Italia. Udine. Medici: cresciuto del 30% utilizzo di "nuove droghe"
E' cresciuto del 30% in provincia di Udine l' utilizzo delle cosiddette 'nuove droghe' a base di erbe dagli effetti rinvigorenti, energizzanti, stimolanti, mischiate a medicine tradizionali: lo rende noto oggi, in un comunicato, l' Ordine dei Medici friulani, sulla base di una rilevazione compiuta negli scorsi mesi.'Sempre piu' frequentemente -spiega il presidente Luigi Conte- riscontriamo effetti collaterali dovuti all' utilizzo contemporaneo di sostanze di erboristeria e di farmaci prescritti dai medici'. Tra i rischi dell' utilizzo di questi 'mix' vi e' soprattutto la compromissione della funzionalita' renale. 'La gente non considera la possibile interferenza di questi preparati con i farmaci abitualmente assunti. Siamo di fronte a pericolosi vuoti di controllo che si creano nell' ambito del cosiddetto benessere: una riprova e' la tendenza a voler togliere dal controllo ministeriale e dal controllo dei medici certi settori di 'cura'. Ne approfittano ciarlatani e personaggi dediti alla cosiddetta medicina alternativa e alle pratiche alternative'. Dalle rilevazioni dell' Ordine, inoltre, emerge che nove pazienti su dieci non comunicano al proprio medico curante l' assunzione di queste sostanze. 'I rischi sono altissimi per questo e' un dovere del cittadino informare il medico su tutte le medicine naturali che assume'.
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