Italia. Vasco si, Vasco no… chi c'e' cascato
L'intervento di Vasco Rossi pubblicato oggi dal Quotidiano Nazionale ha suscitato una serie di interventi e di prese di posizione, riproducendo un déjà-vu di nomi e argomentazioni -c'e' anche qualche new entry-, pro e contro, che riportiamo in asettico ordine cronologico, cosi' come battute dalle agenzie di stampa.
"Bene ha fatto Vasco Rossi ad esporre quella maglietta 'legalizza la marijuana' e a porre l'accento sulla necessaria differenziazione delle varie sostanze stupefacenti". Lo ha dichiarato Alessandro Pignatiello, responsabile nazionale della Fgci e membro della direzione del Pdci.
"Lui -ha aggiunto Pignatiello- si' che ne sa molto di piu' del mondo giovanile che dei tanti urlatori moralisti che non vogliono differenziare le varie sostanze stupefacenti. Sentire affermare che 'la canna' e' il mezzo attraverso il quale si finisce nel tunnel della tossicodipendenza, come ha fatto don Gelmini - non solo e' falso, come dimostrano ricerche scientifiche sulla non dipendenza dell'uso di marijuana e suoi derivati come hascisc, ma significa anche non voler affrontare il problema che attanaglia realmente tanti giovani e tante famiglie. E poi, sarebbe come affermare che chi beve un bicchiere di vino e' all'inizio del suo percorso di alcolista".
"La logica del proibizionismo -ha concluso l'esponente del Pdci-, la criminalizzazione, l'incapacita' di distinguere una droga dall'altra, vanno solo a vantaggio dei trafficanti. E' necessaria, al contrario, un'opera di prevenzione ed educazione rivolta ai consumatori, affinche' sappiano i rischi che corrono. Chi non riconosce la validita' della politiche di riduzione del danno, come il Governo Berlusconi, che vorrebbe mettere in carcere chi si fuma uno spinello, si trova sullo stesso piano di chi, ancora oggi, nonostante le prove scientifiche, afferma che non e' la terra a girare attorno al sole, ma il contrario".
La Rai, ma anche Mediaset e le altre tv commerciali "tolgano spazio e visibilita' a Vasco Rossi e a tutti i personaggi pubblici notoriamente favorevoli alla droga libera". L'appello per una censura televisiva arriva dal senatore di Alleanza Nazionale Michele Bonatesta, che chiede alle tv italiane "assumersi le proprie responsabilita' e non fare il gioco dei cattivi maestri".
A Vasco Rossi Bonatesta consiglia quindi di "pensare a cantare e di astenersi dal fare il tuttologo sulla pelle dei nostri ragazzi. E smetterla di propugnare la distinzione scientificamente falsa e socialmente perniciosa tra droghe buone e droghe cattive". Perche', sottolinea, "se e' vero che non tutti quelli che si fanno le canne arrivano a bucarsi, e' altrettanto vero che tutti quelli che si bucano sono partiti facendosi le canne, perche' la droga e' una, e' figlia della medesima cultura e i motivi per i quali se ne fa uso sono sempre gli stessi". Si tratta, sostiene Bonatesta, "di un percorso unitario che una volta iniziato e' difficile da interrompere, anche per motivazioni scientifiche, perche' e' stato dimostrato -conclude- che il consumo della cannabis agisce da grimaldello sulla serratura del cervello che apre la porta all'uso dell'eroina".
I giovani comunisti criticano le dichiarazioni dell'esponente di An Bonatesta e lo accusano di "inaudita censura" nei confronti di Vasco Rossi o altri personaggi pubblici definiti da Bonatesta "falsi profeti". "La via della repressione proposta dal Governo e da altri ambienti e' tanto miope quanto ipocrita" afferma in un comunicato Alessandro Pignatiello, responsabile nazionale della Fgci e membro della direzione del Pdci, secondo il quale "il vero problema non e' quello di chi si fa una canna ma di chi dovrebbe investire in prevenzione e informazione". "Se posizioni come quelle espresse dal cantante Vasco Rossi possono essere considerate come reato di istigazione all' uso di droghe -si chiede Pignatiello- di cosa dovrebbe essere accusato il governo Berlusconi che non vuole risolvere il problema e si oppone a una vera riforma, che si muova in direzione opposta alle inutili logiche repressive adottate finora? Forse di tentata strage?".
"Vasco Rossi ha ragione, ha il coraggio di dire quello che la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica pensa ma che per ipocrisia si continua a negare, cioe' che bisogna separare il mercato e i consumatori delle droghe leggere da quelli delle droghe pesanti e sintetiche". A dirlo e' l'on. Paolo Cento, dei Verdi, per il quale percio' "bisogna legalizzare la marijuana sperimentando in Italia quello che gia' viene fatto nei coffee shop olandesi". "La cosa inaccettabile -conclude Cento- e' che la destra in Parlamento continua a porre il veto a qualsiasi discussione seria e non ideologica su questo argomento".
"Hashish e marijuana hanno effetti estremamente dannosi per la salute psicofisica delle persone, come dimostra in maniera chiara e inequivocabile un'amplissima letteratura medico-scientifica che Vasco Rossi e i suoi sodali politici, prima di aprire bocca e dare fiato, farebbero bene a studiare": lo afferma il sen. Riccardo Pedrizzi, della direzione nazionale di An.
Il responsabile di An per le politiche della famiglia elenca quelli che, sostiene, sono i danni provocati dal tetraidrocannabinolo, il principio attivo contenuto nella cannabis: blocca lo sviluppo del cervello, intacca la funzione respiratoria, modifica la pressione arteriosa, altera la funzione riproduttiva, abbassa le difese immunitarie, manda in tilt le difese antitumore. Non solo: secondo Pedrizzi, hashish e marijuana hanno "effetti devastanti e irreversibili" sulla mente e sulla personalita' di chi ne fa uso, provocando delirio, allucinazioni e crisi di panico. Infine, Pedrizzi cita la "grande somiglianza" dal punto di vista biochimico tra il principio attivo della cannabis e l'eroina, e questo, secondo l'esponente di An, conferma che i derivati della canapa sono la porta d'ingresso dell' eroina. "Queste cose non le diciamo noi -afferma- ma istituzioni come l'Organizzazione mondiale della sanita', l'Accademia francese delle scienze", oltre ai maggiori esperti mondiali del settore.
Sulla vicenda di Vasco Rossi "la coalizione Gelmini-Bonatesta si e' espressa al suo massimo" e Vasco, con la sua maglietta, "ha dato fastidio ai sepolcri imbiancati e ha dimostrato che sulla cannabis e' in atto un'aggressione agli stili di vita dei giovani". Lo afferma l'ex sottosegretario alla giustizia Franco Corleone, presidente dell'associazione "Forum droghe" che da anni si batte per una politica non repressiva e per una differenza di approccio tra sostanze stupefacenti. Secondo Corleone, si e' passati "dal rogo dei libri al rogo dei dischi" e la dimostrazione della forte spinta alla censura e' la proposta di legge presentata al Senato dagli esponenti di An Bonatesta e Pedrizzi, che prevede il carcere da 8 a 20 anni per chi detiene sostanze stupefacenti al di sopra della dose media giornaliera. La filosofia che sta dietro a queste proposte, secondo Corleone, e' "tutta punitiva". Di don Gelmini, Corleone cita invece una frase di qualche anno fa, "quando affermo' che per i tossicodipendenti il rimedio e' la 'cristoterapia'".
"E' inaccettabile inneggiare alla cannabis, i cui effetti deleteri sulla salute sono confermati da ampi studi scientifici, ed e' ancora piu' triste che a farlo sia un cantante seguito dalle giovani generazioni": cosi' il Moige (Movimento italiano genitori) interviene nella polemica scatenata dalle parole di Vasco Rossi sulle droghe leggere. Secondo la presidente nazionale Maria Rita Munizzi, "accettare lo sballo da cannabis per i nostri figli come fatto ordinario e' contrario a ogni buon senso" ed e' "squallido comunicare a un giovane la possibilita' di comprarsi liberamente e farsi la canna". "La liberta' e' altro -afferma Munizzi- diamo ai nostri figli le ali per volare come aquile su progetti ambiziosi e non istighiamoli a rimanere nel fango della miseria culturale che le droghe, tutte le droghe, veicolano".
"Bene ha fatto Vasco Rossi ad esporre quella maglietta 'legalizza la marijuana' e a porre l'accento sulla necessaria differenziazione delle varie sostanze stupefacenti". Lo ha dichiarato Alessandro Pignatiello, responsabile nazionale della Fgci e membro della direzione del Pdci.
"Lui -ha aggiunto Pignatiello- si' che ne sa molto di piu' del mondo giovanile che dei tanti urlatori moralisti che non vogliono differenziare le varie sostanze stupefacenti. Sentire affermare che 'la canna' e' il mezzo attraverso il quale si finisce nel tunnel della tossicodipendenza, come ha fatto don Gelmini - non solo e' falso, come dimostrano ricerche scientifiche sulla non dipendenza dell'uso di marijuana e suoi derivati come hascisc, ma significa anche non voler affrontare il problema che attanaglia realmente tanti giovani e tante famiglie. E poi, sarebbe come affermare che chi beve un bicchiere di vino e' all'inizio del suo percorso di alcolista".
"La logica del proibizionismo -ha concluso l'esponente del Pdci-, la criminalizzazione, l'incapacita' di distinguere una droga dall'altra, vanno solo a vantaggio dei trafficanti. E' necessaria, al contrario, un'opera di prevenzione ed educazione rivolta ai consumatori, affinche' sappiano i rischi che corrono. Chi non riconosce la validita' della politiche di riduzione del danno, come il Governo Berlusconi, che vorrebbe mettere in carcere chi si fuma uno spinello, si trova sullo stesso piano di chi, ancora oggi, nonostante le prove scientifiche, afferma che non e' la terra a girare attorno al sole, ma il contrario".
La Rai, ma anche Mediaset e le altre tv commerciali "tolgano spazio e visibilita' a Vasco Rossi e a tutti i personaggi pubblici notoriamente favorevoli alla droga libera". L'appello per una censura televisiva arriva dal senatore di Alleanza Nazionale Michele Bonatesta, che chiede alle tv italiane "assumersi le proprie responsabilita' e non fare il gioco dei cattivi maestri".
A Vasco Rossi Bonatesta consiglia quindi di "pensare a cantare e di astenersi dal fare il tuttologo sulla pelle dei nostri ragazzi. E smetterla di propugnare la distinzione scientificamente falsa e socialmente perniciosa tra droghe buone e droghe cattive". Perche', sottolinea, "se e' vero che non tutti quelli che si fanno le canne arrivano a bucarsi, e' altrettanto vero che tutti quelli che si bucano sono partiti facendosi le canne, perche' la droga e' una, e' figlia della medesima cultura e i motivi per i quali se ne fa uso sono sempre gli stessi". Si tratta, sostiene Bonatesta, "di un percorso unitario che una volta iniziato e' difficile da interrompere, anche per motivazioni scientifiche, perche' e' stato dimostrato -conclude- che il consumo della cannabis agisce da grimaldello sulla serratura del cervello che apre la porta all'uso dell'eroina".
I giovani comunisti criticano le dichiarazioni dell'esponente di An Bonatesta e lo accusano di "inaudita censura" nei confronti di Vasco Rossi o altri personaggi pubblici definiti da Bonatesta "falsi profeti". "La via della repressione proposta dal Governo e da altri ambienti e' tanto miope quanto ipocrita" afferma in un comunicato Alessandro Pignatiello, responsabile nazionale della Fgci e membro della direzione del Pdci, secondo il quale "il vero problema non e' quello di chi si fa una canna ma di chi dovrebbe investire in prevenzione e informazione". "Se posizioni come quelle espresse dal cantante Vasco Rossi possono essere considerate come reato di istigazione all' uso di droghe -si chiede Pignatiello- di cosa dovrebbe essere accusato il governo Berlusconi che non vuole risolvere il problema e si oppone a una vera riforma, che si muova in direzione opposta alle inutili logiche repressive adottate finora? Forse di tentata strage?".
"Vasco Rossi ha ragione, ha il coraggio di dire quello che la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica pensa ma che per ipocrisia si continua a negare, cioe' che bisogna separare il mercato e i consumatori delle droghe leggere da quelli delle droghe pesanti e sintetiche". A dirlo e' l'on. Paolo Cento, dei Verdi, per il quale percio' "bisogna legalizzare la marijuana sperimentando in Italia quello che gia' viene fatto nei coffee shop olandesi". "La cosa inaccettabile -conclude Cento- e' che la destra in Parlamento continua a porre il veto a qualsiasi discussione seria e non ideologica su questo argomento".
"Hashish e marijuana hanno effetti estremamente dannosi per la salute psicofisica delle persone, come dimostra in maniera chiara e inequivocabile un'amplissima letteratura medico-scientifica che Vasco Rossi e i suoi sodali politici, prima di aprire bocca e dare fiato, farebbero bene a studiare": lo afferma il sen. Riccardo Pedrizzi, della direzione nazionale di An.
Il responsabile di An per le politiche della famiglia elenca quelli che, sostiene, sono i danni provocati dal tetraidrocannabinolo, il principio attivo contenuto nella cannabis: blocca lo sviluppo del cervello, intacca la funzione respiratoria, modifica la pressione arteriosa, altera la funzione riproduttiva, abbassa le difese immunitarie, manda in tilt le difese antitumore. Non solo: secondo Pedrizzi, hashish e marijuana hanno "effetti devastanti e irreversibili" sulla mente e sulla personalita' di chi ne fa uso, provocando delirio, allucinazioni e crisi di panico. Infine, Pedrizzi cita la "grande somiglianza" dal punto di vista biochimico tra il principio attivo della cannabis e l'eroina, e questo, secondo l'esponente di An, conferma che i derivati della canapa sono la porta d'ingresso dell' eroina. "Queste cose non le diciamo noi -afferma- ma istituzioni come l'Organizzazione mondiale della sanita', l'Accademia francese delle scienze", oltre ai maggiori esperti mondiali del settore.
Sulla vicenda di Vasco Rossi "la coalizione Gelmini-Bonatesta si e' espressa al suo massimo" e Vasco, con la sua maglietta, "ha dato fastidio ai sepolcri imbiancati e ha dimostrato che sulla cannabis e' in atto un'aggressione agli stili di vita dei giovani". Lo afferma l'ex sottosegretario alla giustizia Franco Corleone, presidente dell'associazione "Forum droghe" che da anni si batte per una politica non repressiva e per una differenza di approccio tra sostanze stupefacenti. Secondo Corleone, si e' passati "dal rogo dei libri al rogo dei dischi" e la dimostrazione della forte spinta alla censura e' la proposta di legge presentata al Senato dagli esponenti di An Bonatesta e Pedrizzi, che prevede il carcere da 8 a 20 anni per chi detiene sostanze stupefacenti al di sopra della dose media giornaliera. La filosofia che sta dietro a queste proposte, secondo Corleone, e' "tutta punitiva". Di don Gelmini, Corleone cita invece una frase di qualche anno fa, "quando affermo' che per i tossicodipendenti il rimedio e' la 'cristoterapia'".
"E' inaccettabile inneggiare alla cannabis, i cui effetti deleteri sulla salute sono confermati da ampi studi scientifici, ed e' ancora piu' triste che a farlo sia un cantante seguito dalle giovani generazioni": cosi' il Moige (Movimento italiano genitori) interviene nella polemica scatenata dalle parole di Vasco Rossi sulle droghe leggere. Secondo la presidente nazionale Maria Rita Munizzi, "accettare lo sballo da cannabis per i nostri figli come fatto ordinario e' contrario a ogni buon senso" ed e' "squallido comunicare a un giovane la possibilita' di comprarsi liberamente e farsi la canna". "La liberta' e' altro -afferma Munizzi- diamo ai nostri figli le ali per volare come aquile su progetti ambiziosi e non istighiamoli a rimanere nel fango della miseria culturale che le droghe, tutte le droghe, veicolano".
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