Italia. Veneto: la prima ricerca sulle dipendenze
E' considerata la prima ricerca italiana in questo settore ed anche la prima in Europa: e' stata commissionata dalla Regione Veneto al Cnr e fotografa la realta' delle dipendenze da alcol e droghe in Veneto. E i numeri forniti dalla ricerca scientifica evidenziano una realta' che crea preoccupazioni: nel 2000 85.000 persone, su una popolazione considerata di 1,9 milioni di persone tra i 15 e i 44 anni, si sono ubriacate piu' di dieci volte nel corso dell'anno, poco meno di 130.000 hanno fatto uso di cannabinoidi con gli stessi ritmi, 19.834 hanno dichiarato di aver consumato tre o piu' volte altre sostanze stupefacenti illegali, cioe' nuove droghe e anfetamine.
Per quanto riguarda gli oppiacei, invece, tra il 1999 e il 2001, dal confronto tra bisogno e domanda nelle aziende Ulss, lo studio evidenza che sono 16.500 le persone che avrebbero bisogno di assistenza a fronte dei 10.057 che si rivolgono alle strutture preposte. Questo studio si basa sull'analisi di dati certi sulla popolazione generale e quella studentesca e sui dati forniti dai 38 Sert regionali oltre che da un database contenente i dati delle Prefetture.
"E uno strumento che ci consentira' di approntare politiche mirate alla soluzione dei problemi di persone con dipendenze - sottolinea l'assessore regionale alle politiche sociali Antonio De Poli- e sara' prezioso nella programmazione regionale. Ci mostra quanto sia necessario agire sul fronte della prevenzione e come sta cambiando il fenomeno delle dipendenze. Anche l'uso di droghe cambia. La tendenza e' ad usare contemporaneamente piu' tipi di stupefacenti anche in forme non convenzionali. Il problema si pone quando l'utilizzo di droghe si fa piu' subdolo e meno evidente, come accade nel caso delle nuove droghe. E qui e' ancora piu' difficile intervenire con altri strumenti che non siano quelli della prevenzione".
Per quanto riguarda gli oppiacei, invece, tra il 1999 e il 2001, dal confronto tra bisogno e domanda nelle aziende Ulss, lo studio evidenza che sono 16.500 le persone che avrebbero bisogno di assistenza a fronte dei 10.057 che si rivolgono alle strutture preposte. Questo studio si basa sull'analisi di dati certi sulla popolazione generale e quella studentesca e sui dati forniti dai 38 Sert regionali oltre che da un database contenente i dati delle Prefetture.
"E uno strumento che ci consentira' di approntare politiche mirate alla soluzione dei problemi di persone con dipendenze - sottolinea l'assessore regionale alle politiche sociali Antonio De Poli- e sara' prezioso nella programmazione regionale. Ci mostra quanto sia necessario agire sul fronte della prevenzione e come sta cambiando il fenomeno delle dipendenze. Anche l'uso di droghe cambia. La tendenza e' ad usare contemporaneamente piu' tipi di stupefacenti anche in forme non convenzionali. Il problema si pone quando l'utilizzo di droghe si fa piu' subdolo e meno evidente, come accade nel caso delle nuove droghe. E qui e' ancora piu' difficile intervenire con altri strumenti che non siano quelli della prevenzione".
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