Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Umbria. Zaffini (An): subito commissione speciale contro la droga

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'Il piu' alto numero di morti per overdose, il piu' alto numero di reati connessi allo spaccio di droga dietro cui si nascondono le lunghe mani della criminalita' organizzata. Questo il ritratto dell'Umbria, che ci piaccia o no, anche se le istituzioni fanno finta di non vedere. Per questo torniamo a chiedere l'istituzione di una commissione speciale d'indagine sul fenomeno delle tossicodipendenze che disponga atti legislativi e regolamentari finalizzati a contrastare questa profonda ferita sociale'. Cosi' Franco Zaffini, consigliere regionale di Alleanza Nazionale - Pdl ha portato all'attenzione del Consiglio regionale una proposta di legge che chiama la politica 'a fare i conti con una situazione davvero divenuta insostenibile'. 'Il totale fallimento delle misure per lo piu' ideologiche adottate dall'amministrazione - sostiene il capogruppo di An-Pdl - impone una presa di coscienza e la proposta di nuove e piu' efficaci soluzioni. Tutto quello che si e' saputo fare nella nostra regione e' stata la terapia con metadone e narcan e affidare l'organizzazione dei percorsi di recupero esclusivamente ai Ser.T i cui fallimentari risultati sono sotto gli occhi di tutti'. Secondo Zaffini 'i servizi per le tossicodipendenze raramente risultano adeguati allo scopo, gli stessi protocolli terapeutici risultano inefficaci e i Ser.T diventano spesso luoghi di spaccio legalizzato nei cui pressi pusher senza scrupoli approfittano delle drammatiche condizioni degli utenti. In Umbria - prosegue l'esponente del centrodestra - sono state escluse le comunita' nell'ambito di soluzioni di recupero: infatti, grazie ad una legge votata in Consiglio nel 2007, solo i Ser.T possono rilasciare la certificazione dello stato di tossicodipendenza, ma nulla si fa per offrire ai giovani una proposta di vita credibile. Curare solo con il metadone, droga di stato legalizzata, un disagio che non e' una malattia, senza offrire un supporto per riappropriarsi della propria esistenza, equivale ad un vero e proprio abbandono verso una cronicizzazione del fenomeno che sempre di piu' termina in un overdose'. 'Potremmo gridare allo scandalo dell'indifferenza della politica, alla vergogna per un primato tanto triste - conclude Zaffini- ma non sono solo i numeri, pur drammatici, che ci preoccupano, a preoccupare e' il mondo che si nasconde dietro quei numeri, un mondo di cui le statistiche e le cronache non raccontano: trentotto morti l'anno sono la punta di un iceberg fatto di vite che si trascinano, di giovani diventati veri e propri zombie di citta', sempre piu' preda di spacciatori e malavitosi. Per quei ragazzi e' obbligatorio che le istituzioni si impegnino, per offrire i mezzi e le possibilita' di ridare un senso all'esistenza'.    
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