Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Vanity Fair, nomi noti che parlano della coca

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"Ho smesso un anno e nove mesi fa e la mia vita e' completamente cambiata. Ma prima ho dovuto toccare il fondo". A parlare e' Jason Kay, la voce della band inglese dei Jamiroquai, noto in un recente passato anche per l'abuso di cocaina. Kay e la modella Linda Evangelista si confessano in due interviste che usciranno domani su Vanity Fair.
"Mi sono strafatto -racconta Jason Kay- sempre illudendomi di non essere un tossico. Finche' un giorno mi sono accorto che lo ero. Se non riesci ad ammettere questo non smetterai mai". Il cantante dice di esserne uscito da solo: "Non sono andato in clinica perche' con me non avrebbe funzionato. Invece ho preso Olly, un mio caro amico, e gli ho detto: licenziati, ti assumo io. Ci siamo chiusi nella mia casa di campagna e da quel giorno non ho piu' toccato cocaina. Ho smesso e basta. Abbiamo iniziato a mangiare bene, correre, dormire. Sembrano cose normali, ma per uno che, come me, passava anche quattro giorni interi senza chiudere occhio, sniffando cocaina, bevendo vodka e andando in giro in macchina senza una meta, e' stato difficile". E aggiunge: "Per me la droga e' un'industria. E verso la cocaina in particolare l'atteggiamento e' molto benevolo. La verita' e' che se sei un tipo timido e cominci a farti di coca, ti sembra di vivere una favola: parli con tutti e ti ritrovi pieno di 'amici'. Quella polverina fa sentire tutti fratelli. Ma non sono le persone che ti sono amiche, e' la coca che ti e' amica".
Diversa l'esperienza di Linda Evangelista, che a Vanity Fair racconta: "La prima volta che ho visto la cocaina e' stata a Milano. Era l'84 ed ero venuta per il mio primo lavoro da modella in Italia. Ero giovane e ingenua e neanche sapevo che cosa fosse quella polvere bianca. Mi spaventai perche' a noi modelle la offrivano con una certa insistenza. Durante quella mia prima estate accadde qualcosa di terribile. Avevo conosciuto un uomo, Francesco (D'Alessio, ndr) durante un servizio fotografico. Pochi giorni dopo, quel ragazzo fu ucciso da una modella americana, Terry Broome. Io ero li', la frequentavo proprio in quel periodo. Era chiaro che quella morte aveva a che fare con la cocaina: mi terrorizzai a tal punto che decisi che non avrei mai avuto a che fare con quella droga, e forse e' stato questo a salvarmi". Ma come ha fatto a evitarla per tanti anni? "Se vedono che sei determinata nel rifiutare ti lasciano stare".
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