Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Ucoii: abbiamo sbagliato sull'inserzione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L' Ucoii riconosce che c' e' stato un "errore di comunicazione" sull' inserzione pubblicata su alcuni quotidiani in cui si paragonavano gli attacchi israeliani in Libano alle stragi naziste, ma parla di "interpretazioni strumentali" e chiede al ministro dell' Interno, Giuliano Amato, di non essere emarginata. Questi i risultati della riunione del Consiglio di amministrazione dell' Ucoii, che si e' riunito in una casa privata nella provincia bolognese dopo aver depistato i giornalisti indicando nella moschea in via Pallavicini di Bologna il luogo della riunione.
Il Cda "e' stato unanime nel riconoscere che l' errore in cui sono incorsi gli estensori del testo riguarda solo la forma della comunicazione che si e' potuta prestare ad interpretazioni malevoli e strumentali del tutto estranee al reale significato che si era voluto esplicitare". Nell' inserzione contestata, sostiene l' Ucoii, "non vi era alcuna intenzione di equiparare quantitativamente i tragici avvenimenti della seconda guerra mondiale con quanto stava accadendo in Libano e Palestina occupata in quei giorni, ma solo far rimarcare all' opinione pubblica la similitudine tra alcuni episodi per quanto riguardava l' uso assolutamente sproporzionato della forza da parte del governo israeliano". Ma qualcuno, aggiunge, ha voluto approfittare di questo errore di comunicazione "per danneggiare la nostra comunita' religiosa nel suo insieme, danneggiando la sua piu' reale e operante organizzazione".
Quanto alla Consulta per l' Islam italiano, per il Cda dell' Ucoii e' "uno strumento utile, seppur insufficiente, per portare avanti un progetto di piena e responsabile inserzione dei musulmani. Aver accettato di farne parte, nonostante i limiti di rappresentativita' che essa denota - sottolinea - e' stato un segno di buona volonta' e di responsabilita' che non ha trovato talvolta riscontro nel comportamento oggettivamente ostile di altri componenti, che non hanno mai smesso di esprimerci atteggiamenti polemici, nella speranza che un nostro isolamento in questo contesto, potesse trasformarsi in una maggiore legittimazione che la loro consistenza sociale e culturale non avrebbe mai consentito".
In merito alla Carta dei valori proposta da Amato, il consiglio di amministrazione dell' Unione "ne ha accettato il principio riservandosi di approfondire la materia nella prossima riunione e, a questo proposito, il presidente ha sollecitato proposte e documenti".
La nota dell' Ucoii si chiude con un appello al ministro dell' Interno. "Siamo tutti impegnati da sempre - ricorda - a fare della nostra comunita' un insieme di donne e di uomini operosi e leali nei confronti del paese e delle sue intenzioni, spesso supplendo con poveri mezzi, ma con un grande slancio morale, alle carenze che lo Stato ha evidenziato in questi anni di convulsa imprevista immigrazione. L' emarginazione dell' Ucoii dal circuito istituzionale - avverte - si tradurrebbe inevitabilmente in una ghettizzazione di una parte importante dell' islam italiano, sviluppando una tendenza alla chiusura e al sospetto verso l' esterno e disperdendo quel capitale di pedagogia del dialogo e della relazione con l'altro che abbiamo sempre messo tra i primi scopi del nostro lavoro. Sarebbe triste, ingiusto e dannoso".
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