Italia. Veneto. Modello francese per l'integrazione
Nel Veneto sara' introdotto il patto di accoglienza e di integrazione per gli immigrati sulla scia del modello francese. Lo prevede il programma triennale di massima per il periodo 2007-2009 che ha ottenuto il parere favorevole del Tavolo Unico Regionale di Coordinamento sull'immigrazione, rappresentativo delle parti sociali e del sistema veneto delle autonomie locali, istituito dalla giunta regionale nel 2001 e convocato dall'assessore ai flussi migratori Oscar De Bona. Il programma per divenire operativo dovra' passare il vaglio della Consulta per l'immigrazione, per essere poi adottato dalla giunta veneta e approvato dal Consiglio regionale.
'Nell'ambito delle iniziative e degli interventi per il prossimo triennio - sottolinea lo stesso De Bona - il patto di accoglienza rappresenta uno strumento nuovo e qualificante. La mobilita' delle persone richiede infatti reciprocita' di impegno sia della societa' ospitante sia dell'immigrato. Avra' inizialmente carattere sperimentale e non costituira' presupposto per il rilascio del permesso di soggiorno, in quanto non e' previsto dalla legge nazionale, ma puo' rappresentare una delle opportunita' per affermare il valore dell'integrazione e produrre ricadute positive su tutta la comunita''.
'Nell'ambito delle iniziative e degli interventi per il prossimo triennio - sottolinea lo stesso De Bona - il patto di accoglienza rappresenta uno strumento nuovo e qualificante. La mobilita' delle persone richiede infatti reciprocita' di impegno sia della societa' ospitante sia dell'immigrato. Avra' inizialmente carattere sperimentale e non costituira' presupposto per il rilascio del permesso di soggiorno, in quanto non e' previsto dalla legge nazionale, ma puo' rappresentare una delle opportunita' per affermare il valore dell'integrazione e produrre ricadute positive su tutta la comunita''.
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