Italia. Unicef/Caritas: sono 500mila i bambini stranieri
I minori immigrati all'inizio del 2005 sono circa mezzo milione. Per la precisione, 491 mila. In questo conteggio, vanno a finire anche i 29 mila nuovi ingressi di minori per motivi familiari e altri 48 mila nuovi nati in Italia. I bambini stranieri, rispetto ala popolazione di complessiva di immigrati, rappresentano il 17,6%. A scattare la fotografia e' il rapporto Unicef/Caritas presentato questa mattina all'incontro "Uscire dall'invisibilita'. La condizione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera".
Le regioni con una maggiore incidenza sono quelle del Nord/Ovest (ad eccezione della Liguaria) e Nord/Est (ad eccezione del Friuli Venezia Giulia), con percentuali superiori alla media nazionale, che si attestano intorno al 19%, raggiungendo punte del 21% nel Veneto e del 20% dell'Emilia Romagna. Nel Centro Italia i valori piu' bassi spettano al Lazio con il 10,9%, mentre sono elevati i valori delle Marche (oltre il 21%): l'incidenza piu' elevata in Italia dopo il Veneto. Rispetto al quadro complessivo, in generale la presenza di bambini stranieri nel Meridione e' piu' bassa: fanno eccezione Abruzzo, Puglia e Sicilia.
Come emerso nel corso del convegno il quadro complessivo dell'integrazione di bambini e adolescenti stranieri rispetto a sanita', scuola e ricongiungimenti familiari, risulta disomogeneo e, pertanto, come ribadito negli interventi dei tanti esperti presenti, difficilmente valutabile nel suo complesso.
Cresce la presenza di studenti stranieri nella scuola secondaria superiore, con una marcata tendenza verso gli istituti tecnici professionali: saranno 100 mila il prossimo anno e di questi 80 mila iscritti nei tecnici e professionali.
Nell'anno scolastico 2005-2006 sono stati quasi 430.000 gli alunni stranieri, una percentuale che si avvicina al 5% sul totale della popolazione scolastica, e l'anno prossimo sfioreranno quota 500.000. Erano poco piu' di 50.000 nell'anno scolastico '95-'96, ma l'aumento e' significativo anche rispetto a un anno fa: sono aumentati di circa 70.000 unita'.
Se la piu' elevata consistenza di alunni stranieri - 40% - resta nella scuola primaria, sta aumentando la loro presenza nelle superiori. "Tanti adolescenti -ha spiegato Vinicio Ongini dell'ufficio per l'integrazione degli alunni stranieri del ministero dell'Istruzione- sono arrivati ad anno scolastico gia' avviato in virtu' dei ricongiungimenti familiari, ma con una scarsa conoscenza della lingua italiana. L'impatto con la scuola e' stato difficile e questo e' senz'altro uno dei nodi da sciogliere nel prossimo futuro".
Un'altra criticita', secondo Ongini, e' rappresentata dall'aumento delle classi ad altissima presenza di alunni stranieri. "Si profila il pericolo di creare classi o addirittura scuole degli immigrati, di serie B, una sorta di ghetto" ha osservato aggiungendo che la presenza di studenti immigrati sul territorio e' a macchia di leopardo raggiungendo picchi piu' alti nel centro-nord (12% circa a Milano, ad esempio) e percentuali decisamente minime al Sud (1%).
Le regioni con una maggiore incidenza sono quelle del Nord/Ovest (ad eccezione della Liguaria) e Nord/Est (ad eccezione del Friuli Venezia Giulia), con percentuali superiori alla media nazionale, che si attestano intorno al 19%, raggiungendo punte del 21% nel Veneto e del 20% dell'Emilia Romagna. Nel Centro Italia i valori piu' bassi spettano al Lazio con il 10,9%, mentre sono elevati i valori delle Marche (oltre il 21%): l'incidenza piu' elevata in Italia dopo il Veneto. Rispetto al quadro complessivo, in generale la presenza di bambini stranieri nel Meridione e' piu' bassa: fanno eccezione Abruzzo, Puglia e Sicilia.
Come emerso nel corso del convegno il quadro complessivo dell'integrazione di bambini e adolescenti stranieri rispetto a sanita', scuola e ricongiungimenti familiari, risulta disomogeneo e, pertanto, come ribadito negli interventi dei tanti esperti presenti, difficilmente valutabile nel suo complesso.
Cresce la presenza di studenti stranieri nella scuola secondaria superiore, con una marcata tendenza verso gli istituti tecnici professionali: saranno 100 mila il prossimo anno e di questi 80 mila iscritti nei tecnici e professionali.
Nell'anno scolastico 2005-2006 sono stati quasi 430.000 gli alunni stranieri, una percentuale che si avvicina al 5% sul totale della popolazione scolastica, e l'anno prossimo sfioreranno quota 500.000. Erano poco piu' di 50.000 nell'anno scolastico '95-'96, ma l'aumento e' significativo anche rispetto a un anno fa: sono aumentati di circa 70.000 unita'.
Se la piu' elevata consistenza di alunni stranieri - 40% - resta nella scuola primaria, sta aumentando la loro presenza nelle superiori. "Tanti adolescenti -ha spiegato Vinicio Ongini dell'ufficio per l'integrazione degli alunni stranieri del ministero dell'Istruzione- sono arrivati ad anno scolastico gia' avviato in virtu' dei ricongiungimenti familiari, ma con una scarsa conoscenza della lingua italiana. L'impatto con la scuola e' stato difficile e questo e' senz'altro uno dei nodi da sciogliere nel prossimo futuro".
Un'altra criticita', secondo Ongini, e' rappresentata dall'aumento delle classi ad altissima presenza di alunni stranieri. "Si profila il pericolo di creare classi o addirittura scuole degli immigrati, di serie B, una sorta di ghetto" ha osservato aggiungendo che la presenza di studenti immigrati sul territorio e' a macchia di leopardo raggiungendo picchi piu' alti nel centro-nord (12% circa a Milano, ad esempio) e percentuali decisamente minime al Sud (1%).
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