Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Veneto. Studio: sempre piu' droghe e prezzi sempre piu' bassi

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Prodotti sempre piu' vari, per soddisfare tutte le esigenze e indurre nuovi bisogni, venduti seguendo una politica di riduzione dei prezzi, con 'sconti comitiva' ed agevolazioni per i neofiti. Questa la fotografia del nuovo mercato della droga, secondo uno studio dell'Osservatorio Regionale del Veneto sulle Dipendenze, diretto dal dott. Giovanni Serpelloni.
'In questi anni si e' assistito alla diminuzione del prezzo di alcune importanti droghe, come la cocaina, ma anche la diminuzione della pezzatura con fabbricazione e spaccio di dosi piu' ridotte, sia nel contenuto di principio attivo che nel prezzo, al fine di renderle piu' fruibili soprattutto dai giovanissimi'. 'Questa politica consente un maggior accesso alla droga di fasce con basso potenziale di acquisto (individui dai 12-14 anni d'eta') che potrebbero avere, inoltre, una diffidenza iniziale derivante anche dai forti effetti psicoattivi che una 'normale' dose potrebbe esercitare su di loro. Infatti le dosi a basso contenuto di principio attivo sono meno 'disturbanti' e piu' accettate dai neofiti'. La ricerca evidenzia, inoltre, che spesso gli spacciatori tendono a dare dei piccoli 'gadget' ai clienti per creare una fidelizzazione maggiore attraverso la fornitura di altre droghe oltre quelle richieste, come nel caso dei consumatori di ecstasy, anfetamine e cocaina, che a volte vengono forniti di sigarette a base di eroina per contrastare gli effetti di sovraeccitazione che tali sostanze danno se assunte continuativamente per qualche giorno: l'eroina, infatti, viene usata come 'sedativo' la domenica notte per poter fruire di un riposo notturno che permetta, il lunedi', di tornare a scuola o sul posto di lavoro.
Da un'indagine condotta dall'Osservatorio in Veneto su un campione di 4.917 giovani, di eta' compresa tra i 14 e i 24 annni, appare che alcol e marijuana sono le sostanze che attraggono maggiormente.
Il 74% dei giovani, secondo l'indagine, accetterebbe alcol in caso di offerta, il 23% marijuana. La percezione del rischio dei giovani e' alta per sostanze come l'eroina (92%), le anfetamine (91%), la cocaina (90%), l'alcol (80%), meno alta per altre sostanze come la cannabis (76%), gli steroidi (68%) e il tabacco (41%). Vi e' inoltre una relazione statisticamente significativa tra i soggetti che hanno un'elevata percezione del rischio e la valutazione sull'inefficacia della liberalizzazione delle sostanze come iniziativa di prevenzione delle dipendenze. Per quanto riguarda l'informazione sulle sostanze stupefacenti, i giovani rappresentano il campione meno informato: in particolare, si osserva che il 46% dei soggetti ha scarse conoscenze sugli effetti della cocaina, il 79% sulla marijuana e l'80% sugli steroidi.
L'indagine, effettuata tra luglio 2005 e marzo 2006 con la distribuzione di questionari, evidenzia anche che nell'atteggiamento verso il libero uso delle droghe c'e' un netto disaccordo verso sostanze come l'eroina (92%), le anfetamine (90%), la cocaina (89%), mentre sono favorevoli al libero uso dell'hashish circa il 30% dei giovani; per quanto riguarda le sostanze alcoliche, si registra un atteggiamento sostanzialmente liberale (81% per gli alcolici e 58% per i superalcolici). Un fattore che svolge una funzione protettiva rispetto al consumo di sostanze, come emerge dallo studio, e' la posizione religiosa: i credenti praticanti, infatti, tendono ad utilizzare di meno sostanze come superalcolici e cannabis, sia rispetto ai non credenti sia rispetto ai credenti non praticanti. Anche l'appartenenza politica dei soggetti influenza il consumo relativo alla cannabis: il 43% dei giovani che si dichiara di sinistra dice di aver fumato marijuana almeno una volta nella vita rispetto al 30% di chi si dichiara di destra.
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