Italia. Umbria. Dibattito sulle tossicodipendenze in Consiglio
La discussione della legge regionale 'Accesso ai trattamenti terapeutici per i cittadini consumatori di sostanze psicoattive o in stato di dipendenza', che in due soli articoli stabilisce che la diagnosi preventiva per decidere l'avvio alle comunita' di recupero venga affidata esclusivamente ai servizi pubblici delle aziende sanitarie, escludendo da questo compito i servizi privati, ha aperto i lavori del consiglio dell'Umbria, regione che vede 25 vite umane stroncate dalla droga lo scorso anno. La legge che si propone di favorire l'inclusione sociale e il recupero psicofisico, nel rispetto della dignita', dei soggetti che fanno uso di stupefacenti, stabilisce -e' detto in una nota- che le persone sottoposte a sanzioni, per consumo di sostanze illegali, potranno accedere al servizio, solo in caso di necessita'. Presentando il disegno di legge predisposto dalla Giunta, il relatore di maggioranza Gianluca Rossi (DS), ha detto 'che la normativa e' in linea e in piena armonia con le scelte che l'Umbria ha fin qui fatto nel trattamento delle tossicodipendenze, sempre mirate a perseguire una elevata integrazione socio-sanitaria e il reinserimento sociale dei soggetti coinvolti'. Rossi ha ricordato come la Regione Umbria, il 5 maggio 2006, assieme a Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, ha promosso un ricorso di legittimita' costituzionale contro la legge 49 del 2006, che affida anche ai privati il riconoscimento dello stato di tossicodipendenza e il conseguente avvio dei pazienti alle comunita' terapeutiche.Il ricorso su una materia a competenza concorrente fra Stato e Regioni, ha ricordato Gianluca Rossi, verte su tre punti chiave: la tutela della salute dei cittadini e' riconosciuta solo al servizio pubblico, con il privato che puo' avere solo funzioni di supporto, ma non essere alternativo; l'estensione ai privati che per la legge contestata possono agire in pien! a autono mia, fa si' che 'le Regioni potrebbero trovarsi a sostenere la spesa di prestazioni decise da altri in parallelo con il servizio pubblico e senza alcun filtro preventivo'; la certificazione delle tossicodipendenze deve avere carattere pubblico, soprattutto quando il suo esito puo' comportare sospensioni di pena e affidamento in prova al servizio sociale'. La Commissione regionale ha effettuato una audizione pubblica, organizzata per ascoltare le opinioni degli operatori; l'atto e' stato licenziato con tre voti favorevoli di maggioranza (Rossi, Masci, Ronca) e con l'astensione di Girolamini (Sdi), mentre hanno votato conto i due consiglieri del Polo, Mantovani e Tracchegiani. Per Massimo Mantovani (An) relatore di minoranza, la normativa umbra si pone in aperto contrasto con quella statale (legge 49/2006) che fissa una sostanziale parita' nella assistenza dei tossicodipendenti fra il pubblico (le Regioni) e il privato (le strutture appositamente autorizzate). Dopo aver ricordato di aver inutilmente chiesto in Commissione il rinvio dell'esame della legge per 'inopportunita'', in attesa dell'esito del ricorso alla Corte costituzionale, Mantovani ha definito l'iniziativa della Giunta, 'l'ennesimo atto di furia ideologica e demagogica nei confronti dei privati e della libera scelta dei cittadini'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti