Italia. Vede figlia in crisi d'astinenza e la porta dagli spacciatori
La figlia -agli arresti domiciliari nell'abitazione dei genitori- stava male, in crisi di astinenza da eroina; il padre, disperato, non sapendo piu' cosa fare ha deciso di accompagnarla in auto a cercare la droga, e forse dopo ha anche assistito, impotente, al 'buco'. E' accaduto ieri sera a Scandiano, nel reggiano, ma l'improvvisato viaggio fino a Modena della coppia si e' concluso davanti ai carabinieri, che hanno arrestato la figlia, 38 anni, per evasione e il padre, 67 anni, pensionato, per favoreggiamento personale.La giovane, dopo un controllo sanitario al pronto soccorso dell'ospedale, e' stata trasferita nel carcere di Reggio Emilia e questa mattina e' comparsa davanti al Tribunale per il processo con rito direttissimo; l'udienza e' stata poi rinviata a settembre, e la donna e' tornata ai domiciliari, a casa dei genitori, dove si trovava dai primi di febbraio per scontare un cumulo pena di 6 mesi e 20 giorni, per condanne relative all' inosservanza del foglio di via obbligatorio dalla provincia di Modena. Sarebbe tornata in liberta' il 27 agosto.
I carabinieri hanno scoperto la 'fuga' della giovane, che ha alle spalle una vita segnata da problemi di tossicodipendenza, poco dopo le 21, durante un controllo nella sua abitazione. Alla porta si e' presentata la madre: "Mia figlia stava male, mio marito l'ha portata a Modena", ha detto ai militari, facendo capire che la giovane era in crisi di astinenza e che il genitore l'aveva caricata in auto per accompagnarla a Modena, in una zona dove la giovane sapeva che avrebbe ritrovato gli spacciatori. Piu' tardi padre e figlia sono stati intercettati in auto, mentre facevano ritorno a casa. La donna non aveva eroina con se', ma solo perche' se l'era gia' iniettata, come hanno dimostrato le sue condizioni e una siringa, sporca di sangue, che aveva in tasca e che e' spuntata durante la perquisizione.
La vicenda ha portato alla luce una situazione familiare difficile. La ragazza aveva cercato, durante la detenzione ai domiciliari, di non fare piu' uso di stupefacenti, ma ieri stava male, troppo male. Il padre, vedendola in quelle condizioni, non ha retto, ha preso l'auto e, con lei a bordo, si e' fatto indicare la zona di Modena dove la giovane sapeva di trovare chi le avrebbe potuto fornire l'eroina. "Sono disperato, non ce la facevo piu' a vederla soffrire", ha confessato il genitore a chi lo conosce. "Tempo fa ho provato anche a portarla in comunita', ma non c'e' stato niente da fare. Lei ieri sera mi ha implorato di portarla dagli spacciatori, e io non ho saputo dire di no". La storia ricorda, per alcuni aspetti, quella che, sempre nel reggiano, circa un anno e mezzo fa vide protagonista un tossicodipendente di 39 anni, che in un anno, per costringere i genitori a dargli i soldi per la cocaina, li sottopose a varie angherie: dalle percosse al padre disabile alle minacce alla madre per essere accompagnato dagli spacciatori, fino all' incendio appiccato alla casa di famiglia.
"Queste sono le assurdita' della legge Fini sulla droga". Cosi' Roberto Giachetti, deputato della Margherita, in seguito alla denuncia a carico di un padre disperato che aveva accompagnato la figlia tossicodipendente a comprare una dose.
"E' impensabile che in una societa' civile possano verificarsi episodi di questo tipo. Un padre pensionato di 68 anni che accompagna la propria figlia in astinenza a comprare una sola dose per non vederla soffrire, viene denunciato".
"Appare chiaro che la legge approvata dal precedente governo sia in totale contrasto con la realta'", osserva Giachetti. "Nella maggior parte dei casi assistiamo all'abbandono non solo dell'individuo tossicodipendente ma anche delle famiglie che si ritrovano sole e senza mezzi adeguati a fronteggiare il problema".
"La politica ha il dovere di proteggere i giovani dalla droga creando un sistema di norme che non sia solo e sterilmente punitivo ma in grado di risolvere seriamente il problema alla radice".
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