Italia. In Veneto la prima "cell factory"
Il sistema trapianti della Regione Veneto, per primo in Italia, si dotera' entro i primi mesi del 2003 di una cell factory per la raccolta, la manipolazione e la ricerca sulle cellule staminali. La struttura che gravitera' su due poli, tra Padova e Venezia, e' stata finanziata dalla Regione Veneto, grazie ad una delibera, con 4.500.000 euro scaglionati su tre anni. La cell factory, che nasce ed e' funzionale al sistema trapianti della rete ospedaliera veneta, e' stata presentata, il 10 dicembre, a Venezia, nel corso di una conferenza stampa dal vice Presidente ed assessore alla Sanita' veneta Fabio Gava.
Le cellule staminali, che sono neutre e possono essere coltivate e riprodotte in laboratorio per poi essere immesse in un paziente in sostituzione di quelle morte, saranno, tra l'altro, determinanti per ridurre le liste di attesa di quanti attendono un trapianto. Secondo dati veneti, sui 1250 pazienti in lista d'attesa a fine 2001 solo il 30% e' stato operato a causa di carenza d'organi. Con l'inserimento di cellule staminali -e' stato detto- alcuni trapianti potrebbero non essere necessari, altri avere maggiori probabilita' di riuscita, o comunque il paziente potrebbe avere, pur permanendo tempi lunghi per interventi risolutori, una migliore qualita' della vita.
I tipi di cellule staminali interessati al lavoro della struttura veneta sono quelle del sistema nervoso (contro il morbo di Parkinson, della malattia di Alzheimer, le lesioni del midollo spinale e la sclerosi multipla); del muscolo cardiaco (trattamento dell'infarto del miocardio); del pancreas (trattamento del diabete), delle cartilagini (degenerazioni oseteoarticolari; del sangue (immunodeficenza), del fegato (cirrosi); della pelle (ustioni), del muscolo scheletrico (distrofia); delle ossa (osteoporosi) dell'occhio (ferite e degenerazione della cornea).
La gran parte del lavoro di quello che e' stato chiamato "Laboratorio regionale ad alta tecnologia, finalizzato alla raccolta, manipolazione, conservazione delle cellule staminali" sara' svolto a Padova prima presso l'azienda ospedaliera, poi nel nuovo centro in fase di costruzione nell'ex istituto zooprofilattico; mentre a Venezia -dove e' coinvolta la Fondazione Banca degli occhi- la sede sara' all'Ospedale civile nel reparto ex infettivi e verra' successivamente trasferita, una volta realizzato, nel nuovo ospedale di Mestre (Venezia).
Per l'assessore Gava "la Regione ha preso la strada principale, per un settore strategico della sanita', per intervenire su patologie con applicazioni di qualita'". "Si lavorera' in un'ottica di sistema tra le varie realta' sanitarie e la Regione -ha aggiunto- tanto che e' previsto, a capo della cell factory, un gruppo di coordinamento regionale di sette persone le quali controlleranno un comitato scientifico che rispondera' dei due poli". "Con questo laboratorio -ha concluso- andiamo verso il completamento del sistema regionale dei trapianti e razionalizziamo gli investimenti in funzione di un avanzamento della ricerca innescando sinergie tra diverse realta'".
Le cellule staminali, che sono neutre e possono essere coltivate e riprodotte in laboratorio per poi essere immesse in un paziente in sostituzione di quelle morte, saranno, tra l'altro, determinanti per ridurre le liste di attesa di quanti attendono un trapianto. Secondo dati veneti, sui 1250 pazienti in lista d'attesa a fine 2001 solo il 30% e' stato operato a causa di carenza d'organi. Con l'inserimento di cellule staminali -e' stato detto- alcuni trapianti potrebbero non essere necessari, altri avere maggiori probabilita' di riuscita, o comunque il paziente potrebbe avere, pur permanendo tempi lunghi per interventi risolutori, una migliore qualita' della vita.
I tipi di cellule staminali interessati al lavoro della struttura veneta sono quelle del sistema nervoso (contro il morbo di Parkinson, della malattia di Alzheimer, le lesioni del midollo spinale e la sclerosi multipla); del muscolo cardiaco (trattamento dell'infarto del miocardio); del pancreas (trattamento del diabete), delle cartilagini (degenerazioni oseteoarticolari; del sangue (immunodeficenza), del fegato (cirrosi); della pelle (ustioni), del muscolo scheletrico (distrofia); delle ossa (osteoporosi) dell'occhio (ferite e degenerazione della cornea).
La gran parte del lavoro di quello che e' stato chiamato "Laboratorio regionale ad alta tecnologia, finalizzato alla raccolta, manipolazione, conservazione delle cellule staminali" sara' svolto a Padova prima presso l'azienda ospedaliera, poi nel nuovo centro in fase di costruzione nell'ex istituto zooprofilattico; mentre a Venezia -dove e' coinvolta la Fondazione Banca degli occhi- la sede sara' all'Ospedale civile nel reparto ex infettivi e verra' successivamente trasferita, una volta realizzato, nel nuovo ospedale di Mestre (Venezia).
Per l'assessore Gava "la Regione ha preso la strada principale, per un settore strategico della sanita', per intervenire su patologie con applicazioni di qualita'". "Si lavorera' in un'ottica di sistema tra le varie realta' sanitarie e la Regione -ha aggiunto- tanto che e' previsto, a capo della cell factory, un gruppo di coordinamento regionale di sette persone le quali controlleranno un comitato scientifico che rispondera' dei due poli". "Con questo laboratorio -ha concluso- andiamo verso il completamento del sistema regionale dei trapianti e razionalizziamo gli investimenti in funzione di un avanzamento della ricerca innescando sinergie tra diverse realta'".
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