Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Gli ultimi slanci del Governo in materie di droghe

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Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi che ha la delega in materia di lotta alle tossicodipendenze, si e' detto disponibile a incontrare il prossimo 29 settembre i rappresentanti del Cartello 'Non incarcerate il nostro crescere', per trattare con loro le tematiche della conferenza nazionale sulle tossicodipendenze che si terra' a Palermo dal 5 al 7 dicembre. Lo ha reso noto il direttore del Dipartimento antidroga, Raffaele Lombardo, nel corso di un convegno organizzato dal cartello di associazioni.
Il ministro, ha riferito Lombardo, si e' detto "totalmente disponibile" a un confronto con gli operatori, in vista della conferenza che, secondo Giovanardi, deve essere un "evento condiviso". Quello del 29 settembre -ha detto il capo dipartimento riferendo le parole del ministro- sara' un "confronto il piu' schietto possibile".
Il Cartello aveva inviato una lettera pochi giorni fa a Giovanardi, nella quale le associazioni chiedevano una serie di garanzie in merito all'organizzazione e allo svolgimento della conferenza nazionale. Tra le altre cose gli operatori chiedono che la conferenza sia numericamente significativa, prevedendo la presenza di almeno 1.500 operatori; che nel percorso preparatorio e nello svolgimento della conferenza siano rappresentate tutte le voci del sistema; che ci sia la presenza delle regioni, visti i poteri e le funzioni che esse ricoprono in materia di droghe; e anche la rappresentanza politica presente alla conferenza sia il piu' allargata possibile, in modo da rappresentare tutte le posizioni sul tema della droga; che cio' che emergera' dalla conferenza diventi un vero impegno da parte del mondo politico; infine, condizione ineludibile e' il blocco dell'iter di esame in Parlamento della proposta di legge Fini e di eventuali altri provvedimenti in materia di droga.
"Su quest'ultimo punto -come ha sottolineato Riccardo De Facci, responsabile nazionale Cnca Tossicodipendeze- gli operatori devono pero' purtroppo sottolineare come nella riunione della Consulta che si e' tenuta a luglio, il ministro ha affermato di voler sondare la possibilita' di un decreto Giovanardi che secondo il Cartello rischia di recuperare le parti piu' discusse del pdl Fini". Si tratta, secondo quanto riferisce De Facci, della riproposizione di tabelle rigide di definizione della differenza tra consumo e spaccio; del rilancio di un ruolo del privato sociale che diventerebbe competitore del servizio pubblico; dell'innalzamento a sei anni di carcere della soglia al di sotto della quale un tossicodipendente puo' accedere alle pene alternative, attualmente fissato a quattro anni.
A non vuol sentire parlare di "progetti del governo in materia di droga" e' Livia Turco, responsabile welfare dei Ds: "quando sento questi annunci mi viene una infinita tristezza".
"A fine legislatura la cosa piu' grave non e' l'orrida proposta di legge Fini. Cio' che mi scandalizza e' che il governo ha fatto una politica di totale abbandono delle comunita' e dei Sert, e' la riduzione del personale, e' la mancanza di fondi". "Loro che erano contro il metadone ora hanno lasciato che la terapia farmacologica diventasse l'unico intervento consentito, perche' gli psicologi costano troppo". "Il fondo per le politiche sociali e' stato dimezzato, il fondo antidroga e' sparito. Cosa ci vogliono venire a raccontare? a fine legislatura si ricordano della Conferenza nazionale? Abbiano un sussulto di dignita' almeno di fronte alle sofferenze della droga. Ascoltino gli operatori". Quello che va fatto, secondo Livia Turco, e' "rilanciare il problema degli investimenti sul sociale e sul sanitario". E, aggiunge rivolgendosi anche al centrosinistra, "bisogna sciogliere i nodi della depenalizzazione dell'uso delle droghe, della dipendenza in carcere e delle nuove sostanze".
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