Italia. Ue accellera su pattugliamenti e governo vara nuove misure
Disegni di legge e modifiche normative, confronti con i Paesi di origine e transito dei clandestini, maggiore coinvolgimento dell'Europa, pattugliamenti congiunti e monitoraggio dei centri di permanenza temporanea: il piano di lungo periodo elaborato dal governo punta a far fronte nell'immediato all'emergenza-sbarchi di questi giorni e, in prospettiva, a gestire in modo piu' efficace il fenomeno dell'immigrazione, con l'obiettivo di arginare le tragedie del mare e promuovere un armonico processo di integrazione degli immigrati regolari.
L'Italia punta molto sul coinvolgimento di altri Paesi nelle operazioni di monitoraggio del Canale di Sicilia. A questo proposito, apprende l'ADNKRONOS, l'Unione Europea avrebbe individuato le modalita' operative necessarie per anticipare gia' alle prossime settimane, entro il mese di agosto, l'avvio delle attivita' di monitoraggio congiunto dell'area del Mediterraneo centrale previste dal progetto 'Jason 1'.
All'operazione, prevista originariamente per il prossimo mese di ottobre, prenderanno parte inizialmente equipaggi italiani, greci e maltesi, mentre in un secondo momento dovrebbero aggiungersi anche Germania, Francia e Spagna. Nei giorni scorsi era stato il Commissario europeo Franco Frattini a prefigurare, in una lettera di risposta al ministro dell'Interno Giuliano Amato sul tema del coinvolgimento dell'Unione Europea nel contrasto dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo, la possibilita' di anticipare i pattugliamenti previsti nel programma 'Jason 1'.
Un altro elemento fondamentale per la gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina e' considerato lo stretto rapporto con i Paesi di origine del flusso di migranti per la facilitazione delle operazioni di rimpatrio. Proprio oggi il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha ricevuto l'ambasciatore del Marocco Tajeddine Baddou. Il responsabile del Viminale ha sollecitato la collaborazione delle autorita' di Rabat per quanto riguarda i rimpatri degli immigrati clandestini di nazionalita' marocchina. A partire dal 2005, infatti, gli afflussi di migranti illegali dal Marocco hanno fatto registrare un forte incremento, passando dai 471 del 2004 ai 3.624 del 2005, fino ai 3.825 del 2006.
Il governo e' attivo anche sul fronte delle misure legislative in materia di soggiorno e cittadinanza degli immigrati regolari. Il 28 luglio scorso il governo ha recepito con un decreto la direttiva Ue che consente agli immigrati di ottenere la Carta di soggiorno dopo cinque anni di permanenza nel nostro Paese. La misura sara' contenuta in un Ddl dell'esecutivo che potrebbe approdare in Consiglio dei ministri gia' venerdi' e comunque prima della pausa estiva.
In una fase successiva sara' poi approfondita la discussione sul tema della cittadinanza e relativo diritto di voto per gli immigrati regolari, per poi passare infine all'esame delle possibili modifiche da apportare alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Nelle prossime settimane riprenderanno le visite presso i centri di permanenza temporanea della commissione del Viminale istituita dal ministro dell'Interno Giuliano Amato e presieduta da Staffan de Mistura, direttore del Centro alti studi delle Nazioni Unite. La commissione, riunitasi per la prima volta il 6 luglio scorso, ha gia' effettuato un sopralluogo per verificare la situazione a Lampedusa (dove gli sbarchi, pur aumentati rispetto al mese di luglio del 2005, presenterebbero comunque una percentuale di incremento inferiore rispetto agli anni precedenti) e, il 21 e 22 luglio, ha visitato il centro di Sant'Anna di Isola Caporizzuto, nel crotonese. Le prossime visite della commissione sono in programma nei centri per immigrati situati in Puglia.
Piu' in generale, il governo punta a sensibilizzare maggiormente l'Unione europea su un problema che non puo' essere affrontato con le strategie dei singoli Paesi Ue piu' esposti al flusso di arrivi dall'Africa, ma che necessita invece di un approccio complessivo da parte della Ue. L'obiettivo e' quello di accrescere la consapevolezza del problema anche nei Paesi dell'Europa settentrionale che non costituiscono le mete di afflusso immediato dei clandestini come invece accade agli Stati che si affacciano sul Mediterraneo. In prospettiva, di importanza "decisiva" per giungere ad un approccio condiviso della questione migranti viene considerata la Conferenza congiunta Ue-Unione Africana, in programma agli inizi del prossimo anno.
Sul tema dell'immigrazione si svolgera' dopodomani alla Farnesina un vertice tra Italia e Libia. Tra i temi principali della riunione, anche la vicenda della realizzazione della strada costiera libica che Gheddafi avrebbe richiesto all'Italia per chiudere definitivamente il capitolo del passato coloniale italiano.
(Adnkronos)
L'Italia punta molto sul coinvolgimento di altri Paesi nelle operazioni di monitoraggio del Canale di Sicilia. A questo proposito, apprende l'ADNKRONOS, l'Unione Europea avrebbe individuato le modalita' operative necessarie per anticipare gia' alle prossime settimane, entro il mese di agosto, l'avvio delle attivita' di monitoraggio congiunto dell'area del Mediterraneo centrale previste dal progetto 'Jason 1'.
All'operazione, prevista originariamente per il prossimo mese di ottobre, prenderanno parte inizialmente equipaggi italiani, greci e maltesi, mentre in un secondo momento dovrebbero aggiungersi anche Germania, Francia e Spagna. Nei giorni scorsi era stato il Commissario europeo Franco Frattini a prefigurare, in una lettera di risposta al ministro dell'Interno Giuliano Amato sul tema del coinvolgimento dell'Unione Europea nel contrasto dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo, la possibilita' di anticipare i pattugliamenti previsti nel programma 'Jason 1'.
Un altro elemento fondamentale per la gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina e' considerato lo stretto rapporto con i Paesi di origine del flusso di migranti per la facilitazione delle operazioni di rimpatrio. Proprio oggi il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha ricevuto l'ambasciatore del Marocco Tajeddine Baddou. Il responsabile del Viminale ha sollecitato la collaborazione delle autorita' di Rabat per quanto riguarda i rimpatri degli immigrati clandestini di nazionalita' marocchina. A partire dal 2005, infatti, gli afflussi di migranti illegali dal Marocco hanno fatto registrare un forte incremento, passando dai 471 del 2004 ai 3.624 del 2005, fino ai 3.825 del 2006.
Il governo e' attivo anche sul fronte delle misure legislative in materia di soggiorno e cittadinanza degli immigrati regolari. Il 28 luglio scorso il governo ha recepito con un decreto la direttiva Ue che consente agli immigrati di ottenere la Carta di soggiorno dopo cinque anni di permanenza nel nostro Paese. La misura sara' contenuta in un Ddl dell'esecutivo che potrebbe approdare in Consiglio dei ministri gia' venerdi' e comunque prima della pausa estiva.
In una fase successiva sara' poi approfondita la discussione sul tema della cittadinanza e relativo diritto di voto per gli immigrati regolari, per poi passare infine all'esame delle possibili modifiche da apportare alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Nelle prossime settimane riprenderanno le visite presso i centri di permanenza temporanea della commissione del Viminale istituita dal ministro dell'Interno Giuliano Amato e presieduta da Staffan de Mistura, direttore del Centro alti studi delle Nazioni Unite. La commissione, riunitasi per la prima volta il 6 luglio scorso, ha gia' effettuato un sopralluogo per verificare la situazione a Lampedusa (dove gli sbarchi, pur aumentati rispetto al mese di luglio del 2005, presenterebbero comunque una percentuale di incremento inferiore rispetto agli anni precedenti) e, il 21 e 22 luglio, ha visitato il centro di Sant'Anna di Isola Caporizzuto, nel crotonese. Le prossime visite della commissione sono in programma nei centri per immigrati situati in Puglia.
Piu' in generale, il governo punta a sensibilizzare maggiormente l'Unione europea su un problema che non puo' essere affrontato con le strategie dei singoli Paesi Ue piu' esposti al flusso di arrivi dall'Africa, ma che necessita invece di un approccio complessivo da parte della Ue. L'obiettivo e' quello di accrescere la consapevolezza del problema anche nei Paesi dell'Europa settentrionale che non costituiscono le mete di afflusso immediato dei clandestini come invece accade agli Stati che si affacciano sul Mediterraneo. In prospettiva, di importanza "decisiva" per giungere ad un approccio condiviso della questione migranti viene considerata la Conferenza congiunta Ue-Unione Africana, in programma agli inizi del prossimo anno.
Sul tema dell'immigrazione si svolgera' dopodomani alla Farnesina un vertice tra Italia e Libia. Tra i temi principali della riunione, anche la vicenda della realizzazione della strada costiera libica che Gheddafi avrebbe richiesto all'Italia per chiudere definitivamente il capitolo del passato coloniale italiano.
(Adnkronos)
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