Italia. Uil: trovare sistema di ingressi piu' realistico e flessibile
Regolare in maniera piu' realistica il sistema degli ingressi nel nostro paese, contrastando l'immigrazione clandestina attraverso 'forme piu' flessibili di accompagnamento all'ingresso'. E' la proposta emersa durante il convegno di Uil e Uilm sui temi dell'immigrazione, che ha visto partecipare il segretario confederale della Uil, responsabile per le politiche dell'Immigrazione, Guglielmo Loy, il professore Massimo Teodori, Ariel Hassan della Uilm e il prefetto Angela Pria, direttore centrale dell'immigrazione e della polizia di frontiera. 'Negli ultimi anni - ha sottolineato Loy - e' stata fatta la scelta politica di concentrare gli sforzi per contrastare l'immigrazione clandestina, ma il risultato e' stato esattamente l'opposto: rendendo piu' difficoltosa l'immigrazione regolare si e' di fatto incentivata quella irregolare. Uno dei nodi per la futura legge sull'immigrazione sara' rivedere il criterio dei flussi d'accesso, collegando piu' razionalmente la questione del lavoro (ci sono aree in cui senza immigrazione le aziende chiuderebbero) e quella degli ingressi'. Mentre non andrebbero modificate, secondo Loy, 'le attuali norme che ancorano la possibilita' di ingresso a un lavoro nel nostro paese'. Dal canto suo, Hassan ha ricordato la legge Turco-Napolitano, il cui 'principale fallimento e' stato quello della stabilizzazione della popolazione straniera', e la Bossi-Fini, 'che ha avuto il risultato contrario a quello che voleva ottenere', pur non essendo 'cosi' radicale quanto la retorica (di destra e di sinistra) potrebbe far pensare'. La regolamentazione degli ingressi, secondo Hassan, dovrebbe far posto oltre che a considerazioni meramente economiche e di fabbisogno lavorativo, anche alla questione 'dell'adesione all'identita' nazionale'. Per questo 'affinche' l'immigrato diventi cittadino italiano sono necessari alcuni criteri che garantiscano la fedelta' allo stato italiano', come 'la conoscenza della lingua, della cultura, della storia, dell'educazione civica italiana, e la condivisione dei valori'. Nei processi di integrazione, hanno sottolineato i relatori, devono avere un ruolo chiave gli stessi sindacati, considerando che se gli stranieri residenti sono il 4,5 per cento della popolazione, gli occupati stranieri sul totale degli occupati sono il 10,5 per cento. Un mondo del lavoro in cui la presenza straniera si fa sempre piu' massiccia: 'La conoscenza della lingua - ha sottolineato Hassan - deve essere oggetto di maggiore attenzione nel contratto collettivo metalmeccanico', e 'Uil e Uilm devono impegnarsi per la parita' dei diritti degli immigrati nei luoghi di lavoro e della loro accoglienza al di fuori dell'ambito lavorativo in senso stretto'.
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