Italia. Ucciso a Milano il direttore Asl carceri
Si chiamava Dario Foa', 58 anni, originario di Napoli, collaboratore del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) e responsabile dell'Area Penale Tossicodipendenze e Carceri dell'Asl di Milano, l'uomo trovato ucciso stamattina nel comune di Mediglia, nell'hinterland di Milano. La vittima e' stata identificata dalla moglie che era in trasferta per lavoro e solo nel tardo pomeriggio e' riuscita a tornare in citta'.Foa', molto conosciuto non solo in citta', impegnatissimo sul fronte delle iniziative a favore dei tossicodipendenti in carcere e dei detenuti in generale, sarebbe stato ucciso con un colpo alla testa. L'omicida quasi sicuramente ha usato un grosso sasso.
"Era un uomo straordinario, che ha aiutato molti giovani a combattere il dramma della tossicodipendenza", lo ricorda cosi' Sebastiano Ardita, responsabile della direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. "L'ho voluto io a Roma perche', vista la sua esperienza, collaborasse con noi al progetto 'Dap prima', per riprodurre a livello nazionale l'esperienza milanese sulle misure alternative al carcere per i tossicodipendenti".
Quanto messo a punto dal medico dell'Area Penale Tossicodipendenze e Carceri dell'Asl di Milano viene infatti soprannominato "modello Foa'", grazie al quale su circa 400 tossicodipendenti esaminati ogni anno dal Servizio Sert Asl della citta' che funziona nei locali del tribunale, 100 di loro vengono poi inseriti in comunita' terapeutiche. "Chiunque abbia commesso questo delitto ha interrotto la speranza di tanti giovani che volevano essere salvati dalla droga", conclude Ardita.
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