Italia. Veneto. De Bona: siamo seconda regione per numero di immigrati
Il Veneto e' la seconda regione italiana per consistenza della popolazione immigrata. Il Rapporto 2005 stima in circa 290 mila le presenze di cittadini stranieri, con un' incidenza sulla popolazione veneta del 6%. Nell'affrontare il fenomeno, che e' diventato ormai strutturale, si e' quindi andati oltre la fase dell'emergenza per approdare ad un percorso di normalizzazione e di coesione attraverso il confronto e la maggior convergenza possibile degli obiettivi da parte delle amministrazioni pubbliche e soggetti privati. E' quanto ha evidenziato l'assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona che ha convocato oggi a Padova una sorta di 'Stati generali' dei principali attori territoriali che si occupano di immigrazione, a partire dai due organismi attivati dalla Regione, la Consulta regionale e il Tavolo Unico istituito nel 2001 con un protocollo d'intesa specifico. Obiettivo dell'incontro fare il punto sui progetti realizzati nel triennio 2004/2006 e dare indicazioni per la programmazione regionale 2007/2009. L'assessore De Bona ha ricordato che e' gia' stata presentata in Consiglio regionale la proposta di nuova legge sull'immigrazione che articolera' in modo coerente i rapporti tra le diverse rappresentanze degli enti e degli organismi che si occupano di immigrati. De Bona ha sottolineato l'importante contributo che gli immigrati danno a tanti settori della produzione, del terziario e dell'assistenza alle famiglie e alle persone. Le politiche di settore - ha aggiunto - hanno bisogno di un quadro di rispetto delle regole, di immigrazione governata e non fuori controllo, inserita e non degradata o emarginata. L'assessore ha posto l'accento sull'esigenza di razionalizzare e selezionare i progetti da realizzare per il futuro, tenuto conto che le risorse per il prossimo triennio saranno inferiori rispetto al precedente, e di una maggiore partecipazione del mondo imprenditoriale. De Bona ha poi sostenuto la necessita' di raccordo con l'Unione Europea sia sul piano delle risorse finanziarie, sia per la gestione di questioni che sono trasversali agli Stati membri, sia infine per sviluppare iniziative stabili di collaborazione con i paesi di origine e di transito delle correnti migratorie.
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