Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Veneto: un adolescente su cinque usa droghe

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Un adolescente su cinque in Veneto fa uso di droghe, e ad accorgersene sono per primi i medici di famiglia quando effettuano sui ragazzi i test rapidi per i certificati di idoneita' sportiva. Il dato allarmante e' stato reso noto oggi dai responsabili del dipartimento di tossicologia clinica dell'Universita' padovana, durante una manifestazione alla Fiera di Padova. Su 60 test rapidi delle urine effettuati su ragazzini tra i 13 e i 17 anni d'eta', il 21% sono risultati positivi all'uso di stupefacenti. Questo tipo di test -ha spiegato il tossicologo Luigi Gallimberti- rileva l'assunzione di cannabinoidi, ecstasy o cocaina nel corso dell'ultima settimana.
La ricerca era partita due anni fa da una verifica su un primo gruppo di 84 adolescenti che avevano richiesto il certificato di idoneita' sportiva. L'indagine era stata avviata da un medico di famiglia che lavora in provincia di Reggio Emilia, specializzando pero' al dipartimento di tossicologia di Padova. Il medico aveva notato che il 16% di questo gruppo di 84 ragazzi era positivo al test rapido. "Un dato preoccupante -ha commentato Gallimberti- che abbiamo voluto verificare".
La ricerca e' stata cosi' allargata in Veneto, coinvolgendo una rete di 120 medici di famiglia delle province di Rovigo, Venezia, Padova e Vicenza, coordinata dal dipartimento di tossicologia. "Il risultato di diffusione delle droghe ha sorpreso per primi i medici di base -ha detto Francesco Noce, presidente dell'Ordine dei medici di Rovigo- trovatisi del tutto impreparati: poi', pero', dopo un ciclo di incontri di formazione, si sono appassionati al problema". Noce ha chiesto se non l'obbligatorieta', perlomeno l'estensione del test rapido: "il costo -ha spiegato- e' irrisorio e diffonderlo, di fronte alla richiesta del certificato di idoneita' medico-sportiva, e' una formidabile occasione di prevenzione". "La nostra esperienza -ha concluso- ci dice che basta mantenere per tre mesi il controllo sui giovani risultati positivi, in un rapporto fiduciario che non riferisce ancora la situazione ai genitori, per vedere i test diventare negativi e risolvere la situazione, evitando il rischio della dipendenza".
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