Italia. Veneto: i pazienti dei Sert con "doppia diagnosi"
Il 20-30% degli utenti dei servizi regionali veneti per le tossicodipendenze (Ser.T.), tra le quattromila e le cinquemila persone, e' affetta, oltre che da problemi di abuso di droghe o di alcol, anche da disturbi mentali. E' una percentuale in crescita che viene segnalata da un'indagine condotta dai servizi sociali della Regione presso i Sert.Tecnicamente, questi utenti vengono definiti con "doppia diagnosi", afflitti cioe' oltre che da problemi di dipendenza (eroina, cocaina, altre tipi di sostanze, alcolismo) anche da disturbi mentali. Ne da' notizia l'assessore regionale alle politiche sociali Antonio De Poli, il quale spiega che "per questo tipo di utenti si rendono necessari una diagnosi e un intervento che sta in mezzo tra servizi per le tossicodipendenze, servizi per la salute mentale e servizi del privato/sociale e del volontariato".
"Il governo veneto ha deliberato la redazione di un protocollo operativo tra i dipartimenti per le dipendenze e i dipartimenti di salute mentale nelle Usl per intervenire congiuntamente in caso di pazienti con doppia diagnosi psichiatrica". La deliberazione regionale, proposta che De Poli ha presentato di concerto con l'Assessore alle politiche sanitarie Fabio Gava, indica che presso ciascuna Ulss sia stipulato "un protocollo operativo tra i due dipartimenti con l'obiettivo di permettere e facilitare la gestione operativa di quei casi che presentino problematiche di ordine psicopatologico associate a comportamenti d'abuso".
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