Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Vendeva droga sequestrata, poliziotto condannato

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E' stato condannato con rito abbreviato a una pena di quasi quattro anni F.M., l'agente della squadra Mobile di Bologna accusato di aver sottratto un chilo e 476 grammi di cocaina che doveva custodire in Questura come prova del reato. Era accusato di detenzione di droga ai fini di spaccio, peculato e detenzione illegale di munizionamento.
A condurre l'inchiesta che aveva portato all'arresto era stato il Pm Lorenzo Gestri, che ieri in aula ha chiesto una condanna a quattro anni e quattro mesi. La difesa, avv.Gabriele Bordoni, aveva chiesto l'assoluzione per tutti i reati tranne che per la detenzione illegale di munizioni. Il legale si e' detto soddisfatto poiche' la corte (presidente Arnaldo Rubichi) ha riconosciuto la detenzione di droga a fini di spaccio (art.73 del Dpr 309/90) ma ritenendo sussistente solo il comma 5/o, (quello che individua i fatti di 'lieve entita''). Il poliziotto aveva ammesso di aver preso la droga dall'ufficio reperti, asserendo pero' di averla usata per consumo personale.
Ma visto che l'ammanco maggiore, di 1,2 kg, risaliva al marzo 2006 era sembrato poco credibile un consumo personale di cosi' tanta cocaina nel giro di qualche mese. Da qui l'accusa di detenzione a fini di spaccio. 'I giudici oggi hanno riconosciuto che, se c'era, si trattava di cessione marginale e non significativa', ha spiegato il legale.
L'accusa di peculato invece si era configurata visto che si tratta di un reato che viene compiuto dal pubblico ufficiale che si appropria di denaro o beni che ha nella propria disponibilita' per il suo incarico. In questo caso il poliziotto doveva custodire la droga sequestrata.
La vicenda era venuta alla luce all'inizio del 2007, quando, in seguito ad alcuni malesseri di carattere nervoso, l'agente era stato ricoverato in un ospedale cittadino. Gli accertamenti sanitari, avevano stabilito che i suoi problemi di salute erano dovuti all'assunzione di stupefacenti, in particolare cocaina.
La Questura aveva deciso accertamenti medici ulteriori, e informato della vicenda oltre alla Procura, che aveva avviato l'inchiesta, anche il ministero dell'Interno. L'agente non e' piu' in polizia.
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