Italia. Udine la candidata per la prima banca dei tessuti
Il Centro interdipartimentale di medicina rigenerativa (Cime) dell'Universita' di Udine si candida a diventare la prima 'Banca dei tessuti' in Friuli-Venezia Giulia, un'attivita' che sempre piu' spesso serve a compensare la scarsita' di organi per i trapianti.
L'offerta e' giunta dal presidente del Cime, Carlo Alberto Beltrami, il quale da tempo si occupa dello studio delle cellule staminali al fine di riparare tessuti e organi danneggiati. Beltrami ha auspicato che la Regione Friuli-Venezia Giulia possa finanziare le attivita' del Cime, consentendo l'utilizzo di cellule coltivate in vitro per la produzione di sostituti funzionali di organi e lo sviluppo di apparecchiature per il trattamento di patologie acute terminali o da utilizzare in attesa di un organo compatibile. Attualmente - ha precisato Beltrami - la Regione investe fondi in varie strutture extra-regionali, tra cui la Banca di epatociti di Ferrara, con cui lavora la clinica Chirurgica del Policlinico di Udine.
L'offerta e' giunta dal presidente del Cime, Carlo Alberto Beltrami, il quale da tempo si occupa dello studio delle cellule staminali al fine di riparare tessuti e organi danneggiati. Beltrami ha auspicato che la Regione Friuli-Venezia Giulia possa finanziare le attivita' del Cime, consentendo l'utilizzo di cellule coltivate in vitro per la produzione di sostituti funzionali di organi e lo sviluppo di apparecchiature per il trattamento di patologie acute terminali o da utilizzare in attesa di un organo compatibile. Attualmente - ha precisato Beltrami - la Regione investe fondi in varie strutture extra-regionali, tra cui la Banca di epatociti di Ferrara, con cui lavora la clinica Chirurgica del Policlinico di Udine.
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