Italia. Umberto Cecchi per la ricerca
In un articolo scritto per il Quotidiano Nazionale, Umberto Cecchi, l'ex direttore de La Nazione, propone una riflessione sulla ricerca scientifica a partire dalla donazione degli organi.
" In un giorno solo otto bambini sono stati sottoposti a trapianto di organi, e ben due hanno ottenuto un cuore nuovo. Un record, dicono gli uomini delle sale operatorie. Altri, meno scientifici, parlano di un miracolo. E secondo me il miracolo e' da vedere solo nel fatto che si siano trovati tanti donatori, in una nazione come la nostra dove l'idea della donazione di organi e' ancora arretrata. Non tanto per una sorta assurda di possesso che dura post mortem, quanto per un senso di sacralita' del corpo che i credenti hanno ritenuto per anni dovesse presentarsi integro al giudizio. E che i non credenti hanno sempre considerato come il contenitore fisico della loro razionalita'. Come una sorta di tomba per la ragione". (.)
"Ecco perche' credo che nessun progresso scientifico debba essere fermato. Che nessuna scoperta possa venir cancellata dallo sterile dibattito di eternamente scandalizzati individui sani. La clonazione di organi, cosi' aborrita da tanti benpensanti, e' l'unica soluzione, in molti casi, per salvare migliaia di vite umane. Vite di bambini che inspiegabilmente erano nati solo per morire: una realta', questa, che mi confonde, perche' gli uomini di fede mi ripetono sempre che la vita e' fatta per vivere, non per morire. E allora? E allora cominciamo con il dare piu' soldi e piu' fiducia alla ricerca, che nel nostro Paese e' quasi inesistente. Teniamoci in casa scienziati e chirurghi che in realta' sono costretti ad emigrare. Abbiamo piu' rispetto per chi scopre fonti di vita e le coltiva nel proprio laboratorio. E' vero: l'eternita' e' uno sciocco sogno dell'uomo, ma un conto e' il delirio di vivere per sempre, un conto e' vincere la morte in un bambino di cinque anni, che chissa' come mai era nato per morire e non per vivere."
" In un giorno solo otto bambini sono stati sottoposti a trapianto di organi, e ben due hanno ottenuto un cuore nuovo. Un record, dicono gli uomini delle sale operatorie. Altri, meno scientifici, parlano di un miracolo. E secondo me il miracolo e' da vedere solo nel fatto che si siano trovati tanti donatori, in una nazione come la nostra dove l'idea della donazione di organi e' ancora arretrata. Non tanto per una sorta assurda di possesso che dura post mortem, quanto per un senso di sacralita' del corpo che i credenti hanno ritenuto per anni dovesse presentarsi integro al giudizio. E che i non credenti hanno sempre considerato come il contenitore fisico della loro razionalita'. Come una sorta di tomba per la ragione". (.)
"Ecco perche' credo che nessun progresso scientifico debba essere fermato. Che nessuna scoperta possa venir cancellata dallo sterile dibattito di eternamente scandalizzati individui sani. La clonazione di organi, cosi' aborrita da tanti benpensanti, e' l'unica soluzione, in molti casi, per salvare migliaia di vite umane. Vite di bambini che inspiegabilmente erano nati solo per morire: una realta', questa, che mi confonde, perche' gli uomini di fede mi ripetono sempre che la vita e' fatta per vivere, non per morire. E allora? E allora cominciamo con il dare piu' soldi e piu' fiducia alla ricerca, che nel nostro Paese e' quasi inesistente. Teniamoci in casa scienziati e chirurghi che in realta' sono costretti ad emigrare. Abbiamo piu' rispetto per chi scopre fonti di vita e le coltiva nel proprio laboratorio. E' vero: l'eternita' e' uno sciocco sogno dell'uomo, ma un conto e' il delirio di vivere per sempre, un conto e' vincere la morte in un bambino di cinque anni, che chissa' come mai era nato per morire e non per vivere."
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