Sabato 6 giugno 2026
Menu

Italia. Veneto. Assessore alla Sicurezza: assolutamente contrario ai vigili extracomunitari

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Rispetto le opinioni di tutti, ma io sono assolutamente contrario alla creazione di vigili ausilari extracomunitari: e' la solita boutade, condita di molta ideologia, tecnicamente inattuabile con le vigenti norme, inutile ai fini pratici, perche' un delinquente e' e resta tale sia che si trovi di fronte ad un vigile veneto o extracomunitario. Si vorrebbe mettere una divisa ad una figura che non si discosta nemmeno un po' da quella del mediatore culturale". Con queste parole Massimo Giorgetti, assessore veneto alle Politiche per la Sicurezza dei cittadini, entra nel dibattito apertosi sulla proposta avanzata in questi giorni. "Sul piano politico Â- dice l'esponente di palazzo Balbi Â- respingo l'evidente presupposto ideologico sul quale si basa la proposta: la sinistra crede che l'obbiettivo dell'integrazione possa essere raggiunto a suon di provvedimenti: indulto, voto agli stranieri, cittadinanza in cinque anni anziche' in dieci, e adesso anche questa storia dei vigili extracomunitari. Si vuol costruire la casa partendo dal tetto. E' infatti evidente che la vera integrazione si ottiene quando i cittadini immigrati in Italia e nel Veneto riconoscono e rispettano le leggi vigenti, le istituzioni, gli usi, la lingua e le liberta' del Paese nel quale hanno scelto di vivere e lavorare. Questo in molti casi avviene, in altri no, ma questo e' il presupposto dal quale potrebbero poi discendere provvedimenti conseguenti: la cittadinanza e il diritto di voto in se' e per se' non creano integrazione. In sintesi, integrazione e' il riconoscimento dei diritti, a patto che gli altri siano pronti ad adempiere al loro dovere: una persona per bene ed integrata si comporta come tale a prescindere dal colore della pelle o della religione di chi gli sta davanti indossando una divisa".
Giorgetti entra poi nel merito della questione sul piano tecnico, ed anche in questo caso, la "bocciatura" e' senza appello. "Prima di tutto - fa notare - non e' chiaro quale sarebbe la reale funzione da assegnare a questi agenti, perche' non prevista nell'ordinamento giuridico. Se poi devono essere utilizzati come tramite con i loro connazionali, allora sono dei mediatori culturali che vanno inseriti nell'ambito delle politiche sociali, e non in un corpo di polizia locale. Se invece si volesse impiegarli come strumento legato piu' al controllo di ordine pubblico sulla scorta dell'esempio delle polizie americane o canadesi, il bersaglio sarebbe ancor piu' sbagliato: primo perche' quegli ordinamenti sono molto diversi dal nostro, con una polizia federale che indaga e reprime reati federali e con le polizie locali, alle dipendenze del sindaco, che operano sulle aree metropolitane piuttosto che nelle contee; secondo perche' da noi il sindaco di un capoluogo ha alle proprie dipendenze 200-250 vigili che per legge, in materia di pubblica sicurezza, svolgono compiti accessori a quelli che invece sono affidati a pPolizia, Carabinieri, Guardia di Finanza con il coordinamento del Prefetto. Un passo importante in quest'ambito era stato fatto con le riforme costituzionali approvate dalla Cdl, ma la sinistra le ha volute subito affossare".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →