far sedere attorno a un tavolo i suoi ministri con competenze specifiche su questioni tanto delicate?".
"Il tema proposto quest'anno per la giornata mondiale della lotta alla droga promossa dall'Onu, 'Le droghe non sono un gioco da ragazzi', non poteva essere piu' attuale". A dirlo e' Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari sociali e responsabile nazionale del dipartimento di bioetica del partito.
"L'introduzione di 'nuove droghe', quelle chimiche, si e' sommata all'uso delle vecchie. L'uso combinato di sostanze chimiche con alcolici e psicofarmaci mina lo sviluppo fisico e mentale dei piu' giovani. Per questo motivo, i ragazzi vanno tutelati in maniera globale".
"Giornate come questa - conclude - sono indispensabili perche' mirano ad un'efficace campagna di informazione e prevenzione, specialmente nei piu' giovani".
"Stando alla legislazione europea l'Italia ha il diritto di fare le sue scelte in materia di droga, detto questo la politica dell'Ue e' volta a scoraggiare ogni forma di consumo e di ogni tipo di droga". Cosi' il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini a margine di una conferenza stampa in cui ha illustrato le strategie di Bruxelles sulla lotta alla droga.
"La mia posizione -a riguardo con riferimento alla proposta italiana del ministro Livia Turco sul consumo di droga- e' che la proposta e' preoccupante".
"Le dichiarazioni del ministro della salute Turco sulla detenzione e l'uso della cannabis, sulle cure palliative, sulla necessita' di risolvere attraverso provvedimenti amministrativi alcuni snodi della legge Fini-Giovanardi dimostrano la necessita' di un confronto parlamentare costruttivo per evitare da un lato speculazioni politiche di parte e dall'altro fughe in avanti su un tema che al contrario richiede la massima condivisione politica". Lo ha dichiarato Francesco Giro, deputato di Forza Italia e consigliere politico del coordinatore nazionale di FI. "Il rischio altrimenti e' quello di alimentare la solita polemica fra i partiti e gli opposti schieramenti senza risolvere un bel nulla mentre la diffusione delle tossicodipendenze e' ormai un'emergenza che dovra' essere affrontata con serieta', partendo dalla premessa -crediamo valida per tutti- che l'uso della droga e' una sconfitta, non un valore".
"Era ora. Finalmente si inizia ad uscire dal retaggio ideologico repressivo e proibizionista del precedente governo, anche in materia di droghe". Lo afferma Alessansdro Piagnatiello, della direzione del Pdci, commentando gli annunci del governo sulla nuova politica sulla droga.
"Solo un governo irresponsabile ed incapace come quello Berlusconi poteva partorire una legge sulle droghe, di quel tipo; decretando che le droghe sono indistintamente tutte uguali, che fanno tutte male, che fanno tutte male alla stessa maniera. Non importa cosa dicono i medici e gli esperti del settore. Non importa se si corre il rischio di criminalizzare diverse generazioni di italiani "normalissimi". Non importa se in questa maniera si farà una grande cortesia alla criminalità organizzata. Non importa se il proibizionismo più becero ha sempre e solo recato danni. Non importava nulla al vecchio governo, perché la filosofia di fondo era sempre la stessa: "me ne frego!".
"Stupefacenti. Popi sono oggi le affermazioni dell'Onorevole Giovanardi. Non solo continua a non capire che le droghe non sono tutte uguali, ma lamenta un non coinvolgimento del Parlamento. "Ma non è stato il governo Berlusconi e non accettare discussioni sul tema droghe, inserendo la legge nel "pacchetto olimpiadi Torino 2006?"
"E' indispensabile oggi, invece abrogare la legge Fini sulle droghe, e avviare politiche di riduzione del danno, partendo dalla legalizzazione delle droghe leggere, cosi' come avviene in molti paesi del mondo e con importantissimi risultati".
"Nel giorno della lotta alla droga, il ministro Turco annuncia che saranno aumentati i quantitativi di cannabis detenibile, mentre il ministro Ferrero chiede piu' droga libera per tutti. Complimenti, proprio un bell'inizio. Ormai siamo al di la' del bene e del male": lo afferma Isabella Bertolini, di Forza Italia.
"Tutto cio' fotografa lo squallore e la pericolosita' del governo Prodi. Tutto questo avra' conseguenze devastanti sui nostri giovani e sulla lotta all'uso di droghe. Questo sciagurato governo dell'Unione incoraggia il consumo di sostanze stupefacenti, aumenta le tasse, ha trasformato l'Italia in una terra di nessuno in balia degli sbarchi di migliaia clandestini. Questo esecutivo sta sfasciando l'Italia".
Arriva anche l'appoggio del ministro alle Politiche giovanili Giovanna Melandri. "Condivido la proposta della ministro Livia Turco, contenuta nel messaggio inviato al ministro Ferrero in occasione della giornata internazionale contro l'abuso ed il traffico illecito delle sostanze stupefacenti promossa dall'Onu, di mettere a punto un piano di prevenzione primaria e secondaria rivolto ai giovani che presentano iniziali comportamenti di consumo di sostanze stupefacenti". Il ministero per le Politiche giovanili e' pronto a partecipare "attivamente" al lavoro per la predisposizione di tale piano.
"Sono convinta che sia necessario opporre alla cultura repressiva della destra italiana, di cui la legge Fini-Giovanardi e' un manifesto, una cultura della prevenzione ed una strategia di accoglienza sociale per la persona e le famiglie che vivono il dramma della droga". E' intenzione di questo governo "archiviare la stagione dei proclami demagogici ed avviare una stagione di serie politiche per la lotta alla droga. Da questo punto di vista condivido l'intenzione di Livia Turco di elevare il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio, depenalizzando le condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici)". Livia Turco si sta muovendo, "in piena sintonia con quanto scritto nel programma dell'Unione, condiviso da tutte le forze politiche dell'attuale maggioranza". Il massimo impegno dello Stato, dice Meandri, "deve rivolgersi verso il contrasto e la repressione del traffico delle sostanze stupefacenti e verso lo smantellamento degli interessi criminali ad esso collegati".
"Gia' Ferrero e' dovuto venire una volta in Parlamento a scusarsi dicendo che parlava a titolo personale. Un governo non puo' essere una specie di ora di recreazione permanente durante la quale si sniffa qualcosa o ci si buca non lo so. Lo dico scherzando, ovviamente, ma i ministri Turco e Ferrero se hanno proposte da fare le facciano in Parlamento. Noi li aspetteremo con piede fermo". E' l'attacco che Maurizio Gasparri, di Alleanza nazionale, rivolge ai ministri della Salute e della Solidarieta' sociale per le dichiarazioni in cui hanno annunciato profonde riforme alla legge Fini-Giovanardi sulla droga che la rendono meno restrittiva nei confronti delle droghe leggere e del semplice consumo.
La reazione dell'ex ministro delle Comunicazioni e membro dell'Intergruppo parlamentare contro la droga e' nettissima e non certo diplomatica: "Sono affermazioni inaccettabili. Nel convegno di Ferrero si e' parlato ancora di stanze del buco, nonostante ci siano testimonianze agghiaccianti che arrivano ad esempio dall'Olanda". Senza contare che "in Italia un'ipotesi del genere confliggerebbe con molti articoli del codice penale". Insomma, "invece di fare annunci diseducativi, i signori del centrosinistra dovrebbero fare i conti con i numeri in Parlamento, numeri che non ci sono per modificare la Fini-Giovanardi. Noi rilanciamo i contenuti di quella legge", anche perche', conclude Gasparri, "quelle affermazioni non avranno seguito parlamentare".
"Trovo imbarazzante che nella giornata mondiale sulla lotta alla droga, due ministri del governo Prodi parlano di tutto tranne che della lotta alla droga". Lo afferma Giorgia Meloni (An), vicepresidente della Camera.
Meloni sottolinea che a fronte delle "dichiarazioni dei ministri Ferrero e Turco", "nessuno ci ha parlato di prevenzione e di recupero dei tossicodipendenti". "Nessuno in questo governo ha detto una parola su come si combatte la droga e questo è un messaggio devastante nei confronti delle giovani generazioni. Un messaggio permissivista che non si pone il problema di come combattere la cultura della droga tra i giovani".
"Quello del ministro Turco mi sembra un atto saggio e dovuto: e' ovvio a tutti che non e' criminalizzando il piccolo consumo che si vincera' la battaglia contro la droga- questo il commento del capogruppo Prc al Senato Giovanni Russo Spena all'annuncio che saranno innalzate con un atto amministrativo le tabelle sull'uso di cannabis- quanto alle scomposte reazioni dei membri dell'opposizione non mi stupisco. Hanno sempre puntato sulla repressione dei consumatori, che nessuno in Europa considera utile o efficace, per non parlare della loro validita' etica".
"E' una situazione sconcertante: ogni giorno gli esponenti del governo Prodi rilasciano dichiarazioni molto gravi ed inquietanti, facendo ben vedere a tutti gli italiani qual e' il vero volto della coalizione di centrosinistra. Oggi e' il turno del ministro Livia Turco che ha parlato di modifiche radicali alla legge Fini sulle droghe e della pillola abortiva, la famigerata Ru486. Evidentemente questo governo segue una linea politica estremista e di distruzione di tutto quello che e' stato fatto dal governo Berlusconi". E' quanto afferma Roberta Angelilli capo delegazione di An al Parlamento europeo.
"Ribadiamo per l'ennesima volta che la lotta alla droga non si fa con la 'riduzione del danno' o con la distinzione tra droghe 'pesanti' e 'leggere' -sottolinea- ma con una serie politica di prevenzione, una battaglia intransigente ad ogni ogni tipo di droga, con l'impegno e la determinazione per il recupero e il reinserimento dei tossicodipendenti. Questi sono i provvedimenti da attuare, di certo non l'elevare le quantita' personale di cannabis".
"Infine -dice ancora l'esponente di An- vorremmo ricordare al ministro Turco che la pillola abortiva ancora non ha ricevuto l'autorizzazione alla commercializzazione dell'Agenzia europea per i medicinali (Emea) e del suo comitato scientifico. Non si possono fare sconti sulla salute dei cittadini e, proprio per questo, le parole del ministro della Salute sono realmente preoccupanti".
"Pieno appoggio all'iniziativa annunciata dal ministro Turco". Lo afferma il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, segretario della commissione sanita'. "La legge Fini- Giovanardi e' sbagliata, repressiva, ingestibile e rischia soltanto di riempire le carceri gia' sature. E' intollerabile che migliaia di giovani rischino persino di finire in strutture detentive solo per aver fumato uno spinello. La normativa concepita da questa destra arrogante e' fuori dal mondo e dai nostri tempi. Adesso dopo questo primo passo annunciato dal ministro, sara' necessario intraprendere un nuovo percorso con un approccio culturale differente che consenta possibilita' di effettivo recupero per i consumatori di droghe pesanti. Questo sara' possibile solo se verra' rispettato cio' che e' scritto sul programma dell'Unione: abolire la legge Fini-Giovanardi".
Dopo le dichiarazioni sulla droga della Turco e di Ferrero AN, con Alfredo Mantovano, Altero Matteoli e Francesco Storace, presenta una mozione al Senato. "Anche sulla droga il governo ripropone lo schema adoperato in altri settori: non potendo contare su numeri certi, soprattutto al Senato, procede per forzature sul piano amministrativo. Si spiega cosi' perche', in occasione della giornata Onu per la lotta contro la droga, il ministro Livia Turco annunci per i derivati della cannabis l'elevazione nelle tabelle della quantita' di principio attivo; annuncio che si affianca a quello del ministro Paolo Ferrero di ripristinare la distinzione "droghe pesanti/ leggere" e di puntare alla liberalizzazione quanto meno dello spinello. E' evidente che la liberalizzazione si ottiene di fatto aumentando la quantita' di stupefacente la cui detenzione non fa imbattere in sanzioni penali. Poiche' il Parlamento ha approvato (da pochi mesi) la nuova legge sulla droga, deve essere il Parlamento a pronunciarsi su queste ipotesi di stravolgimento della sostanza di quella legge, che il Governo vuol far passare con semplici decreti ministeriali. Per questo, insieme col capogruppo di AN sen. Altero Matteoli e con l'ex ministro della salute sen. Francesco Storace, e a nome del Partito, ho presentato una mozione che impegni l'Esecutivo al rispetto formale e sostanziale delle disposizioni di legge in materia di droga, evitando loro aggiramenti per via amministrativa. La relativa discussione, nell'Aula del Senato, sara' l'occasione per comprendere fino in fondo le reali intenzioni del Governo e il grado di consenso che su questi temi il Governo ha in Parlamento".
Fiorella Ceccacci Rubino di Forza Italia considera irresponsabile la proposta della Turco. "Come esponenti politici" - dice la deputata - "dobbiamo avere l'obbligo morale di invitare tutte le forze politiche e sociali ad aprire su questo tema una discussione senza pregiudizi avendo ben chiaro perche' il benessere della persona tossicodipendente e' la priorita' da perseguire senza dare segni di cedimento verso una qualche tolleranza sull'uso delle droghe e nella lotta alle organizzazioni che ci speculano. Invece sia la controversa proposta di istituire apposite "stanze del buco", avanzata a titolo personale dal ministro Paolo Ferrero, che l'attuale proposta di ridefinire i quantitativi massimi di cannabis detenibili, del Ministro della Sanita' Livia Turco vanno pericolosamente in quella direzione. Si tratterebbero entrambi di scelte subdole di legalizzazione delle droghe. In sintesi sarebbero la sconfitta dello Stato".
''Con le dichiarazioni di oggi, il ministro della salute Livia Turco dimostra di avere un atteggiamento pragmatico in merito all'uso di sostanze come hashish e marijuana, uso che coinvolge milioni di persone in Italia e in Europa''. Cosi' Rita Bernardini, tesoriere dei Radicali Italiani, commenta le dichiarazioni del ministro Turco.
''Il ministro afferma cosi' una cultura di governo del problema che, purtroppo, non appartiene al centrodestra che quando era al governo ci ha regalato la legge Giovanardi-Fini, una legge menzognera e inefficace che contro ogni evidenza scientifica mette sullo stesso piano sostanze come la marijuana e droghe pericolose come eroina e cocaina, diffondendo messaggi insidiosi e diseducativi perche' palesemente falsi''.
''Da radicale, con i miei compagni, e con i nostri processi, ho la fierezza di aver reso possibile una giurisprudenza che sempre di piu' considera 'impossibile' il reato di chi detiene pochi grammi di hashish o coltiva qualche piantina di marijuana'', conclude l'esponente dei Radicali Italiani.
"Siamo fortemente preoccupati per come il governo sta affrontando le questioni riguardanti le politiche giovanili. Senza entrare nel merito del progetto del ministro Turco, non possiamo che prendere atto che l'unica proposta rivolta ai giovani finora emersa riguarda l'innalzamento del quantitativo massimo detenibile di sostanze stupefacenti". Lo afferma in una una nota il segretario Nazionale dei Giovani dell'Udc, Domenico Barbuto. Fin qui, non una parola e' stata detta sul mondo del lavoro, sulle pensioni, sull'universita', sullo sport e la cultura. Ci chiediamo se questa questione sia davvero una priorita', o sia solo un modo per strumentalizzare un problema sociale, in maniera demagogica".
Una nuova consulta per le tossicodipendenze e' "la sede istituzionale opportuna per avviare un confronto con il piu' ampio ed eterogeneo numero di soggetti impegnati nell'ambito delle droghe". Lo ha affermato Lucio Babolin, presidente del Coordinamento nazionale comunita' di Accoglienza, intervenuto all'incontro promosso dal ministro Ferrero in tema di droghe. "Non serve il conflitto, il sistema ha bisogno di un impegno condiviso", ha detto Babolin chiedendo a tutti "pragmatismo, approccio scientifico, capacita' di innovazione e vero interesse per le persone tossicodipendenti". Per il presidente del Cnca i punti maggiormente critici riguardano "il sistema dei servizi, l'aggravamento della situazione degli eroinomani, la diffusione del consumo di sostanze anfetaminiche, il sommerso dei consumatori e dipendenti da cocaina, la situazione disastrosa dei tossicodipendenti in carcere".
"Siamo non solo addolorati, ma costernati che l'on. Livia Turco, nella giornata internazionale contro la droga, abbia promesso di elevare con atto amministrativo il quantitativo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all'arresto e al carcere". Lo ha dichiarato don Oreste Benzi, presidente della Comunita' Papa Giovanni XXIII che attualmente gestisce in Italia e all'estero 36 comunita' terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti con circa 600 giovani in terapia, a proposito delle dichiarazioni del ministro della Salute.
"In altre parole in questo giorno, mentre si e' impegnati a diminuire e ad eliminare l'uso delle droghe, l'onorevole ministro si e' impegnata ad aiutare lo spaccio sulle droghe. Cio' e' orribile. Perche', onorevole ministro, prima di prendere inique decisioni sulla droga non chiama a confronto noi che da decine di anni siamo impegnati nella salvezza dei giovani liberandoli dalla droga? Perche' non ascolta le madri disperate che hanno figli tossicodipendenti o i cui figli sono morti a causa della droga? Perche' non ascolta coloro che scientificamente dimostrano che il tetraidrocannabinolo e' micidiale? Perche' non si confronta con chi le puo' dimostrare che con l'uso delle droghe si ferma lo sviluppo della persona degli adolescenti la cui personalita' muore prima ancora di nascere?".
"Onorevole ministro le chiediamo a nome di chi e' impegnato seriamente con i tossicodipendenti un incontro con lei, almeno per ascoltare il nostro parere. Ci salvi dalla devastazione dei nostri giovani, perche' cio' che lei propone e' devastante".
"Le proposte e le idee del ministro Turco non possono essere neppure lontanamente prese in considerazione: faremo di tutto per evitare che in Lombardia riescano ad attecchire". Lo afferma Viviana Beccalossi di An commentando la posizione del ministro della Salute, Livia Turco, che ha annunciato oggi di voler elevare il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio.
"Per cio' che mi riguarda vale il principio da sempre enunciato da Alleanza Nazionale: la droga non e' mai leggera, la droga e' droga. An oggi come ieri condanna in maniera chiara ed inequivocabile la cultura dello sballo, una moda suicida che, come dimostrano i dati concreti e non le chiacchiere della sinistra tocca purtroppo tragicamente da vicino migliaia di nostri giovani e le loro famiglie. Nella lotta alla droga, con la legge approvata dal Governo di centrodestra e fortemente voluta dal presidente Fini prosegue Beccalossi si e' impressa una svolta totale mettendo in atto il principio della tolleranza zero. Sono piu' che mai convinta che per combattere questa piaga bisogna puntare decisi su tre aspetti: prevenzione, recupero e repressione. In ogni caso - conclude - se qualcuno ha in mente di sperimentare le stanze della morte in Lombardia se lo tolga di mente perche' da noi trovera' sempre le porte sbarrate".
"Da un ministro della Salute ci saremmo aspettati che, nella giornata contro la droga, parlasse di comunita', di interventi a sostegno del recupero e no di consentire alle persone di avere piu' cannabis in tasca: e' inaudito anche per chi, come me, e' laico e non e' propenso alla sola repressione come forma di lotta a questo grave male". Lo afferma Antonio Gentile, senatore di Forza Italia. "Purtroppo questi atteggiamenti denotano voglia di protagonismo, provincialismo, tentativo di strumentalizzare quegli stessi giovani che, poi, vengono lasciati morire con l'ago nel braccio per le strade delle perfierie". Se la Cannabis e' diversa dall'eroina, conclude il senatore di Forza Italia, cio' "non vuol dire che non sia una droga e che non sia pericolosa. Ma la Turco, evidentemente, tutto questo non lo sa".
"La proposta del ministro Livia Turco sulla possibilità di aumentare il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all'arresto e al carcere mi pare una proposta ragionevole e seria". Lo afferma Nello Formisano, portavoce parlamentare di Italia dei Valori, secondo il quale "la cosiddetta legge Fini ha riproposto quella che un tempo era stata cancellata con un referendum, cioè la modica quantità, quando si sa che non è con questo metodo che si combatte il sistema e il mercato legato alla droga, ma semmai si colpisce solo la microcriminalità e i piccoli consumatori".
"Non possiamo condannare il consumo ed è proprio per questo che la proposta del ministro Turco è seria, perché accompagnata anche da un piano di rieducazione ed informazione per prevenire il consumo".
"Nel campo della lotta alla droga i ministri Livia Turco e Paolo Ferrero ripropongono esperienze gia' fallite in Olanda, Svizzera ed Inghilterra: dalla riesumazione della fallita politica della 'riduzione del danno' alla sperimentazione delle 'stanze del buco'. Sono dichiarazioni agghiaccianti che fanno emergere chiaramente la leggerezza e l'incompetenza con le quali il Governo Prodi affronta temi cosi' delicati". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Raffaele Zanon secondo il quale "proporre l'allestimento di camere per la somministrazione controllata di eroina equivale a trasformare lo Stato in spacciatore".
"Alleanza Nazionale si battera' contro qualsiasi proposta di sperimentazione nel Veneto. Vorrei proprio capire dai ministri del centrosinistra presso quali clan malavitosi dovrebbero rivolgersi le strutture pubbliche per procurarsi la droga da somministrare in modo controllato".
"Questa insensata proposta dimostra come non si voglia affrontare il problema della tossicodipendenza con i soli metodi possibili per sconfiggerla: prevenzione della diffusione delle sostanze e cura presso le comunita' terapeutiche. A questo deve essere affiancata una seria e capillare informazione del cittadino su un suo diritto fondamentale: quello di essere affrancato da qualsiasi forma di dipendenza".
Questa la dichiarazione di Donatella Poretti, deputata Rosa nel Pugno e membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati: "L'aumento delle quantita' massime consentite per l'uso personale di cannabis annunciato oggi dal ministro della Salute Livia Turco e' un piccolo passo nella giusta direzione. Se il ministro realizzera' questo suo impegno in tempi brevi, potrebbe salvare dalla tragedia del carcere molti giovani (e sono tanti, tantissimi) che fanno uso ricreativo di questa sostanza innocua.
Al ministro Turco un appello affinche' tenga duro nei suoi propositi e faccia immediatamente cio' che ha annunciato. Per far questo tenga sempre presente l'obiettivo ed il mandato che derivano dal suo incarico: tutelare la salute. Non si faccia intimidire dalle numerose chiamate alle armi da parte di falsi cattolici affamati di potere, che continuano ad appellarsi ai "cattolici" di sinistra per contrastare tutto cio' che vedono come istigazione a peccare. E per questo chiedono a gran voce le pene dell'inferno -ovvero del carcere italiano- per un terzo degli studenti universitari napoletani e meta' delle ragazzine sedicenni bolognesi che, secondo recenti ricerche, fanno uso di sostanze "peccaminose".
Per ogni passo, se pur piccolo, nella direzione della riduzione del danno e dell'abbandono di una politica proibizionista che fa strage di vite umane, il ministro Turco trovera' in me, anche in quanto membra della commissione Affari Sociali, un'alleata determinata e leale".
"Condivido pienamente le parole del ministro Turco, particolarmente importanti perche' pronunciate alla vigilia dell'audizione del ministro in Commissione Affari sociali della Camera, che si terra' domani". Lo ha affermato il deputato dei Verdi e componente della Commissione Affari sociali Tommaso Pellegrino. L'esponente dei Verdi si dice convinto che "questo governo vorra' imprimere una svolta rispetto alla politica inutilmente punitiva e proibizionista adottata dal centrodestra nella precedente legislatura". "Occorre tenere sempre ben presente la prevenzione e l'aspetto terapeutico della questione. Diciamo no a ogni politica punitiva, bisogna pensare a come aiutare i tossicodipendenti", ha concluso Pellegrino.
"Bisogna dire basta alla tipica superficialita' della sinistra sullo spinello, considerato meno pericoloso della cocaina: ai nostri ragazzi va spiegato che ogni droga e' pericolosa". Lo dichiarano il capogruppo di AN in Regione Lombardia Roberto Alboni e il Presidente della Commissione regionale Sanita' Pietro Macconi in relazione al dibattito in corso a Milano nella giornata contro la droga.
"L'approccio secondo cui lo spinello fa meno male delle altre droghe sintetiche e' sbagliato perche' rischia di dare il via ad una sorta di permissivismo deleterio per la lotta alla diffusione degli stupefacenti fra i giovani. Le istituzioni hanno il dovere di lanciare l'allarme contro tutte le droghe, tutte senza distinzioni, comprese hashish e marijuana. Troppe volte siamo testimoni di una diffusa faciloneria che da' scarsa importanza al consumo di spinelli, ma quante volte abbiamo dovuto constatare che e' stato quello il primo passo verso stupefacenti piu' pesanti e dannosi per la salute? E' un'idea che si lega alla strategia dell'illusoria riduzione del danno come le 'stanze del buco', contro cui AN dira' sempre no".
"La legge presentata da Alleanza Nazionale e approvata in Parlamento nella scorsa aveva proprio lo spirito di far capire che ogni droga e' pericolosa e deve essere combattuta. E' questo il messaggio giusto che deve essere diffuso specialmente fra i giovani. Altrimenti, e' inutile presentare leggi in cui si chiede un Garante regionale per l'infanzia che garantisca e tuteli i diritti di bambini e adolescenti lombardi presso le Istituzioni".
"Ma e' una posizione che non stupisce perche' appartiene all'imbarazzante agenda politica della sinistra, in cui sono contemplati Pacs, unioni lesbiche e omosessuali, fecondazione assistita, manipolazione genetica, difesa della contraccezione e dell'aborto: l'Unione la presenta come esempio di progressismo e grande apertura moderna, ma che non tiene in alcun la salute dei nostri ragazzi".
"Il ministro Paolo Ferrero ha manifestato l'intenzione di abrogare la legge Fini-Giovanardi, innovando rispetto al quadro legislativo precedente". Lo afferma Giuseppe Bortone, responsabile per le politiche sulle tossicodipendenze della Cgil.
"Ci sembra che si comincia a percorrere la strada indicata da anni da molti operatori del settore in particolare dai raggruppamenti che si sono battuti contro l'approccio repressivo del governo Berlusconi".
Il giudizio positivo espresso da Bortone e' inoltre rafforzato dall'intenzione espressa dal ministro Livia Turco di "elevare, con atto amministrativo, il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella reato di spaccio".
"La Cgil si auspica che si proceda verso una politica rinnovata e riformatrice in questo settore e ribadisce la necessita' di rilanciare i servizi che operano nel settore".
"I ministri Ferrero e Turco hanno cominciato bene il loro lavoro. Ora servono tempi brevi per la nuova legge sulle tossicodipendenze". Lo afferma Vittorio Agnoletto, presidente della Lila ed eurodeputato della Sinistra unitaria europea, che accoglie positivamente le parole dei ministri Ferrero e Turco in occasione della Giornata mondiale della lotta alla droga promossa dall'Onu. In particolare Agnoletto commenta con favore la volonta' di elevare il limite di quantita' di cannabis detenibile che, sottolinea, "si prospetta come un intervento urgente per evitare il carcere e le sanzioni amministrative a migliaia di ragazzi, colpevoli solo di aver fumato qualche spinello". Per Agnoletto "l'obiettivo deve essere quello di separare sempre di piu' il consumo dal grande spaccio. Proprio per questo ora e' importante che i tempi per la nuova legge in materia di droghe siano il piu' possibile brevi e includano veramente i quattro pilastri citati anche da Ferrero: prevenzione, cura, riduzione del danno, riabilitazione".
Agnoletto, inoltre, secondo il quale la proposta avanzata da Livia Turco di rendere disponibile il principio attivo della canapa per scopi terapeutici, "e' in linea con quanto proposto dal Parlamento europeo", consiglia al commissario europeo Franco Frattini di "rileggersi la risoluzione dell'assemblea di Strasburgo sulla strategia antidroga dell'Ue, che chiede esplicitamente di rendere disponibili programmi di riduzione del danno (per prevenire il diffondersi dell'HIV e di altre malattie trasmissibili attraverso il sangue) tra coloro che fanno uso di stupefacenti; e che prevede in modo incontestabile una analisi della canapa indiana e dei suoi vari derivati leciti e illeciti, anche al fine di valutarne gli effetti e le potenzialita' terapeutiche".
"In occasione della giornata della droga e' chiaro che tutti quanti noi auspichiamo una maggiore consapevolezza sul piano della prevenzione, per venire incontro ai bisogni di formazione e di informazione dei giovani, tenendo conto che, oggi, le prime esperienze di consumo di droga si fanno gia' verso gli 11 o 12 anni". Lo afferma la senatrice dell'Ulivo Paola Binetti che spiega: "Serve che tutti gli adulti impegnati con i ragazzi, siano essi genitori, insegnanti, animatori di attivita' sportive, sociali o ricreative, con competenza, creativita' e dominio dei nuovi linguaggi attivino un'azione capillare, intensa, continuativa e intelligentemente capace di motivare i giovani priva, quindi, di accenti moralistici che potrebbero suscitare spirito di contraddizione e desiderio di trasgressione. Per quanto riguarda la proposta del ministro Turco relativamente a un aumento del quantitativo massimo di cannabis detenibile desideriamo che resti sempre molto chiaro la differenza tra consumatori e spacciatori, coerentemente con i dati forniti dalla Organizzazione mondiale della Sanita' e dall'Onu. È chiaro che nessuno di noi vuole contribuire a un ulteriore aumento del numero delle persone in carcere per motivi di droga. Ma non v'e' dubbio che piu' aumenta il livello di consumo di droga e maggiore e' il rischio di convertirsi in spacciatori".
''Nel campo delle dipendenze e' ormai consolidato il concetto che, nel nostro paese, sono le Regioni o le Province Autonome che hanno il compito della programmazione e dell'organizzazione dei servizi nel campo delle dipendenze. Tutte le Regioni sono concordi sul fatto che l'autonomia di programmazione degli interventi e di gestione delle risorse e' un principio irrinunciabile e, a livello nazionale e con le Amministrazioni centrali dello Stato, devono essere garantiti tavoli permanenti di concertazione per concordare le scelte strategiche. e utilizzare le scarse risorse che comunque esistono e vanno gestite al meglio. Va ridiscusso seriamente l'utilizzo di queste risorse centralizzate, derivanti dalla legislazione sulla droga e alcol, con la finalita' di decentrarle quanto piu' possibile presso le Regioni per poterle utilizzare al meglio''. Lo ha detto oggi Antonio De Poli, Assessore alle dipendenze della Regione Veneto e responsabile della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, rivolgendosi al Ministro Ferrero, in occasione della giornata mondiale della lotta alla droga.
De Poli ha sottolineato anche il ruolo degli operatori delle tossicodipendenze del sistema pubblico ma anche del privato sociale accreditato, sottolineando che ''fanno parte integrante dei vari sistemi regionali e che quindi i rapporti istituzionali con le Amministrazioni Centrali devono essere sempre attraverso le Regioni, competenti per territorio e funzioni''.
"La nuova uscita del ministro Turco fa temere un nuovo arretramento nella politica del governo contro le droghe". Con queste parole il deputato di An Luca Bellotti esprime la propria condanna per l'intenzione del ministro della Salute di elevare con atto amministrativo i limiti consentiti per la detenzione di cannabis. "La dichiarazione del ministro Turco va criticata sia per il metodo sia per il merito. Esprimersi in tal modo proprio nella Giornata mondiale di lotta alla droga e' un doloroso paradosso. Invece di dimostrare l'intenzione di combattere le sostanze psicotrope in ogni loro forma e grado, si cerca di aprire la strada ad un permissivismo che rappresenta uno schiaffo per tutti gli operatori che, da don Pierino Gelmini a Cuccioli, sono i veri eroi coraggiosi della lotta alle dipendenze e che si sono sempre schierati contro l'utilizzo di droghe leggere. Qualche tempo fa gia' si e' dimostrato collo smantellamento repentino del dipartimento anti-droga presso la presidenza del Consiglio e con le dichiarazioni di apertura del ministro per la solidarieta' sociale Ferrero che una vera e propria lotta contro la droga non e' nelle priorita' di questo governo. L'utilizzo di un atto amministrativo per elevare la tolleranza della detenzione di droga e' un atto che, seppur legittimo dal punto di vista procedurale, non vuole confrontarsi col Parlamento, rappresentante dei cittadini. È l'ennesimo segno di arroganza di questo governo debole che assume decisioni irresponsabili credendosi auto-referenziato e che, per questa ragione, ignora, soprattutto su temi etici, qualsiasi idea che non sia la sua, temendo probabilmente un confronto. Un'altra riaffermazione della liberta' di drogarsi".
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